mercoledì 24 marzo 2027, ore 21
Teatro della Regina
LE SACRE DU PRINTEMPS
Dewey Dell
Lo spettacolo rientra nella rassegna E’ Bal – Palcoscenico per la danza contemporanea
di Dewey Dell
musica originale Igor Stravinsky
concept e regia Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera
con Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Alberto “Mix” Galluzzi, NastyDen, Francesca Siracusa
coreografia Teodora Castellucci
assistenza alla coreografia Agata Castellucci
dramaturg, disegno luci e scena Vito Matera
esecuzione musicale registrata MusicAeterna, diretta da Teodor Currentzis, 2013
suoni Demetrio Castellucci
costumi Dewey Dell, Guoda Jaruševičiūtė
tecnico del suono: Alessio Ruscelli
Realizzazione costumi e oggetti di scena: Carmen Castellucci, Dewey Dell, Plastikart studio
Realizzazione scena: Laboratorio scenografia Pesaro di Lidia Trecento
produzione Dewey Dell 2023
coproduzione progetto RING (da Festival Aperto – Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Bolzano Danza – Fondazione Haydn, FOG Triennale Milano Performing Arts, Torinodanza Festival, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale), Macalester College / Dipartimento di Teatro e Danza, BIT Teatergarasjen
partner associato Lavanderia a Vapore – Fondazione Piemonte dal Vivo
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e di Societas, Teatro Comandini
si ringrazia: Paolo Barbero, Andrea “Duna” Scardovi
In ogni metamorfosi e grande cambiamento dell’essere umano, la morte è sempre al fianco della vita, manifestandosi come un rito di passaggio o di rivoluzione interiore. Nel mondo animale e vegetale la compresenza di vita e morte diviene ancora più letterale; spesso la morte fa parte del processo fecondativo, e la vita pullula sulle carcasse decomposte. Soprattutto nel mondo degli insetti, dei semi e delle muffe la morte è una presenza espansa: la morte è un invito alla vita. La rigenerazione ciclica delle stagioni e della fecondità della terra non sono un percorso lineare, ma lo sconquasso di tutti gli elementi. La primavera è il periodo di massimo turbamento e il terrore dell’esistenza si fonde alla gioia vertiginosa dell’esserci.

