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SUMMARY:CAPITOL'HO
DESCRIPTION:venerdì 27 marzo 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nCAPITOL’HO\n \nAle&Franz \n SI INFORMA IL GENTILE PUBBLICO CHE I BIGLIETTI SONO TERMINATI ED È STATA APERTA UNA LISTA D’ATTESA\, ALLA QUALE CI SI PUÒ REGISTRARE CONTATTANDO LA BIGLIETTERIA NEGLI ORARI DI APERTURA \n\nscritto da Francesco Villa\, Alessandro Besentini\, Alberto Ferrari e Antonio De Santis\nregia di Alberto Ferrari\ncon Ale&Franz\nuna produzione Dada\ne Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito\nin collaborazione con Argot Produzioni  \n\nAle&Franz\, il duo comico italiano per eccellenza\, torna a teatro con un nuovo originale spettacolo che ne ripercorre la trentennale carriera\, affiancando ai loro personaggi più iconici e surreali nuovi ospiti disposti ad entrare nel loro strambo universo con l’ironia che da sempre li contraddistingue.  \nIl duo comico rilancia e raddoppia con un lavoro che confonde le carte e segna l’inizio di una nuova era.  \nUn ennesimo Capitol’ho della nostra storia. Unica costante? Sarà il pubblico a scoprirlo…
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SUMMARY:CARO LUPO
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 15 marzo 2026\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nCARO LUPO \nDrogheria Rebelot \netà consigliata: dai 3 anni\ndurata: 60 minuti\nteatro su nero\, teatro d’ombre \nACQUISTA\n\nideazione Miriam Costamagna e Andrea Lopez Nunes  \nregia\, drammaturgia e cura dell’animazione Nadia Milani\ncon Miriam Costamagna\, Andrea Lopez Nunes e Giacomo Occhi/Nadia Milani\nscene\, figure e puppets Gisella Butera\, Andrea Lopez Nunes\, Miriam Costamagna\, Nadia Milani\, Matteo Moglianesi\nmusiche originali Andrea Ferrario\nvoci di Aurora Aramo\, Arianna Aramo\, Miriam Costamagna\, Andrea Lopez Nunes\, Nadia Milani\, Giacomo Occhi\ndisegno luci Andrea Lopez Nunes e Matteo Moglianesi\nconsulenza registica Matteo Moglianesi \nproduzione Drogheria Rebelot\ncon il sostegno di Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes e BIBOteatro\nin collaborazione con Teatro Gioco Vita\, Associazione culturale Artemista\, Zona K\, In Scena Veritas e Teatro Comunale di Limbiate \nSpettacolo selezionato per Progetto Cantiere 2019 – Festival Incanti (Torino) \n\n«Caro Lupo» è l’inizio di una lettera che ha il sapore di una favola. C’è una piccola casa in mezzo ad un grande bosco. La neve regala alla notte un silenzio magico\, mentre le stelle abitano un limpido cielo invernale. In quella buffa casetta si sono appena trasferiti la mamma\, il papà e la piccola Jolie. Jolie è una bambina particolare\, ha una fervida immaginazione che la porta ad inventare milioni di storie\, tanto che anche lei ogni tanto si interroga sul confine labile tra realtà e finzione. È curiosa\, coraggiosa\, intraprendente\, le piacciono le costellazioni\, il suo inseparabile orso di pezza soprannominato Boh e le cose che fanno un po’ paura. I suoi genitori sono eccentrici\, in molte faccende affaccendati\, la ascoltano poco sebbene cerchino di fare del loro meglio. Così non le credono quando Jolie sente un suono che non conosce\, quando vede un’ombra che non riconosce ma soprattutto quando si accorge di una presenza insolita\, una creatura del bosco che la affascina e contemporaneamente\, la terrorizza. E quando Boh scompare\, Jolie sente un coraggio inarrestabile\, quel coraggio che solo l’amore sa regalarci. E decide di partire\, di andare alla ricerca di Boh\, verso l’ignoto\, si addentra nel bosco\, incontra i suoi abitanti\, si imbatte in ombre scure\, scopre paesaggi incantati e quando pensa di essersi perduta per sempre\, Nonno Nodo e Nonna Corteccia le regaleranno la chiave per superare la paura. Perché a volte le cose\, se le guardiamo da vicino\, diventano più piccole di quel che sembrano. Dipende sempre dal nostro sguardo su di loro. E così Jolie incontrerà il Lupo. Il suo Lupo. Un Lupo piccolo come lei\, la cui ombra appare gigante ma che\, in verità\, è solo un cucciolo e come tutti i cuccioli ha bisogno di cure\, di coccole\, di giocare\, di trovare la strada del ritorno. Là dove chi amiamo ci aspetta sempre. Soprattutto quando ha paura di averci perduto. \nGUARDA IL VIDEO DELLO SPETTACOLO\n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito \n Questo spettacolo è promosso da 𝗦𝗰𝗶𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼® Leggi qui: https://teatrodellaregina.it/…/10/sciroppo-di-teatro-2026/ \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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SUMMARY:ANFITRIONE
DESCRIPTION:giovedì 12 marzo 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nANFITRIONE\n \nEmilio Solfrizzi \n ACQUISTA \n\ndi Plauto\nEmilio Solfrizzi \ncon Giovanni Moschella\, Ivano Falco\, Beatrice Schiaffino\, Federico Gatti\, Beatrice Coppolino\, Vincenzo D’Amato\nregia Emilio Solfrizzi\nscene Fabiana Di Marco\nluci Mirko Otieri\ncostumi Alessandra Benaduce\nproduzione Compagnia Moliere \n\nAnfitrione è una delle commedie più celebri di Plauto. \nLa trama ruota attorno a un soldato di nome Anfitrione e al suo servo Sosia\, che tornano a casa dopo una lunga campagna militare. Tuttavia Giove\, affascinato dalla bella moglie di Anfitrione\, Alcmena\, decide di assumerne l’aspetto per conquistarla. Nel frattempo il vero Anfitrione ignaro\, si scontra con Sosia e si sviluppano una serie di equivoci\, situazioni buffe e colpi di scena. Inganni che creano una girandola di situazioni esilaranti in cui i personaggi si confondono sulla vera identità di chi hanno di fronte offrendo al pubblico uno spettacolo spassoso e leggero. Un’opera incredibilmente divertente ma anche una fonte preziosa e importante per il suo valore storico linguistico che può essere usata come lente attraverso cui analizzare e commentare la contemporaneità.\nInsomma\, un Plauto modernissimo: quante volte pensiamo di aver di fronte qualcuno ed invece abbiamo di fronte qualcun altro sbagliando le nostre valutazioni? O viceversa: quanto spesso non siamo all’altezza dei ruoli che gli altri ci danno?\nQuesto ormai  accade tanto nella vita vera\, quella di tutti i giorni\, quanto (se non soprattutto) in quella digitale\, quella dei social.
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SUMMARY:ROMEO E GIULIETTA
DESCRIPTION:sabato 7 marzo 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nROMEO E GIULIETTA\nBalletto di Milano \n ACQUISTA \n\nballetto in due atti su musica di P. I. Čajkovskij\nliberamente ispirato alla tragedia di William Shakespeare\ncoreografia Federico Veratti\nregia Agnese Omodei Salè\nscenografie di Marco Pesta\nproduzione Balletto di Milano\npresidente e direttore artistico Carlo Pesta \n\nRomeo e Giulietta rappresentano universalmente l’amore più puro in contrasto con la società e il mondo. Un amore con la A maiuscola\, che sceglie di vivere nel tempo\, oltre ogni barriera e oltre la morte. La trasposizione in balletto della celebre tragedia shakespeariana per il Balletto di Milano celebra l’amore che riesce a sopravvivere al di là della morte. Il destino fa di tutto per separarli e l’epilogo è tragicamente noto\, ma l’amore trionfa. I due giovani corrono mano nella mano in un bagliore di luce\, nel brillìo dell’oro e l’argento\, colori che rappresentano le due casate rivali. \nPrimo atto\nI Capifamiglia delle Casate dei Capuleti e dei Montecchi\, nobili veronesi opposti da un’accesa rivalità a causa di un antico odio\, si fronteggiano quando arrivano Romeo Montecchi e gli amici Mercuzio e Benvolio. Arriva in piazza anche Tebaldo\, rampollo della famiglia Capuleti e cugino di Giulietta e scoppia l’ennesima lite. In casa Capuleti si sta allestendo il ballo in maschera del giorno seguente. Giulietta è con la sua balia quando viene raggiunta dalle amiche e dalla madre Lady Capuleti per i preparativi. Romeo\, in compagnia di Mercuzio e Benvolio\, si introduce furtivamente alla festa mascherata dei Capuleti e al ballo incontra Giulietta. I due giovani si innamorano al primo sguardo\, scoprendo però le loro identità. A Giulietta viene presentato il Conte Paride cui\, a sua insaputa\, è stata promessa in sposa dal padre. Dopola festa Romeo torna sotto casa Capuleti per incontrare Giulietta e i due giovani\, nonostante la rivalità tra le loro famiglie\, si promettono amore eterno decidendo di sposarsi al più presto. \nSecondo atto\nNella piazza scoppia una rissa tra Tebaldo e i giovani di casa Montecchi mentre Romeo\, con la complicità della Balia di Giulietta\, riceve un messaggio dell’amata affinché la raggiunga per sposarla. I due giovani\, all’insaputa delle loro famiglie e convincendo Frate Lorenzo\, si uniscono in matrimonio
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SUMMARY:FRANCISCUS. Il folle che parlava agli uccelli
DESCRIPTION:martedì 3 marzo 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nFRANCISCUS\nIl folle che parlava agli uccelli \nSimone Cristicchi \n SI INFORMA IL GENTILE PUBBLICO CHE I BIGLIETTI SONO TERMINATI ED È STATA APERTA UNA LISTA D’ATTESA\, ALLA QUALE CI SI PUÒ REGISTRARE CONTATTANDO LA BIGLIETTERIA NEGLI ORARI DI APERTURA \n\ndi e con Simone Cristicchi\nscritto con Simona Orlando\ncanzoni inedite di Simone Cristicchi e Amara\nmusiche e sonorizzazioni Tony Canto\nscenografia Giacomo Andrico\nluci Cesare Agoni\ncostumi Rossella Zucchi\naiuto regia Ariele Vincenti\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Accademia Perduta Romagna Teatri\nin collaborazione con Corvino Produzioni \n\nFranciscus\, il rivoluzionario.\nFranciscus\, l’estremista.\nFranciscus\, l’innamorato della vita.\nFranciscus\, che visse per un sogno.\nFranciscus\, il folle che parlava agli uccelli.\nFranciscus\, che vedeva la sacralità e la bellezza in ogni volto di persona ma anche di animale\, e non solo in essi ma anche nel sole\, nella morte\, nella terra su cui camminava insieme agli altri. \nIn cosa risiede l’attualità\, del suo messaggio? \nCosa può dirci la filosofia del “ricchissimo” di Assisi\, nella confusione della modernità affamata di senso\, nelle promesse tradite del progresso? \nDopo il grande successo di Happy Next\, Simone Cristicchi continua a stupire il pubblico teatrale con un nuovo progetto in solo che realizza con il Centro Teatrale Bresciano\, dedicato questa volta a San Francesco. \nTra riflessioni\, domande e canzoni inedite – che portano la firma dello stesso Cristicchi e della cantautrice Amara – l’artista romano indaga e racconta il “Santo di tutti”\, che è stato innanzitutto un uomo in crisi\, consumato dai dubbi\, un laico che imparava facendo\, si perfezionava incontrando\, e il cui esempio riuscì ad attrarre una comunità\, ma non senza destare sospetti di alcuni del popolo. Uno in particolare\, Cencio\, stracciaiolo girovago\, inventore di una lingua solo sua\, osservatore critico del viaggio di Francesco\, interpretato dallo stesso Cristicchi.  \nAl centro di questo spettacolo\, il labile confine tra follia e santità\, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco. Ma anche la povertà\, la ricerca della perfetta letizia\, la spiritualità universale\, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato. Temi che nel frastuono della società in cui viviamo diventano ancora più urgenti e vividi. \nUno spettacolo ad alta intensità emotiva\, che fa risuonare potenti in noi le domande più profonde e ci spinge a ricercarne una possibile risposta.
