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IL BALLO. STÉ BÀL É CIÀPA AL DÒN
Ivano Marescotti e Orchestra Mirko Casadei


con Ivano Marescotti e Orchestra Mirko Casadei
una produzione Patàka – Produzioni Casadei
in collaborazione con Cronopios


Il ballo, il modo di ballare, nei primi decennio del dopoguerra segna il cambiamento di un’epoca. Da un’Italia rurale e contadina a una Italia terziaria e industriale, oggi pure essa in declino. Dagli anni sessanta in poi è nelle discoteche, o come altro si chiamano, dove si balla allegramente, sfrenatamente. Prima della discoteca si ballava meno? Certo che no. Si chiamavano: sale da ballo, dancing, balera, arena con pista da ballo, case del popolo. Oggi la discoteca è gestita da un tipo che si definisce DJ, digéi…, mette su i dischi nel giradischi, o come cavolo si chiama, ed è il centro dell’attenzione. Di orchestra neanche l’ombra. Una “sala da ballo” senza orchestra, invece, era proprio inconcepibile. Qualcuna magari c’era, con un tipo
addetto a cambiare i dischi su un giradischi e tutto assumeva l’aspetto di una festa tristarella e sfigata. Della serie: vorrei ma non posso… Oppure erano i
“festini” in case private, ma quella era tutt’un’altra storia…! Sale da ballo e balere quindi rigorosamente con orchestra “dal vivo”, si direbbe oggi.

Funzionava così: l’orchestra eseguiva 4-5 pezzi musicali e i giovanotti sceglievano la dama alla quale chiedere il ballo. Cinque minuti di riposo, e si riprendeva con altra dama o altro giovanotto. In discoteca si balla in gruppo o in coppia ma rigorosamente separati, ognun per sé. Nel dancing si ballava sempre e comunque in due. Abbracciati. Perfino col rock and roll. Si facevano capriole, salti, piroette ma sempre in contatto fisico.

“é bal” è uno spettacolo teatrale e musicale che esprime la voglia di ballare di ieri e di oggi attraverso le storie tragicomiche, i fatti veri…! raccontati da Ivano Marescotti, e dall’orchestra di Mirko Casadei, diretto ereditario della tradizione della musica e del ballo liscio romagnolo di Secondo Casadei e Raoul Casadei.