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martedì 6 dicembre 2022
Salone Snaporaz

TOTEMICA 
RUGGINE
Manfredi Perego

Nell’ambito di E’ Bal – Palcoscenici romagnoli per la danza contemporanea

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La serata si compone di due lavori:

TOTEMICA
liturgia della dispersione

Coreografia/Scene: Manfredi Perego
Danza: Chiara Montalbani
Musiche originali: Paolo Codognola
Disegno luci: Ornella Banfi
Danza: Chiara Montalbani
Musiche originali: Paolo Codognola
Disegno luci: Ornella Banfi

Una produzione MP.ideograms-TiR danza.
Col supporto Centro Nazionale di Produzione della Danza Scenario Pubblico.

Totemica nasce nel periodo della pandemia come riflessione sulla condizione umana contemporanea ed il suo senso di onnipotenza perpetuo.
Sono abitato dal dubbio come non mai, la pandemia ha mosso e rotto molte delle mie certezze. Il mio rito quotidiano è disintegrato, alla ricerca d’una base ove poggiarsi. Spesso mi ritrovo a navigare in una sorta di spazio siderale, nel quale so di non poter riporre alcuna certezza.

Come una divinità decaduta che non sa più chi è, che non si riconosce più in nessun luogo e nessun credo. La coreografia esibisce un dio irriconoscibile nel presente, concreto nella storia, energia viva ma scaduta in un limbo non identificato. Potente tamburo muto che risuona a tratti. L’interprete ricade nel silenzio più enigmatico di una nuova ricerca di se stesso, senza fine.
Totemica vuole essere la testimonianza fisica ed emotiva di questa situazione, in cui si abita una sacralità dispersa priva di appigli.


RUGGINE

Come si manifesta il prodotto delle mie contraddizioni?
Ruggine è una riflessione su ciò che si crea nell’antagonismo tra buio e luce.
Ruggine è un pensiero drammaturgico che si colloca tra l’oscuro, l’inquietudine, la violenza, ed allo stesso tempo verso una osservazione senza giudizio di queste reazioni.
Una dedica alla zona che di solito occulto in modo coatto, e la volontà di non cedervi.
La coreografia non genera una risposta, ma la possibilità di immergersi in questi stati d’animo e poterli sviscerare senza pregiudizi, di confrontarsi apertamente con se stessi senza determinare la vittoria di nessuna rappresentazione ideale.
Un corpo quindi alla ricerca della polvere, di ciò che solitamente si soffia via.