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DESCRIPTION:giovedì 26 febbraio 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nPLAY DEAD \nPeople Watching Collective \n ACQUISTA \n\ndirezione artistica e interpreti Brin Schoellkopf\, Natasha Patterson\, Jarrod Takle\, Jérémi Lévesque\, Ruben Ingwersen\, Sabine Van Rensburg\ndisegno luci Emile Lafortune\nscene Emily Tucker\nmacchinista Alastair Davies\ncostumi Camille TB\, Catherine Veri\, Jonathan\, Saucier\, Paul Rose\nmusica e sonoro Colin Gagne\, Francisco Cruz\, Olivier Landry-Gagnon\, Stefan Bouchard\nassistenza drammaturgica Peter James\, Isabelle Chasse\, Gypsy Snider\ndistribuito da Aurora Nuova\nfondato da Conseils des Arts et des Lettres du Quebec\, Canada Council for the Arts\, Conseil des Arts de Montréal\nsupporto Les 7 Doigts de la Main White Wall Studio\, Patro Villeray\, Phantom Theater \n\nPeople Watching è un collettivo di sei artisti multidisciplinari con base a Montréal che vantano esperienze in compagnie rinomate come Cirque du Soleil e The 7 Fingers; si sono uniti nella primavera turbolenta del 2020 per esplorare nuove forme di intimità scenica da condividere con il pubblico durante un periodo di isolamento. Questo approccio ha portato ad unire la ricerca acrobatica con elementi di teatro fisico e coreografie raffinate. La meraviglia del circo contemporaneo si è combinata con una struttura di profondità e contesto\, utilizzando performance\, film e fotografia per esprimersi e collaborare a livello internazionale. \nAmbientato in un universo fatto di abitudini domestiche e storie intrecciate\, il nuovo spettacolo Play Dead\, osserva gli aspetti belli\, contorti e talvolta ridicoli dell’esperienza umana. Attraverso un ibrido dinamico di acrobazia\, movimento e teatro fisico\, l’opera propone una cronaca surrealista del familiare. Ma lontano dall’adagiarsi in un fatalismo annoiato\, questo spettacolo si meraviglia dell’assurdità del quotidiano e celebra la vita\, proprio come si balla disperatamente sull’ultima canzone prima che la festa finisca.
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SUMMARY:I MUSICANTI DI BREMA
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 8 febbraio 2026\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nI MUSICANTI DI BREMA \nValentino Dragano / Kosmocomico Teatro \netà consigliata: dai 5 anni\ndurata: 60 minuti\nteatro d’attore e musica \nACQUISTA\n\ntesto\, regia\, pupazzi e scenografie Valentino Dragano\ndecorazioni sceniche Silvia Vailati \n\n“A Brema la città dove tutto é Musica e Gioia\, tutti! ma proprio tutti: bambini\, vecchi\, cani\, gatti\, asini\, poveri\, ammalati\, tutti! possono trovare quello che hanno sempre cercato: la FELICITÀ!” Questo c’era scritto all’ingresso della città di Brema: “unico requisito: suonare uno strumento! per divertirsi e divertire!” \nCon queste parole inizia lo spettacolo I Musicanti di Brema della compagnia Kosmocomico Teatro. Si racconta di mio Nonno che diceva sempre: “solo tre cose sono vere: la Musica é bella\, gli Animali parlano\, gli Angeli esistono”. Dell’Asino che diceva sempre: “suonare\, divertirsi e divertire é la Felicità”. Del Cane che ha bisogno del Ritmo per vivere. Del Gatto che canta canzoni d’amore. Del Gallo\, che suona la sveglia con la sua cornamusa. E si racconta del viaggio verso quella città\, Brema\, dove “i bambini ridono\, i vecchi suonano\, i malati guariscono\, i poveri mangiano”. “Ma! – dice il Nonno – tutte le storie\, anche le più belle\, anche quelle più gentili\, prima o poi diventano cattive\, amare\, pericolose! La musica cambia e quello che era bello diventa brutto\, quello che era chiaro diventa oscuro. Non\npotevano sapere i Musicanti che quella era la casa dei Briganti!” In scena\, un campo di papaveri a perdita d’occhio\, Brema all’orizzonte e\npupazzi che suonano (veramente!) meravigliose musiche della tradizione folk francese. L’Asino suona l’organetto\, il Cane la grancassa\, il Gatto l’ukulele\, il Gallo la cornamusa. E i briganti cosa suonano?! La chitarra elettrica! Con questo spettacolo Valentino Dragano aggiunge un ulteriore\, poetico tassello\, alla propria ricerca comica\, musicale e teatrale\, per il mondo dell’infanzia. Uno spettacolo denso\, poetico\, evocativo\, divertente. Perché “suonare\, divertirsi e divertire é la FELICITÀ!” \nGUARDA IL VIDEO DELLO SPETTACOLO\n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito \n Questo spettacolo è promosso da 𝗦𝗰𝗶𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼® Leggi qui: https://teatrodellaregina.it/…/10/sciroppo-di-teatro-2026/ \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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DESCRIPTION:domenica 1 febbraio 2026\, ore 18\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nART \ndi Yasmina Reza\ndiretto e interpretato da Michele Riondino \n SI INFORMA IL GENTILE PUBBLICO CHE I BIGLIETTI SONO TERMINATI ED È STATA APERTA UNA LISTA D’ATTESA\, ALLA QUALE CI SI PUÒ REGISTRARE CONTATTANDO LA BIGLIETTERIA NEGLI ORARI DI APERTURA\n\ndi Yasmine Reza\ntraduzione di Federica Di Lella e Lorenza Di Lella\ndiretto e interpretato da Michele Riondino\ne con Daniele Parisi e Michele Sinisi\ndisegno luci Cristian Zucaro\nscene Vito G. Zito\ncostumi Silvia Segoloni\naiuto regia Maria Federica Bianchi \nuna produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro \n\nMichele Riondino dirige e interpreta Art\, fortunatissima commedia\, tradotta in oltre trenta lingue\, scritta alla fine degli anni ottanta dalla pluripremiata drammaturga francese Yasmina Reza\, autrice anche della commedia “Il dio del massacro” da cui Roman Polanski trasse il film “Carnage”. In scena con Daniele Parisi e Michele Sinisi\, prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro e Argot Produzioni\, Riondino riflette sul significato dell’arte contemporanea ma anche sul senso dell’amicizia con uno spettacolo divertente e amaro.  \n«Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc. «È una tela di circa un metro e sessanta per un metro e venti\, dipinta di bianco. Il fondo è bianco\, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali\, bianche». Subito dopo Marc verrà a sapere dallo stesso Serge che il quadro bianco a righe bianche è stato pagato duecentomila euro: cosa che Marc giudica grottesca\, poiché secondo lui è «una merda». Un terzo amico\, Yvan – che ha già abbastanza guai con i preparativi del suo matrimonio – non prende posizione\, venendo accusato dagli altri due di pusillanimità e doppiezza. Così\, la serata che i tre decidono di trascorrere insieme si trasforma in un regolamento di conti\, in un gioco al massacro: il quadro bianco a righe bianche diventa il rivelatore da cui affiorano a poco a poco nevrosi\, risentimenti e rivalità\, mentre le parole si fanno sempre più velenose\, sempre più acuminate\, fino a ridurre in macerie la fragile impalcatura di un rapporto fondato sull’egoismo\, la vanità e l’ipocrisia.  \nYasmina Reza\, di cui conosciamo la penna affilata e lo sguardo chirurgico\, tocca in questa commedia nera vette di comica crudeltà\, si diverte e ci fa divertire – perché ridiamo molto\, anche se sempre più a denti stretti\, a mano a mano che da sotto la maschera buffa del théâtre de boulevard vediamo spuntare la malinconia. \nTradotta in quaranta lingue e interpretata da attori quali Jean-Louis Trintignant\, Fabrice Luchini\, Albert Finney\, Tom Courtenay\, «Art» è la commedia francese contemporanea più recitata al mondo.
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SUMMARY:SonoSolo – SONO SOLO BOLLE DI SAPONE 
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 25 gennaio 2026\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nSONOSOLO – SONO SOLO BOLLE DI SAPONE  \nMichele Cafaggi / Studio Ta Daa \netà consigliata: dai 3 anni\ndurata: 60 minuti\nbolle di sapone \nACQUISTA\n\ndi e con Michele Cafaggi\nregia Ted Luminarc\nmusiche originali Davide Baldi\ndisegno luci e scenografie Izumi Fujiwara\nspettacolo coprodotto da Studio TA-DAA! e Teatro Gioco Vita\ncon il sostegno di Elsinor Teatro/Testori e IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia / Circuito CLAPS. \n\nCosa succederebbe se il vostro incubo peggiore diventasse realtà?\nE\, se a guardarla bene\, questa fosse l’occasione per affrontare innocui mostri schiumosi e apparenti fragilità?\nA volte lo stupore è dietro l’angolo o nascosto in una vecchia valigia di cartone:\nfrugando bene nelle tasche capita di trovare un pensiero smarrito\no semplicemente un sorriso. \nMichele Cafaggi è stato il primo artista in Italia a realizzare un intero spettacolo dedicato alle bolle di sapone. Le sue creazioni sono un mix di recitazione\, arti circensi\, mimo\, clownerie e improvvisazione che cattura gli occhi e il cuore. Sonosolo. Sono solo bolle di sapone è dedicato a tutti i sognatori che inseguono i propri pensieri esattamente come si fa con le bolle di sapone; un appuntamento imperdibile\, per i più piccoli ma anche per gli adulti che non smettono mai di sentirsi un po’ bambini. \nGUARDA IL VIDEO DELLO SPETTACOLO\n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito \n Questo spettacolo è promosso da 𝗦𝗰𝗶𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼® Leggi qui: https://teatrodellaregina.it/…/10/sciroppo-di-teatro-2026/ \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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SUMMARY:DONALD. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man
DESCRIPTION:martedì 20 gennaio 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nDONALD. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man \nStefano Massini\n\n \n ACQUISTA \n\ndi e con Stefano Massini\naiuto regia Serena Fornari\nscene Paolo Di Benedetto \ndisegno luci Manuel Frenda \nmusiche Enrico Fink\neseguite da Valerio Mazzoni\, Sergio Aloisio Rizzo\, Jacopo Rugiadi\, Gabriele Stoppa\nimmagini Walter Sardonini\ncostumi Elena Bianchini\nproduzione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale \n  \n\nUn uomo? O un dio? O un semidio? Nel 2015 Donald J. Trump annuncia la sua entrata nell’agone politico obbligando la stampa ad alzare gli occhi al cielo\, per contemplarlo mentre scende su una scala mobile sulle note di un inno travolgente: l’apoteosi di un extra-umano chiamato a salvare moltitudini di terrestri plaudenti. Dopo i successi nei teatri di tutto il mondo con “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project”\, Stefano Massini torna a occuparsi di un’epica americana stavolta concentrandosi sull’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese\, fino appunto alla sua prima elezione alla Casa Bianca. Ecco allora prendere forma sul palco la genesi incredibile di un leader che si è proiettato\nladdove nessun altro\, riscrivendosi addosso le regole dell’economia\, della finanza\, della politica e perfino della civiltà. A soli quarant’anni già\nvegliava sull’umano consesso\, dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan da dove pianificava il suo regno di monarca\nassoluto\, simbolo e incarnazione del potere. In un succedersi incalzante di colpi di scena\, di incontri decisivi e di vertiginose montagne russe fra trionfi e bancarotte\, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale\, in icona\, in brand\, in testimonial del suo stesso successo e sponsor della propria scalata\, sempre spingendosi oltre il limite e oltre il lecito\, in\nuna sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Si scopre allora che Donald è in fondo la personificazione del nostro tempo\, di cui esprime perfettamente il caos fra realtà e reality\, fra fake e fiction\, fra persona e personaggio. Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante\, che conferma il teatro nella sua missione antichissima di occhio critico sulla\ncontemporaneità\, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria.
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SUMMARY:ALADIN – IL MUSICAL DI STEFANO D’ORAZIO
DESCRIPTION:sabato 17 gennaio 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nALADIN – IL MUSICAL DI STEFANO D’ORAZIO \nMusiche dei Pooh\nCon la partecipazione straordinaria di MAX LAUDADIO nel ruolo del GENIO \n ACQUISTA \nSPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO\nPrevendita dal 16 ottobre 2025 alle ore 15\,30. Ai soli abbonati alla stagione 2025-2026 verrà offerta la possibilità di acquistare i biglietti al momento della sottoscrizione dell’abbonamento.  \nClicca qui per conoscere i prezzi dei biglietti \n\nALADIN: Eugenio Grandi\nJASMINE: Eleonora Facchini\nGENIO: Max Laudadio\nJAFAR: Alessandro Gaglio\nJAGO: Alessandro Casaletto\nABU: Federico Della Sala\nSHADIA: Sofia Radicioni\nSULTANO: Lorenzo Pozzaglia\nANDALU’: Michele Rossano\nLUNATICA: Serena Riccardi\nENSEMBLE: Alessandro Russo\, Eleonora Guzzi\, Davide Incandela\, Beatrice Risiglione\, Matteo Ammoscato\, Lucrezia Ricciardi\, Andrea Torre\, Beatrice Gazzola \nCon la partecipazione straordinaria di MAX LAUDADIO nel ruolo del GENIO \nCREATIONS\nCompagnia dell’ORA\nproduzione: LU.DA Produzioni S.r.l.\ntesti: Stefano D’Orazio\nmusiche dei Pooh: Roby Facchinetti\, Dodi Battaglia\, Red Canzian\narrangiamenti musicali: Giovanni Maria Lori\nregia e direzione artistica: Luca Cattaneo \ncoreografie: Ilenia De Rosa\ndirezione musicale: Enrico Galimberti\ndirezione tecnica e scene: Fabrizio Cattaneo\nattrezzeria: Fabrizio Cattaneo\, Giuseppe Foresti\, Sabrina Zanetti\ncostumi: Laura David\ndisegno fonico: Marco Fedrigolli\ndisegno luci: Mattia Paitoni e Mattia Osello\neffetti speciali ed illusioni: Antonio Casanova\ntrucco e parrucco: Beatrice Penagini\, Benedicta Bosco\nfotografie: Giulia Marangoni\nvideo: Patrick Montani\ngrafica: Clara Malimpensa\nufficio stampa: Stefania Scarpetta\, Elena Simoncini \nDURATA SPETTACOLO\nPrimo atto: 75’\nIntervallo: 15’\nSecondo atto: 60’ \n\nTra i palazzi e i vicoli dell’antica Bagdad sono destinate ad intrecciarsi le vite di due persone molto diverse tra loro. Da una parte l’unica erede al trono\, la giovane e ribelle principessa Jasmine\, costretta a maritarsi senza amore per dare continuità al Sultanato; dall’altra il giovane Aladin\, astuto ladruncolo dal cuore d’oro e “dall’anima pura”\, perennemente braccato dalla legge.\nIl loro primo incontro è un vero colpo di fulmine. Un idillio però subito spezzato dal malvagio Gran Visir\, pronto ad intromettersi ed ingannare entrambi per la sua sete di potere.\nSarà il casuale incontro tra Aladin e il Genio della Lampada ad offrire al ragazzo la forza di reagire per tentare di cambiare il suo destino e quello della sua amata.\nStoria di amore e di amicizia\, di ribellione e di giustizia\, in una cornice fiabesca arricchita da un pizzico di magia\, dove i sogni più profondi possono diventare realtà. \n  \nNOTE DI REGIA \nIl profumo e i colori delle notti d’oriente appartengono saldamente all’immaginario collettivo\, e questo mi impone una regia che scandisca fedelmente ogni singolo sapore\, non facendo mai mancare allo spettatore la percezione di far parte della storia\, in quel luogo e in quel tempo. Tutti gli elementi scenografici\, apparentemente semplici e dalle note geometrie e trame\, si intrecciano tra loro scandendo uno spazio mutevole\, dal palazzo del Sultano all’esterno della città\, dalle intime stanze della Principessa Jasmine alle strette vie di una città che si affaccia sul deserto\, fino a catapultare lo spettatore all’interno della Caverna delle Meraviglie.\nHo deciso di inebriare lo spettacolo di grande magia\, per questo ringrazio il prezioso contributo di Antonio Casanova per i suoi preziosi effetti speciali ed illusioni\, che conferiscono così al Genio grandi poteri\, ma anche grandi responsabilità. Un Genio volante\, un tappeto volante\, un light design avanzato immergono in questo décor un validissimo cast di alta caratura artistica\, fortemente ricercato dal sottoscritto.\nCerto\, la firma di Stefano D’Orazio all’opera teatrale e dei Pooh nelle musiche aiuta terribilmente la mia regia. Per questo ho scelto di mantenere vivi alcuni colori e connotazioni di quello che fu lo spettacolo di dodici anni fa\, non rinunciando però a raccontare il mio Aladin.\nSe anche solo un bambino uscirà da teatro chiedendo di tornarci\, allora Aladin avrà colto nel segno: è sognando che insegniamo a sognare.(Luca Cattaneo) \n  \nNOTE DI COREOGRAFIA \nUn mix di elementi che si fondono tra loro. Varietà di stili\, energia\, tecnica\, narrazione…ecco cosa c’è dietro ogni coreografia. Come se fosse un dialogo\, una sequenza di passi e movimenti scenici raccontano più di quanto venga narrato attraverso le parole.\nMeravigliose Odalische\, Principi a castello e Guardie sempre pronte ad intervenire regaleranno attimi magici a grandi e piccini\, ricordando momenti iconici di una delle favole che più ci è cuore fin da bambini.\n(Ilenia De Rosa) \n  \nBIOGRAFIA MAX LAUDADIO (GENIO) \nNato a Pistoia\, classe 1971\, Max ha un sogno: fare il maggiordomo. Per questo si iscrive all’alberghiero.  \nPoi\, come tanti prima di lui\, inizia a fare l’animatore nei villaggi turistici e capisce di avere un futuro nello spettacolo. Se non altro “la tv era l’unico posto dove prendevano veramente tutti”\, ricorda con notevole autostima. E arriva a Striscia la notizia per la sua grande dote di ex fidanzato di una nota attrice italiana. Il nome? Cercatelo voi sul web. Tra Laudadio e Striscia è amore. Una relazione stabile e duratura (mica come quella con l’attrice)\, senza gelosie. E infatti parallelamente va avanti come autore e conduttore sia televisivo che radiofonico. Ama la natura\, odia le ingiustizie\, grazie a Dio. Anzi\, Laudadio. \nScopri di più: www.compagniadellora.it
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SUMMARY:DREAMERS
DESCRIPTION:venerdì 9 gennaio 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nDREAMERS\n \nFondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\n \n ACQUISTA \n\nPROGRAMMA\nPRELUDIO (cor. Diego Tortelli)\nAN ECHO A WAVE (cor. Philippe Kratz)\nRECONCILIATIO (cor. Angélin Preljocaj)\nALPHA GRACE (cor. Philippe Kratz) \n\nPRELUDIO\nDurata: 16’ –Creazione per 5 danzatori \ncoreografia Diego Tortelli\nmusica Nick Cave\nluci Carlo Cerri\nassistente alla coreografia Casia Vengoechea\nproduzione Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto \nPreluidio è una creazione per 5 interpreti costruita attorno ad alcuni dei più intensi poemi e brani del cantautore australiano Nick Cave\, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. In questi suoi poemi Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore\, il “credo”\, la dipendenza\, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia\, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”.\nTramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro\, a un concerto\, a un museo\, per comprendere\, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi\, per analizzare noi stessi. In uno dei suoi poemi che compare come secondo brano nel mio lavoro ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: MAH SANCTUM (il mio credo).\nIn cosa credo? Credo nel “corpo”\, credo nella sua fragilità e forza\, nel suo limite e nella sua espansione\, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione\, credo nella sua contemporaneità\, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni\, compulsioni\, dipendenze\, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne\, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono\npartecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena.\nPreluidio è la mia preghiera profana\, la mia lettera d’amore al corpo\, il mio credo di oggi. \n\nAN ECHO\, A WAVE\nDurata: 10’ – Creazione per 2 danzatori \ncoreografia di Phillippe Kratz\nsound designer Tommaso Michelini \nProbabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita\, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri\, quanto piccoli e limitati\, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia\, di sogni e promesse\, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza\, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. Sul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti\, ispirate da scoperte\, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze\, tragedie insopportabili e straordinari incontri. Quelle onde hanno attraversato la storia\, sono sempre state occasioni di partenze\, incontri e\nabbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano da sempre. Guardando il fluire del movimento di un danzatore\, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi\, emozioni contrastanti\, vicinanza e distanza. È partendo da queste suggestioni che Philippe Kratz ha costruito un duetto per il CCN / Aterballetto\, che considera la sua prima casa. Vi ha lavorato per anni\, come danzatore e coreografo\, prima di intraprendere da coreografo una carriera internazionale\, che lo ha portato proprio quest’anno al debutto scaligero. Sua è una delle creazioni più preziose del repertorio di Aterballetto\, il duetto “O”. Ma sono ormai molte le coreografie da lui firmate\, in Italia e all’estero. \n\nRECONCILIATIO\nDurata: 10’ – Creazione per 2 danzatori \ncoreografia Angelin Preljocaj\nmusica Ludwig Van Beethoven\, sonata al chiaro di luna\ncostumi Igor Chapurin\nluci Cecile Giovansili\nassistente alla coreografia Claudia De Smet\nriallestimento dalla creazione del 2010 Suivront mille ans de calme\nproduzione Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna \nLa danza\, arte dell’indicibile per eccellenza\, è in grado di svolgere la delicata funzione di svelare le nostre paure\, le angosce e le speranze\, evocandole. Il duetto prescelto per raccontare il tema della riconciliazione è tratto da Suivront mille ans de calme (Seguiranno mille anni di calma)\, un lavoro caratterizzato da una vena poetica e impressionista\, ispirato ad una lettura assidua ma non letterale dell’Apocalisse. Per il coreografo\, nello spettacolo originale\, e tantomeno nel duetto femminile che è stato adattato per “Memorare 2024”\, non vanno ricercati quindi riferimenti puntuali al testo di San Giovanni. Si tratta invece di rivelare\, svelare e mettere in evidenza (come indica l’etimologia della parola apocalisse: sollevare il velo) elementi presenti nel nostro mondo\, ma sottratti ai nostri sguardi. E nella delicata relazione tra le protagoniste del duetto emergono – visibili e invisibili – i temi ai quali facciamo riferimento. \n\nALPHA GRACE \nDurata: 23’ – Creazione per 6 danzatori \ncoreografia Philippe Kratz\nmusica Barrio Sur\, Fela Kuti\nconsulente drammaturgico Tyrone Isaac-Stuart\nluci Carlo Cerri\nproduzione Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto\ncon il sostegno di Centro per la Scena Contemporanea \nAlpha Grace guarda a una delle nostre virtù forse più importanti: l’empatia\, intesa come percezione di noi stessi su un piano comune con chi ci sta accanto. Uno stato che ci permette di comprendere davvero l’altro\, di non vederlo come diverso\, di imparare a provare le sue stesse emozioni e così conoscerne il valore. La parola „alpha“\, simbolo dell’arcaico\, si abbina alla parola „grace“\, la gentilezza dal valore quasi sacrale. La creazione lascia scorrere davanti ai nostri occhi momenti di solitudine\, in cui gli interpreti comunicano individualmente. Poi\, progressivamente\, più persone si aggiungono al quadro fino ad arrivare a un’azione di gruppo in cui le varie voci nella loro dispersione seguono un ritmo che finalmente li accomuna.
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SUMMARY:CONCERTO DEGLI AUGURI - Filarmonica Arturo Toscanini
DESCRIPTION:sabato 20 dicembre 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nCONCERTO DEGLI AUGURI\n \nFilarmonica Arturo Toscanini\nAram Khacheh direttore\nSara Intagliata soprano \n\nIngresso gratuito con biglietto da ritirare a partire dall’11 novembre presso la biglietteria del Teatro della Regina* \n\nDalla magia di Lo Schiaccianoci di Čajkovskij alle più amate melodie natalizie — Oh Holy Night\, Silent Night\, Happy Xmas (War Is Over) — un concerto che intreccia la tradizione classica e il calore delle feste\, con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal maestro Aram Khacheh e la voce di Sara Intagliata. \nProgramma \n1) PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ\, Lo Schiaccianoci op. 71a\, Suite dal balletto\n2) INTERLUDIO STRUMENTALE\, O Tannenbaum\, Jingle bells\n3) INTERLUDIO STRUMENTALE\, O Little Town of Bethlehem\, Silent Night\n4) ADOLPHE ADAM\, Oh Holy Night\n5) INTERLUDIO STRUMENTALE-MEDLEY NATALIZIO\, God Rest Ye Merry Gentlemen\, Away in a Manger\, Deck the Halls\n6) TRADIZIONALE\, The first Noel\n7) INTERLUDIO STRUMENTALE\, Joy to the World\, Chanukah\n8) JOHN LENNON\, Happy Xmas (War Is Over) [arrangiamento di Rosita Piritore] \n*La biglietteria del Teatro della Regina è aperta in piazza della Repubblica 28/29 il martedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13.
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SUMMARY:GLI AIUTANTI DI BABBO NATALE
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 14 dicembre 2025\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nGLI AIUTANTI DI BABBO NATALE\nUllallà e Rosso Teatro \netà consigliata: dai 3 anni\ndurata: 60 minuti\nteatro d’attore \nACQUISTA\n\ndi e con Pippo Gentile e Alessandro Rossi\ntesto Paola Brolati\ncoreografie Marianna Batelli\nelaborazioni musicali Marcello Batelli\nuna coproduzione Ullallà Teatro Animazione e RossoTeatro \n\nÈ quasi mezzanotte e due giovani aiutanti di Babbo Natale\, in jeans e camicia a scacchi\, sono alle prese con gli ultimi preparativi nel loro piccolo laboratorio: assemblare giocattoli\, impacchettare bambole e riempire la slitta del capo. Ma la tentazione di giocare con quei meravigliosi doni è troppo forte…\nNe nasce uno spettacolo che – pur partendo da un immaginario profondamente romantico come quello del Natale – lo affronta con uno sguardo leggermente dissacrante\, rovesciando l’attesa poetica in una sarabanda di equivoci e gags dal ritmo incalzante. La comicità\, volutamente estrema e fisica\, è il cuore della messinscena: i due protagonisti si lasciano travolgere da giochi improvvisati\, gags clownesche\, buffe competizioni e invenzioni surreali\, restituendo un Natale visto dal retrobottega\, pieno di caos\, risate\, imprevisti e… poesia.\nRiusciranno a portare a termine il loro compito prima della notte magica\, o si faranno travolgere definitivamente dal gioco? \nGUARDA IL VIDEO DELLO SPETTACOLO\n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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SUMMARY:GRAZIE PER LA DOMANDA
DESCRIPTION:giovedì 11dicembre 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nGRAZIE PER LA DOMANDA\n \nPierluca Mariti\n\n \n ACQUISTA \n\ndi e con Pierluca Mariti\nproduzione Savà \n\nPierluca Mariti\, conosciuto online anche come @piuttosto_che\, torna a teatro con un monologo comico dopo il tour del suo primo spettacolo Ho fatto il Classico\, che tra il 2022 e il 2023 ha raggiunto le cinquanta repliche con innumerevoli sold out tra Italia ed Europa. \nPierluca è finalmente andato in terapia\, ed è mai possibile che certe riflessioni le tenga solo per le quattro mura dello studio dello psicologo? Ma quando mai. Grazie per la domanda è un viaggio attraverso vicende personali ed esperienze collettive\, viste ovviamente attraverso la lente dell’ironia\, alla ricerca della conoscenza di sé e di una certa leggerezza nell’affrontare piccole e grandi nevrosi quotidiane.\nTra stress da vita adulta e ricordi di infanzia\, dinamiche famigliari senza tempo e nuove sfide per un artista in ascesa\, tentativi di cambiare e consapevolezze di doversi accettare per come si è\, Pierluca prova a mettere ordine ai pensieri e a raccontare ciò che normalmente non porta sugli schermi dei social. Se Ho fatto il Classico era un percorso nella letteratura alla ricerca di una chiave di attualità dopo due anni di pandemia e nuova normalità\, Grazie per la domanda è invece un racconto personale\, una lunga seduta di analisi senza l’analista\, una\nconfessione a cuore aperto e senza sconti: finalmente Pierluca fa il suo ritorno sul palco\, atteso da tempo. Almeno da lui medesimo. \nPierluca Mariti\, comico classe 1989\, ha un passato da giurista pentito e manager in una multinazionale. Alla soglia dei trent’anni\, poco prima della pandemia\, ha deciso di rispolverare la sua mai sopita passione\, l’intrattenimento\, prima con la stand up comedy\, poi sul proprio profilo Instagram @piuttosto_che. Nel 2021 ha portato il monologo È da femmina! al TedX di Ferrara e\, da agosto dello stesso anno\, il suo spettacolo comico Ho fatto il Classico in un lungo tour sempre sold out che ha toccato anche le maggiori città europee. A settembre\n2023 è uscito il suo primo romanzo\, Niente di che\, edito da Rizzoli.
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SUMMARY:BROKEBACK MOUNTAIN a play with music
DESCRIPTION:giovedì 27 novembre 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nBROKEBACK MOUNTAIN\na play with music \ncon Edoardo Purgatori e Filippo Contri\ne con Malika Ayane\ne una live band \n ACQUISTA \n\n\ncon Edoardo Purgatori e Filippo Contri\ne con Malika Ayane\ne una live band (Marco Bosco\, Paolo Ballardini\, Massimiliano Serafini)\ne con Mimosa Campironi e Matteo Milani\ndi Ashley Robinson\nmusiche Dan Gillespie Sells\ndal racconto di Annie Proulx\nregia Giancarlo Nicoletti\nproduzione Teatro Carcano\, Altra Scena\, Accademia Perduta Romagna Teatri – GF Entertainment  \nCon il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\nBROKEBACK MOUNTAIN was first produced at @sohoplace\, London\, on 10 May 2023.\nIn accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di CPK Artists\, LLC e The Agency (London) Ltd \n\n\n\nWyoming\, 1963: un’America rurale di estrema povertà fatta di piccoli villaggi e popolata da sparute comunità retrograde. Quando i diciannovenni Ennis e Jack accettano un lavoro da pastori su una montagna isolata\, le loro certezze di vita cambieranno per sempre\, segnando le loro vite con un amore irrefrenabile e nascosto lungo vent’anni. \nUn’indimenticabile storia di amore\, lotta e accettazione. Per la prima volta in Italia\, e dopo il successo londinese\, “Brokeback Mountain” – basato sul racconto di Annie Proulx e a vent’anni dal pluripremiato film omonimo – si trasforma in una sontuosa produzione teatrale con musiche dal vivo. Una “play with music” intima e spettacolare in cui i brani originali di Dan Gillespie Sells\, interpretati da Malika Ayane e una live band\, si intrecciano in modo indissolubile alla storia\, tracciando paesaggi sconfinati e dando voce al tumultuoso mondo interiore dei due protagonisti. Nei ruoli protagonisti di Ennis e Jack\, due giovani attori dal grande carisma e con solide esperienze alle spalle al cinema e in teatro: Edoardo Purgatori (“Diamanti”\, “Siccità”) e Filippo Contri (“Vita da Carlo”). \nUn’esperienza coinvolgente e di forte impatto emotivo – che mescola teatro\, musica dal vivo e cinema – per una storia d’amore universale e senza tempo\, pronta ad appassionare e commuovere un’intera nuova generazione di spettatori con il potente messaggio che porta con sé e svelando emozioni e dettagli ancora inesplorati. \nAnnie Proulx\, autrice del racconto originale\, ha definito “profondamente commovente” l’adattamento teatrale di Ashley Robinson che ha riscosso grande successo in Inghilterra. La storia di Jack ed Ennis ha conquistato il mondo del cinema nel 2005 con il film di Ang Lee “I segreti di Brokeback Mountain”\, premiato con un tre Oscar\, un Leone d’Oro\, quattro Golden Globe e quattro Bafta. \nNOTE DI REGIA \nPortare Brokeback Mountain a teatro rappresenta per me un esercizio di sottrazione e di fiducia. Fiducia nella struttura narrativa del testo\, nella potenza emotiva dei personaggi e soprattutto nella capacità del linguaggio teatrale – contaminato da altri codici espressivi – di restituire una storia che\, pur ancorata a un preciso contesto geografico e temporale\, possiede una portata universale ed è in grando di parlare in modo diretto\, profondo\, quasi istintivo\, alla pancia e al cuore di chi guarda. L’impianto registico vuole fondarsi\, allora\, sull’idea che l’essenzialità possa essere\, al contempo\, valore drammaturgico e cifra stilistica: la storia di Ennis e Jack non ha bisogno di sovrastrutture\, in quanto racconto lineare e profondo\, che ci interroga su temi come l’identità\, il desiderio\, il tempo\, la perdita. La volontà è di affidarsi pienamente alla qualità degli interpreti\, alla direzione attoriale e alla forza espressiva della musica dal vivo\, che diventa elemento drammaturgico centrale. Una musica che non accompagna\, ma struttura\, in grado di creare paesaggio\, clima emotivo\, respiro interno.  \nLa sfida è quella di pensare Brokeback Mountain non come una montagna\, ma come un luogo dell’anima. Un dispositivo scenico\, allora\, al servizio della storia\, che la reinventi con il mezzo teatrale\, tenendo ben presente e dimenticando\, allo stesso tempo\, la fortunata versione cinematografica. Una messinscena aperta e ibrida\, in cui l’intreccio tra linguaggio teatrale e musicale e l’uso di videocamere dal vivo sia in grado di moltiplicare i piani di lettura\, restituendo gli occhi di un’intimità possibile\, entrando nei dettagli\, nei gesti più piccoli\, in una dimensione quasi “invisibile” che il teatro a volte fatica a cogliere. Uno spazio scenico lontano da ricostruzioni naturalistiche\, ma che possa trasformarsi in luogo evocativo\, attraversabile\, in grado di mutare e accogliere la dimensione emotiva della narrazione. La “vastità” dei luoghi – così centrale nel racconto originale – viene allora affidata alla musica\, ai giochi di luce\, alla suggestione teatral – cinematografica\, in uno spazio in costante trasformazione\, che si dilata e contrae\, facendosi intimo o aprendosi all’orizzonte\, in relazione diretta con ciò che accade tra i corpi in scena. Nessun confine tra interno ed esterno\, tra paesaggio e spazio mentale: tutto deve essere potenzialmente permeabile e interconnesso. \nNel desiderio\, infine\, di portare in scena un lavoro che indaghi la relazione tra intimità e distanza\, tra spazio privato e spazio sociale\, tra ciò che è visibile e ciò che resta celato; un’esperienza di cui il pubblico non sia solo spettatore\, ma parte del processo emotivo\, interrogandosi su ciò che resta\, che non si dice\, che si perde o che si conserva dentro. Non uno spettacolo “sul” desiderio\, ma che “del” desiderio restituisca la vibrazione\, il movimento\, la presenza silenziosa; lasciando che\, per un momento\, ciò che accade in scena risuoni come qualcosa di familiare\, pur se lontano. Come una montagna\, appunto\, che non si può dimenticare. \nGiancarlo Nicoletti
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DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 23 novembre 2025\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nSTREGHE \nProgetto g.g. \netà consigliata: dai 4 anni\ndurata: 60 minuti\nteatro d’attore e musica \nACQUISTA\n\ndi Progetto g.g.\ncon Consuelo Ghiretti e Francesca Grisenti\nscenografie Donatello Galloni\npupazzi e decorazioni Ilaria Comisso\nmusiche Claudio Poldo Parrino\ncostumi Patrizia Caggiati\nocchio esterno Elena Gaffuri\nproduzione Accademia Perduta/Romagna Teatri\norganizzazione Linda Eroli\nrealizzato in residenza presso il Teatro alla Corte di Giarola (Parma) grazie all’accoglienza di Uot \n\nLe streghe sono donne comuni.\nChe non diresti mai che sono streghe.\nPerché si travestono.\nPer non sembrare ciò che sono.\nPer passare inosservate.\nE poter così\, catturare un bambino.\nLe streghe odiano i bambini. \nQuesta è una storia in cui l’impossibile accade.\nUn gioco tra una nonna e un bambino\, che diventa realtà.\nC’è una nonna che si muove tra magia e verità.\nC’è un piccolo eroe che guarda al possibile e oltre\, che cambia “ciò che è”\, e apre a un mondo\nnuovo. \nUno spettacolo liberamente ispirato all’opera letteraria di R. Dahl che attraverso il teatro di narrazione e quello di figura guarda all’impossibile\, ed esplora alcune tematiche fondamentali dell’infanzia: l’incontro con le paure\, il loro riconoscimento e la possibilità di superarle\, di trovare soluzioni e farsi coraggio; ma anche la forza del fare\, l’istinto del creare\, il diventare grandi sapendosi trasformare\, accettandosi e diventando\, perché no\, dei piccoli eroi. \nGUARDA IL VIDEO DELLO SPETTACOLO\n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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SUMMARY:PERFETTI SCONOSCIUTI
DESCRIPTION:domenica 9 novembre 2025\, ore 18\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nPERFETTI SCONOSCUTI\nUno spettacolo di Paolo Genovese\n \n BIGLIETTI ESAURITI \n\ncon (in o.a) Dino Abbrescia\, Alice Bertini\, Paolo Briguglia\, Paolo Calabresi\, Massimo De Lorenzo\, Cristina Pellegrino\, Valeria Solarino\nscene Luigi Ferrigno\ncostumi Grazia Materia\nluci Fabrizio Lucci\nprodotto da Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo\nin coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Lotus Production\n \n  \n\nPaolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti \nUna brillante commedia sull’amicizia\, sull’amore e sul tradimento\, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”. \nOgnuno di noi ha tre vite: una pubblica\, una privata ed una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria\, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Durante una cena\, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo\, condividendo tra loro messaggi e telefonate. Metteranno così a conoscenza l’un l’altro i propri segreti più profondi…
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SUMMARY:FIGLI DI TROIA
DESCRIPTION:venerdì 4 aprile 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nFIGLI DI TROIA\nPaolo Cevoli \n BIGLIETTI ESAURITI \n\ndi e con Paolo Cevoli\nregia Paolo Cevoli \n\nPaolo Cevoli in questo suo nuovo monologo racconta in chiave ironica e contemporanea il mitico viaggio di Enea paragonandolo ad altri viaggi che hanno segnato la storia dell’umanità. da Cristoforo Colombo a Cappuccetto Rosso\, dal principe vichingo Ragnar a suo babbo Luciano emigrato in Australia negli anni ’50. Enea\, eroe sconfitto\, fugge da Troia in fiamme con le sue divinità in tasca\, il padre sulle spalle e il figlioletto per mano: le sue radici e la speranza per un futuro migliore. Dopo mille peripezie giunge alla foce del Tevere dove trova una scrofa che allatta – segno profetico per il luogo in cui fermarsi – e mentre le donne preparano delle focacce\, gli esuli troiani sacrificano la scrofa e i suoi maialini. Il viaggio epico del fondatore di Roma si conclude con un picnic a base di panini alla porchetta.\nQuesto e tanti altri episodi del poema virgiliano sono al centro del racconto di Paolo Cevoli\, per riscoprire i valori e le radici del popolo italiano. Così come fece Virgilio che ha scritto l’Eneide per dare una dipendenza nobile agli antichi romani\, nostri progenitori. Ha pensato: piuttosto che essere figli di nessuno meglio essere figli di Troia.
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SUMMARY:ARRIVANO I DUNQUE (AVANNOTTI\, SOLE BLU E LA STORIA DELLA GIOVANE SARACINESCA)
DESCRIPTION:venerdì 21 marzo 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nArrivano i Dunque (Avannotti\, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)\nAlessandro Bergonzoni \n ACQUISTA \n\ndi e con Alessandro Bergonzoni\nproduzione Allibito SRL \n\nUn’asta dei pensieri. Cerco il miglior (s)offerente per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta.\nParto dallo sproposito\, per la rifusa\,  con la congiungivite\, varco il fraintendere\, fino all’unità  dismisura\, tra arte e sorte\, fiamminghi e piromani\, van Gogh e Bangkok\, bene e Mahler\, sangue fuori mano e stigmate\,  stigmate e astigmatici\, Dalì fino Allah.\nC’realtà! Lunire all’esistente l’atranuova san(t)itá\, nelle nostre avannotti larvate.\nGrossomodo\, seguendo i miei estinti\, preganti di continuare a infinire.\nMi sono fatto prendere la mano (sposato o salvato dall’annegar?).\nIl tempo stringe\, non è sempre abbraccio\, ma corda o lenzuolo.\nBasta affacciarsi sul percipizio e sentir lindimostrabiliante sciamanumanesimo tradotto in esasperanto.\nLa scenografia “èscatologica”\, il sole blu\, la giovane saracinesca su (ermetica perché io mistero)\, altrista in un tealtro ove nulla accade senza tutti.\nManca poco? Tanto é inutile?\nNon per niente tutto chiede! \nAlessandro Bergonzoni \n  \nAlessandro Bergonzoni\nNasce a Bologna nel 1958. Artista\, attore\, autore. Quindici spettacoli teatrali al suo attivo e sei libri. Nel cinema: Pinocchio (2001) di Roberto Benigni e Quijotet (2006) di Mimmo Paladino. Da anni scrive Aprimi Cielo sul “Venerdì di Repubblica” e Il pensato del giorno su Robinson\, dal 2005 si avvicina al mondo dell’arte esponendo in varie gallerie e musei. Unisce al suo percorso artistico un interesse profondo per temi sociali quali la carcerazione\, l’immigrazione\, la malattia e la pace tenendo su questi argomenti incontri in vari ambiti. Ha vinto il Premio della Critica 2004/2005\, il Premio Hystrio nel 2008 e il Premio UBU nel 2009. Dal 2015 ha presentato in varie Pinacoteche Nazionali l’installazione performativa Tutela dei beni: corpi del (C)reato ad arte (il valore di un’opera\, in persona). Nel 2020 per Garzanti esce Aprimi cielo\, dieci anni di raccoglimento\, articolato. Nel 2022 gli viene assegnata la Coppa Volponi per il lavoro letterario\, il Premio Nazionale Cultura della Pace-Città di Sansepolcro e\, nel 2023\, il Premio Montale Fuori di Casa. Nel 2024 oltre al debutto di Arrivano i Dunque inaugura al Mudima di Milano l’installazione Vite Sospese. Per Art City 2025 presenta Il Tavolo Delle Trattative.
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SUMMARY:IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 16 marzo 2025\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nIL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI\nFondazione Teatro Ragazzi e Giovani\n \netà consigliata: dai 5 anni\ndurata: 60 minuti\nteatro d’ombre\, d’attore e danza \nLo spettacolo fa parte del progetto SCIROPPO DI TEATRO. Clicca qui per maggiori informazioni \nACQUISTA\n\nLiberamente ispirato all’omonimo romanzo di Jules Verne\nregia e drammaturgia Luigina Dagostino\ninterpreti Claudio Dughera\, Daniel Lascar\, Claudia Martore\nScenografia Claudia Martore\nIdeazione costumi Georgia Dea Duranti\nCreazione luci Agostino Nardella\nTecnico audio e luci Agostino Nardella / Mattia Monti\nSpettacolo realizzato in collaborazione con Fondazione Bottari Lattes\nProduzione Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus \n\n“Un buon inglese non scherza mai\, quando si tratta di una cosa seria come una scommessa” J. Verne\nIl giro del mondo in 80 giorni è un romanzo avventuroso pubblicato per la prima volta nel 1873. Il londinese Phileas Fogg ed il suo cameriere francese Passepartout tentano di circumnavigare il globo terrestre in soli 80 giorni\, utilizzando ogni mezzo di trasporto\, antico e moderno\, per vincere una scommessa di 20.000 sterline fatta con i compagni del Reform Club.\nUno spettacolo dinamico\, ricco di suggestioni gestuali e musicali\, provenienti da vari continenti. Gli spettatori verranno coinvolti in una grande favola moderna: Phileas Fogg e Passepartout accompagneranno grandi e piccini attraverso terre lontane e luoghi misteriosi. Ma non sarà un viaggio tranquillo… chissà quali trabocchetti studierà l’ispettore Fix per ostacolare l’incredibile impresa! \n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito\nRidotto Sciroppo di Teatro 3 €\n*biglietto acquistabile solo presso la biglietteria del teatro presentando il coupon di Sciroppo di Teatro \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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SUMMARY:SIOR TODERO BRONTOLON
DESCRIPTION:mercoledì 12 marzo 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nSIOR TODERO BRONTOLON\ndi Carlo Goldoni\nFranco Branciaroli \n ACQUISTA \n\ndi Carlo Goldoni\ndrammaturgia Piermario Vescovo\ncon Franco Branciaroli\ne con Piergiorgio Fasolo\, Alessandro Albertin\, Maria Grazia Plos\, Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana\, Valentina Violo\, Emanuele Fortunati\, Andrea Germani\, Roberta Colacino \nin collaborazione con I Piccoli di Podrecca\nregia Paolo Valerio\nscene Marta Crisolini Malatesta\ncostumi Stefano Nicolao\nluci Gigi Saccomandi\nmusiche Antonio Di Pofi\nmovimenti di scena Monica Codena\nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Teatro de gli Incamminati\, Centro Teatrale Bresciano \nTODERO – Franco Branciaroli\nPELLEGRIN – Piergiorgio Fasolo\nMARCOLINA – Maria Grazia Plos\nZANETTA – Roberta Colacino\nDESIDERIO – Riccardo Maranzana\nNICOLETTO – Andrea Germani\nCECILIA – Valentina Violo\nFORTUNATA – Ester Galazzi\nMENEGHETTO – Emanuele Fortunati\nGREGORIO – Alessandro Albertin \n\n«Quale maggior disgrazia per un uomo\, che rendersi l’odio del pubblico\, il flagello della famiglia\, il ridicolo della servitù? Eppure non è il mio Todero un carattere immaginario. Purtroppo vi sono al mondo di quelli che lo somigliano; e in tempo che rappresentavasi questa commedia\, intesi nominare più e più originali\, dai quali credevano ch’io lo avessi copiato». \nAnche oggi non è raro incappare in un “brontolòn” come il Todero di Carlo Goldoni che precedeva la commedia racchiudendo queste riflessioni ne “L’autore a chi legge” e si stupiva di come un lavoro incentrato su un personaggio tanto odioso e negativo potesse aver ricevuto dal pubblico un tale successo. “Sior Todero brontolòn” scritta nel 1761 e presentata al Teatro San Luca di Venezia l’anno successivo\, fu infatti accolta con molto calore\, ripresa per 10 repliche a gennaio e poi nuovamente a febbraio\, a ottobre… \nSior Todero risponde – come carattere – al modello dei rusteghi\, ma dei quattro burberi veneziani perde qualsiasi accento bonario. La trama lo vuole avaro\, imperioso\, irritante con la servitù\, opprimente con il figlio e la nipote\, diffidente e permaloso verso il mondo. Sembrerebbe impossibile empatizzare con una simile figura.  \nEppure il capolavoro di Goldoni – e la figura di Todero\, scritta in modo magistrale – sono stati molto ambiti dai teatri e dai più grandi attori\, da Cesco Baseggio\, a Giulio Bosetti\, a Gastone Moschin. \nOra questo indifendibile “brontolòn” attira un maestro del palcoscenico contemporaneo come Franco Branciaroli\, che – diretto da Paolo Valerio – ne offrirà una nuova straordinaria e inaspettata interpretazione. \nDopo l’originale e dissacrante interpretazione di Shylock nel “Mercante di Venezia” shakespeariano\, Paolo Valerio e Franco Branciaroli si apprestano a stupire il pubblico con la rilettura di un classico del teatro italiano\, che molto ancora può suggerire alla sensibilità contemporanea.  \nBasti pensare – a fronte di una figura di protagonista tanto imponente e attrattiva – al ruolo sottile e risolutivo che Goldoni affida\, nella commedia\, al mondo femminile\, l’unico che nello sviluppo drammaturgico appare pienamente positivo: sarà l’alleanza fra la coraggiosa nuora del vecchio avaro e l’intelligente vedova Fortunata a salvare la giovane Zanetta da un matrimonio impostole per mero interesse e foriero di infelicità. Sarà riconsegnata all’amore generoso e vero in un finale che – in tempi in cui il concetto di “patriarcato” domina le nostre cronache nelle sue accezioni più distorte e plumbee – intreccia in prospettiva\, alla gioiosità della risoluzione\, una venatura di turbamento.
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SUMMARY:COSMOS
DESCRIPTION:venerdì 28 febbraio 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nCOSMOS\neVolution dance theater \n ACQUISTA \n\nDirettore artistico e coreografo Anthony Heinl\nCo-direttrice artistica e coreografa Nadessja Casavecchia\nPerformers Antonella Abbate\, Matteo Crisafulli\, Carlotta Stassi\nEmiliano Serra\, Giulia Pino\, Giovanni Santoro\, Nadessja Casavecchia \nLight Designer e Direttore Tecnico Adriano Pisi\nDirettori di Palco Daniele Martini e Tommaso Contu \nLaser Effects Simone Sparky\nCostumi Daniela Molinini\nManagement Live Arts Management \n\nDa qualche parte\, qualcosa di incredibile attende di essere conosciuto.\nCarl Sagan \nCOSMOS\, nuovo spettacolo di eVolution dance theater\, ci accompagna in un viaggio attraverso mondi sconosciuti\, in cui scienza e comprensione cedono il passo all’immaginazione. In caduta libera fra immensità e solitudine\, nella notte eterna dello spazio intergalattico\, i pianeti e le stelle ci appaiono luminosi e seducenti; spazi remoti\, pieni di armonia e bellezza\, sembrano voler dar forma ai nostri sogni;\ncreature ipnotiche e immaginifiche si muovono fra luce e oscurità. Tanto vagabondare ci riporta infine sul nostro piccolo\, fragile mondo\, perso in un oceano cosmico vasto oltre la nostra più coraggiosa immaginazione. Un mondo\, in mezzo all’immensità dei mondi. \nLa compagnia\nFondata nel 2009 dal coreografo americano Anthony Heinl\, alla guida della compagnia insieme alla danzatrice e coreografa italiana Nadessja Casavecchia\, eVolution dance theater è diventata famosa\, in Italia e nel mondo\, per produzioniin grado di ipnotizzare\, affascinare e divertire il pubblico di ogni età. Gli artisti che compongono la compagnia sono selezionati fra danzatori\, illusionisti\, contorsionisti\, ginnasti in grado di portare in scena spettacoli elegantie potenti\, enfatizzati da un’illuminazione futuristica\, effetti speciali\, scenariinterattivi e una selezione musicale accattivante.\nIl repertorio della compagnia sicompone di numerosi titoli a serata intera: Firefly\, Electricity\, Black & Light\,Night Garden\, The Magic of Light\, Blu Infinito. eVolution dance theater compie regolarmente tour internazionali\, che la portanoad esibirsi in paesi quali Brasile\, Cina\, Colombia\, Francia\, Israele\, Germania\,Lussenburgo\, Macao\, Olanda\, Svizzera\, Spagna.
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SUMMARY:PAPERO ALFREDO
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 16 febbraio 2025\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nPAPERO ALFREDO\nATGTP – Teatro Giovani Teatro Pirata\n \netà consigliata: tout public\ndurata: 45 minuti\nteatro d’ombre\, d’attore e danza \nLo spettacolo fa parte del progetto SCIROPPO DI TEATRO. Clicca qui per maggiori informazioni \nACQUISTA\n\ndi Simone Guerro e Daria Paoletta\nregia Daria Paoletta\ncon Simone Guerro\nscenografia Ilaria Sebastianelli (da un’idea di Diego Pasquinelli)\nburattini Sig. Formicola e Marina Montelli\ndisegno luci Enrico Messina\ntecnico luci e suono Fabio Dimitri\nproduzione Teatro Giovani Teatro Pirata\ncon il sostegno di Alte Marche Creative \n\nI burattini non sono mica tutti uguali. Sono proprio come le persone: diversi. Hanno i loro sogni\, i loro gusti\, i loro desideri; e quando vogliono puntano i piedi\, come i bambini (e certi grandi) anche se i piedi loro non li hanno. Papero Alfredo è il nuovo burattino di Bruce: piccolo e deciso ma anche inesperto e un po’ capriccioso. A lui piacciono la musica Rap e il Free Style\, le Challenge\, le dirette video e di fare il Pirata in baracca proprio non gli va giù. Questo è un problema per il povero Bruce: Il Tesoro dei Pirati è il suo spettacolo più bello quello che gli chiedono sempre. Una mattina\, dopo 120 giorni chiusi in casa senza lavorare\, suona il telefono. Finalmente gli chiedono di fare lo spettacolo. Papero Alfredo però punta i piedi: niente da fare\, vuole restare in camera davanti al suo computer! Altro che Pirata\, lui è uno YouTuber! Una storia divertente che racconta del rapporto tra vecchio e nuovo\, tra babbi e figli: generazioni destinate ad amarsi\, sfidarsi\, e rincorrersi per l’eternità. \n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito\nRidotto Sciroppo di Teatro 3 €\n*biglietto acquistabile solo presso la biglietteria del teatro presentando il coupon di Sciroppo di Teatro \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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DESCRIPTION:mercoledì 12 febbraio 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nIL RISVEGLIO\nUno spettacolo di Pippo Delbono\n \n ACQUISTA \n\ncon Compagnia Pippo Delbono: Dolly Albertin\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Mario Intruglio\,\nNelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\ne con Giovanni Ricciardi (violoncello e arrangiamenti)\nluci Orlando Bolognesi\, costumi Elena Giampaoli\, suono Pietro Tirella\, capo macchinista Enrico Zucchelli\norganizzazione Davide Martini\, assistente di produzione Riccardo Porfido\ndirettore tecnico Orlando Bolognesi\npersonale tecnico in tournée Manuela Alabastro/Pietro Tirella (suono)\, Elena Giampaoli/Carola Tesolin (costumi)\,\nOrlando Bolognesi/Corrado Mura (luci)\, Enrico Zucchelli/Mattia Manna (scena)\nproduttore esecutivo Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale (Italia)\nco-produttori Teatro Stabile di Bolzano (Italia)\, Teatro Metastasio di Prato (Italia)\, Théâtre de Liège (Belgio)\, Sibiu\nInternational Theatre Festival/Teatrul Național “Radu Stanca” Sibiu (Romania)\, Teatrul Național “Mihai Eminescu”\nTimisoara (Romania)\, Istituto Italiano di Cultura di Bucarest (Romania)\, TPE – Teatro Piemonte Europa/Festival delle\nColline Torinesi (Italia)\, Théâtre Gymnase-Bernardines Marseille (Francia)\nin collaborazione con Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento (Italia)\, Le Manège Maubeuge – Scène Nationale\n(Francia) \n\nRisvegliati.\nDevi sentire l’odore rosso del mattino.\nNon avere paura.\nÈ il tempo di parlare sul mistero della vita.\nIo sono sempre stato attirato\,\nrapito e impaurito dal nero della notte.\nOra vorrei di nuovo andare.\nDi nuovo correre. Di nuovo volare.\nCon la voce che canta e urla\ncome un uccello impazzito.\nÈ un risveglio dopo la tempesta.\nPippo Delbono \nC’è un addormentamento all’origine de Il risveglio. Individuale e collettivo. Quello dell’uomo che alla fine di Amore – il precedente spettacolo di Pippo Delbono – andava a sdraiarsi sotto l’albero secco che d’improvviso si era coperto di fiori. E l’uomo restava lì\, assopito in quel sonno che ci ha lasciati spaventati e silenziosi. Da cui ora sente la necessità di risvegliarsi\, scontando la possibilità di trovarsi di fronte a una realtà ancora peggiore di quella di prima e di vedersi invecchiato. Prima della pandemia che ha chiuso tutti in casa. Prima delle guerre scoppiata alle porte di casa. Prima del ritorno di ideologie che pensavamo appartenessero al passato.\nIl risveglio parte da un’esperienza personale per rovesciarsi in un sentimento di perdita che riguarda tanti.\nChe chiede di essere sanato\, ma può esserlo soltanto a partire da un gesto di solitaria ribellione. Dal riconoscimento di una fragilità di cui lo spettacolo è lo specchio.\nPer la prima volta non ci sono nello spettacolo i testi degli autori che Pippo Delbono ha amato\, che ha incontrato nei viaggi verso la sua personale Itaca\, che spesso ha rielaborato per farli ancora più suoi. Per dire il nuovo dolore che l’ha invaso e per invocare la rinascita ci sono le sue parole\, i suoi racconti\, la sua vita e le poesie che va scrivendo da qualche tempo. Queste parole gli consentono di dire una verità nuova\, di raccontarsi nelle proprie debolezze\, paure\, speranze. E tuttavia non è più solo una questione personale.\nDavanti alla volontà di riprendere a vivere\, lo sguardo si allarga a ciò che lo circonda. “C’è qualcuno qui?”\, si domanda l’artista in uno spazio nudo che potrebbe ricordare un deserto. Pochi ed essenziali elementi scenici\, che mutano drammaticamente lo spazio\, non fanno da barriera allo sguardo ma anzi lo spingono al di là di ciò che si vede.\nTutto il teatro di Pippo Delbono nasce dalla musica e segue la partitura di un ritmo interiore. Il suo stile di composizione\, ancora una volta\, è musicale. Note che suonano lamenti di amore e tenerezza trascinano gli attori della Compagnia in una danza\, un rito sacro\, un funerale forse. Sulle note del virtuoso violoncellista Giovanni Ricciardi\, in scena con il suo strumento\, e su brani che provengono dalla memoria degli anni\nSettanta\, Delbono si ripete: “Devi danzare nella guerra\, nella tua guerra”.\nInsieme alla sua Compagnia\, nata da incontri con attori\, danzatori\, ma soprattutto con persone che provengono da luoghi diversi della vita\, Delbono in questo spettacolo rende omaggio a Bobò\, fedele compagno di scena scomparso nel 2019 con cui ha condiviso per più di vent’anni la sua vita sul palcoscenico e fuori dal teatro.\nIl risveglio è uno spettacolo sulle tante cadute e i tanti risvegli\, dedicato a tutti coloro che si sono addormentati e si sono poi risvegliati. E anche a chi non si è ancora risvegliato.
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SUMMARY:IL MALATO IMMAGINARIO
DESCRIPTION:venerdì 31 gennaio 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nIL MALATO IMMAGINARIO\ndi Molière\nTindaro Granata e Lucia Lavia \n ACQUISTA \n\nadattamento e traduzione Angela Dematté\nregia Andrea Chiodi\ncon Tindaro Granata e Lucia Lavia\ne con Angelo Di Genio\, Emanuele Arrigazzi\, Alessia Spinelli\, Nicola Ciaffoni\, Emilia Tiburzi\, Ottavia Sanfilippo\nscene Guido Buganza\ncostumi Ilaria Ariemme\nmusiche Daniele D’Angelo\nluci Cesare Agoni\nconsulenza ai movimenti Marta Ciappina\nassistente alla regia Elisa Grilli\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\nin coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura\, Viola Produzioni Roma \n\nDopo il successo degli allestimenti dedicati a classici come La locandiera di Goldoni e La bisbetica domata di Shakespeare – per cui Tindaro Granata è stato candidato al Premio Ubu –\, l’attore siciliano e il regista Andrea Chiodi tornano a collaborare lavorando su uno dei testi più fortunati di Molière\, Il malato immaginario. \nIl 1673 è l’anno di composizione dell’opera: un nuovo attacco di Molière contro i medici\, che testimonia\, ancora una volta\, il suo odio viscerale per questa categoria. \n“Molière – scrive Giovanni Macchia\, tra i francesisti più autorevoli del Novecento – è uno scienziato delle nevrosi”. È un uomo malato\, che teme di morire\, ma che sa anche che ridere e far ridere è una difesa contro quelli che erano i suoi stessi mali: la gelosia\, il dolore\, l’ansia\, la malinconia. C’è\, dunque\, dietro commedie che sembrano fatte di comicità persino farsesca\, l’ombra di un autoritratto\, un gioco\, dice Macchia\, “tra assenza e presenza”. \n“La mia esplorazione e curiosità per questo testo – dichiara Andrea Chiodi – inizia da questa battuta di Molière: ‘Quando la lasciamo fare\, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine\, è la nostra impazienza che rovina tutto\, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie’. Una visione che fa un po’ paura\, ma che\, allo stesso tempo\, mi intriga moltissimo”. \nE sarà un Malato immaginario onirico e irriverente quello firmato da Andrea Chiodi\, divertente e contemporaneo nel portare in scena le vicende familiari dell’ipocondriaco Argante\, circondato da medici inetti e furbi farmacisti\, ben felici di alimentare le sue ansie per tornaconto personale. \nCome l’avaro Arpagone\, Argante è vittima di sé stesso e burattino di chi gli sta intorno\, prigioniero della sua stessa paura\, un’ossessione – l’ipocondria – che in questa nuova versione del capolavoro di Molière diventerà piena protagonista.
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SUMMARY:VENERE NEMICA
DESCRIPTION:mercoledì 22 gennaio 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nVENERE NEMICA\nDrusilla Foer\n \n BIGLIETTI ESAURITI \n\nscritto da Drusilla Foer e Giancarlo Marinelli\nregia Dimitri Milopulos\ncon la partecipazione di Elena Talenti\nproduzione artistica Franco Godi per Best Sound\nproduzione esecutiva e distribuzione Savà Produzioni Creative \n\nVenere Nemica è una pièce teatrale supportata dalla musica con un repertorio inaspettato\, intenso crudele\, a tratti musical\, interpretato da Drusilla Foer e Elena Talenti. \nVenere\, Dea della bellezza e dell’amore esiste ancora. Creatura immortale\, l’antica Dea vive oggi lontano dall’Olimpo e dai suoi parenti\, immaturi\, vendicativi\, capricciosi\, prigionieri come la Dea stessa nell’eterna bolla di tempo che è l’immortalità. Ha trovato casa a Parigi\, fra gli uomini\, di cui teneramente invidia la mortalità\, che li costringe all’urgenza di vivere emozioni\, esperienze sentimenti. Venere può permettersi di essere imperfetta tra gli umani. \nSi sa: in tempi duri per tutti – in particolare per gli Dei in deficit crescente di fede e consenso – potersi permettere finalmente di vivere nell’imperfezione dell’umano esistere\, godendo delle debolezze umane come la moda e il lusso\, non è cosa da poco per la nostra Immortale Eroina. \n“Immaginate la mia gioia. Una dea\, condannata a vivere nell’eterna umidità del mare\, scoprire l’esistenza della messa in piega!”. \nGrazie al rapporto con la sua misteriosa e inseparabile cameriera\, bellissima\, Venere\, quasi per gioco\, nel momento in cui gli uomini non credono più agli dei ma agli eroi\, ripiomba nel passato: nella storia di Amore\, il figlio ingrato e disobbediente\, e Psiche\, sulla quale Venere- da suocera nemica- riversa tutto il suo rancore di Dea frustrata e di Madre tradita.\n“Contro la straordinaria mortale\, creduta Venere in terra”\, la vendetta sarà inesorabile e terribile. \nMa nel paradosso feroce e dolcissimo della vita che non risparmia nessuno\, nemmeno gli Dei\, Venere insieme all’odio scoprirà anche l’amore (… Io che sono sempre stata la mia sola priorità); un amore infinito e incondizionato per quel figlio ferito che\, in fuga dall’amata\, torna da sua madre per curare le ferite del corpo e dell’anima. \nIspirato alla favola di Apuleio “Amore e Psiche”\, Venere Nemica rilegge il Mito in modo divertente e commovente a un tempo\, in bilico tra tragedia e commedia\, declinando i grandi temi del Classico nella contemporaneità: la competizione suocera/nuora\, la bellezza che sfiorisce\, la possessività materna nei confronti dei figli\, il conflitto secolare fra uomini e Dei. \n“Se c’è una cosa che un Dio detesta è non essere creduto”. \nMa dinnanzi a Venere\, a questa Venere – lieve\, ironica\, tagliente\, spietata – e al suo incredibile colpo di teatro\, come si fa a resistere? Come si fa a non credere? \n 
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SUMMARY:NATALE IN CASA CUPIELLO
DESCRIPTION:Domenica 12 gennaio 2025\, ore 17\,30\nTeatro della Regina \nNATALE IN CASA CUPIELLO\ndi Eduardo De Filippo\nspettacolo per attore cum figuris \n ACQUISTA \n\nda un’idea di Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia\nregia Lello Serao\ncon Luca Saccoia\nspazio scenico\, maschere e pupazzi Tiziano Fario\nmanovratori Salvatore Bertone\, Paola Maria Cacace\, Lorenzo Ferrara\, Oussama Lardjani\, Angela Dionisia Severino\, Irene Vecchia\nformazione e coordinamento manovratori Irene Vecchia\nluci Luigi Biondi e Giuseppe di Lorenzo\ncostumi Federica del Gaudio\nmusiche originali Luca Toller\nrealizzazione scene Ivan Gordiano Borrelli\nassistente di scena Giorgia Lauro\nassistente alla regia Emanuele Sacchetti\ndatore luci Paco Summonte\nmastering Luigi Di Martino\nfonica Mattia Santangelo\nprogetto grafico Salvatore Fiore\ndirettrice di produzione Hilenia De Falco\nproduzione Teatri Associati di Napoli/Teatro Area Nord e Interno 5\ncon il sostegno di Fondazione Eduardo De Filippo e Teatro Augusteo \n\nIl Teatro Area Nord\, sede di Teatri Associati di Napoli\, si trova a Napoli nel quartiere di Piscinola. È una vera e propria officina produttiva\, il luogo che ha visto nascere e crescere lo spettacolo. Una messinscena non convenzionale che vede un unico attore interagire con sette pupazzi realizzati dallo scenografo Tiziano Fario autore dell’intera scenografia e animati da un gruppo di manovratori costituito ad hoc per il progetto e coordinato da Irene Vecchia attraverso un laboratorio di formazione aperto ai giovani del territorio\, svoltosi con il sostegno della Fondazione Campania dei Festival nell’ambito della rassegna “Quartieri di Vita” 2020. Lo spettacolo\, fedele al testo di Eduardo\, evoca le vicende della famiglia Cupiello\, aprendo uno squarcio dentro l’immaginario e la memoria di ogni spettatore. Un sogno che prende vita attraverso il teatro di figura nel quale l’attore Luca Saccoia s’immerge riemergendone come “Tommasino” che\, dopo aver detto il fatidico “sì” a suo padre\, rivive e fa rivivere quel “Natale” che ci accompagna da 90 anni. \n“Il progetto nasce da un’idea di Luca Saccoia e Vincenzo Ambrosino che ha preso corpo dall’incontro con il sottoscritto e lo scenografo Tiziano Fario. Il presepe è l’orizzonte dentro cui si muove tutta l’opera sia in senso reale che metaforico\, il presepe è l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in una umanità rinnovata e senza conflitti\, ma è anche la rappresentazione della nascita e della morte\, è il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo\, è la miscela tra passato e presente\, è una iconografia consolidata e al tempo stesso da destrutturare di continuo\, il Presepe si rifà ogni anno\, è ciclico come le stagioni\, può piacere e non piacere.\nÈ proprio da questa ultima affermazione che siamo partiti\, cosa è diventato quel Tommasino\, “Nennillo”\, così come lo appella la madre\, considerandolo un eterno bambino? Come si è trasformato dopo quel fatidico “si” sul letto di morte del padre?\nA queste risposte abbiamo provato a dare corpo immaginando che Tommasino abbia pronunciato quel “si” convinto\, che da allora in poi\, dovesse esserci un cambiamento\, pensando che non fosse solo un modo di accontentare il padre morente\, ma che fosse l’inizio di un percorso nuovo\, di una nascita\, così come il Presepe racconta.\nEcco allora Tommasino farsi interprete a suo modo di una tradizione\, eccolo testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte.\nPer farlo\, per rendere ripetibile il rito\, Tommasino si serve di pupazzi\, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi\, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il Presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano\, vi prende parte\, gli fornisce le battute\, riaccarezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del Presepe.” Lello Serao
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SUMMARY:FIESTA
DESCRIPTION:venerdì 20 dicembre 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nFIESTA\nFabio Canino \n ACQUISTA \n\ncon Fabio Canino\ne con Mariano Gallo\, Sandro Stefanini\, Simone Veltroni e Samuele Picchi\ndi Roberto Biondi\, Fabio Canino\, Paolo Lanfredini\nregia Piero Di Blasio\nproduzione MenteComica \n\nLuca è il più scatenato\, fedele\, innamorato fan di Raffaella Carrà tanto da celebrare ogni 18 giugno il compleanno del suo mito con una vera e propria festa piena di balli\, canti\, torta e invitati. Alla serata invita i suoi due migliori amici\, Renato e Ivano\, il primo un esuberante infermiere amante della palestra e dei bei ragazzi\, il secondo un aspirante scrittore\, uomo di fede e truccatore di una nota diva. A sorpresa\, anche se non troppo\, sopraggiunge un terzo ospite\, Giuseppe\, un collega di Luca dall’incerta identità sessuale… solo per lui. La Fiesta sarà un pretesto per piccanti confessioni tra amici\, ma anche per liberare gli animi da desideri e paure. Come in tutte le feste che si rispettino\, arriva l’elemento dirompente: Massimo\, il bel poliziotto eterosessuale al 150%. Sarà lui a mettere in crisi le convinzioni di Luca e company\, o saranno loro a mettere in crisi il fascinoso Massimo? Una cosa è certa\, qualsiasi sia il risultato\, ci sarà da ridere.
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