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SUMMARY:CAPOLAVORI DEL BALLETTO RUSSO
DESCRIPTION:sabato 17 marzo\, ore 21.15\nTeatro della Regina\nCAPOLAVORI DEL BALLETTO RUSSO\nBalletto Yacobson di San Pietroburgo \n\ndiretto da Andrian Fadeev \n\nUno straordinario spettacolo di danza classica\, con estratti da alcuni dei più grandi capolavori del balletto russo come Lo Schiaccianoci\, Les Sylphides\, Il lago dei cigni\, su musiche di Čajkovskij\, A. Adam\, J. Strauss. Il Balletto Yacobson di San Pietroburgo\, nato nel 1969\, è divenuto un’eccellenza e un punto di riferimento per la storia del balletto. Nel 1976 l’eredità del suo fondatore Yacobson è stata raccolta da Askold Makarov\, che ha portato il Balletto fuori dalla Russia. Oggi la Compagnia sviluppa una direzione moderna pur mantenendo viva la tradizione del suo repertorio\, sotto la direzione di Andrian Fadeev\, che vanta una carriera da primo ballerino del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.
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SUMMARY:LIONEL
DESCRIPTION:martedì 6 marzo\, ore 21.15\nSalone Snaporaz – DANZA\nLIONEL\ncome un elefante in una cristalleria\nFabbrica C/Sosta Palmizi \n\ndi e con Teresa Noronha Feio Francesco Sgrò\ncompagnia Fabbrica C/Sosta Palmizi\nmusiche originali ANDRA Alessandra Bossa\ndisegno luci: Edwin Van Steenbergen\nproduzione FABBRICA C\ncoproduzione: Associazione Sosta Palmizi\, Centro Culturale Cartaxo \n\nLionel è una performance con radici nell’estetica dello sport di Teresa Noronha Feio e Francesco Sgrò nel sodalizio che li vede autori ed interpreti. Lionel non è una storia ma ne contiene molteplici\, non è una disciplina ma non è neanche multidisciplinare perché si serve delle azioni prima che a quelle azioni venga dato un nome. Lionel esplora un luogo dove le diversità di ogni artista
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SUMMARY:ROMEO Y JULIETA TANGO
DESCRIPTION:venerdì 23 febbraio\, ore 21.15\nTeatro della Regina\nROMEO Y JULIETA TANGO\nCompagnia Naturalis Labor \n\nCompagnia Naturalis Labor\ncoreografie e regia Luciano Padovani\ncon Marcelo Ballonzo\, Stefano Babboni\, Tobias Bert\, Sara Cavalieri\, Jessica D’Angelo\, Loredana De Brasi\, Giannalberto De Filippis\, Sabrina Garcia\, Elena Garis\, Silvio Grand\, Elisa Mucchi\, Marco Pericoli\, \ncostumi Lucia Lapolla\nscene Antonio Panzuto\nLuci Carlo Cerri \nuna produzione COMPAGNIA NATURALIS LABOR\ncoproduzione Teatro Comunale di Ferrara\, Teatro Verdi di Pisa\, Teatro La Fenice di Senigallia/Amat\ncon il sostegno di Mibact / Regione Veneto / Comune di Vicenza / Arco Danza \n\nLuciano Padovani e la compagnia Naturalis Labor portano in scena un omaggio a William Shakespeare\, Romeo y Julieta Tango: la maestria del coreografo vicentino si esprime al meglio in questa tragedia con un repertorio musicale che comprende Piazzolla\, Speranza\, Calo\, Mores\, Quartango\, Rachel’s\, Sollima\, Purcell\, Westhoff. \nRomeo y Julieta si svolge nei luoghi topici del dramma: ma non c’è Verona\, e non c’è nemmeno Buenos Aires. O forse ci sono entrambi.
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SUMMARY:GD'A GALA
DESCRIPTION:martedì 12 dicembre\, ore 21.15\nSalone Snaporaz – DANZA\nGD’A GALA \nDanzatori selezionati dalla vetrina della Giovane Danza D’autore \n\nIl gala vede sulla scena l’innovazione artistica e una nuova vitalità della danza contemporanea\, attraverso promettenti coreografi e danz’autori emiliano romagnoli che si stanno via via affermando a livello nazionale. I danzatori provengono da una selezione a cura di diversi e qualificati rappresentanti di istituzioni culturali regionali e nazionali nell’ambito del Premio GD’A – Giovane Danza d’Autore dell’Emilia-Romagna\, un’azione promossa da ANTICORPI _rete di Festival\, Rassegne e residenze creative dell’Emilia-Romagna in partnership con la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. Un Premio biennale che vuole essere uno strumento a favore della creazione artistica\, della ricerca e della promozione della danza contemporanea dell’Emilia-Romagna. \n\n  \nSOGGETTO SENZA TITOLO\nOlimpia Fortuni \nSoggetto Senza Titolo è un percorso in cui\, da una parte\, Olimpia Fortuni arricchisce la propria ricerca individuale sul movimento; dall’altra si configura come un’immersione in un mondo intimo e solitario\, con il fine di rivelare una sensazione\, uno stato d’animo\, un colore\, il blu\, che in senso figurato – nell’idioma inglese – assume il significato di malinconia. Il panorama è quello di un underground metropolitano del vissuto personale dell’artista. Ne emerge l’immagine di un omino stilizzato\, quasi un fantoccio\, informe\, liquido\, senza una specifica identità\, caratterizzato dai colori del rosso e del blu\, colori primari che inducono a pensare a un’origine\, all’embrione di un’identità. La materia corporale dell’artista è esposta a una metamorfosi continua che si evolve e si trasforma. Come una macchia d’inchiostro che si espande senza un contenitore\, Olimpia Fortuni prova a cercare una verità: “Vado giù\, dove è più buio\, per toccare la mia pelle dal di dentro e lì trovare l’essenza\, la radice del mio essere…vivente.” \nCREDITI\ninterprete e coreografia Olimpia Fortuni\nassistenza artistica Cinzia Sità\npaesaggio sonoro Pieradolfo Ciulli\, Danilo Valsecchi\ndisegno luci Andrea Rossi\nproduzione Associazione Sosta Palmizi\ncon il sostegno di Teatro la Cavallerizza di Torino\nsi ringrazia Michela Lucenti\, Balletto Civile\nspettacolo selezionato alla Vetrina della Giovane Danza D’Autore 2016 del Network Anticorpi XL e Visionari Kilowatt Festival 2017 \ndurata 30′ \n  \n\nVENUS\nNicola Galli \nVenus è il secondo episodio della ricerca coreografica di Nicola Galli dedicata al sistema planetario. L’immaginario astronomico e iconografico proietta l’avvicinamento dell’uomo al proibitivo e ostile pianeta Venere\, caratterizzato da un’atmosfera vulcanica e acida. Due figure umane vi atterrano e presentano un alfabeto di gesti attraverso l’esecuzione – tanto distante quanto rigorosa – di una serie di esercizi tratti dal repertorio ballettistico e ginnico. L’origine terrestre dei loro corpi perturba l’atmosfera di Venere: il movimento è punteggiato da elementi che\, cadendo sulla superficie\, interrompono l’azione e richiamano all’ordine. Le due figure procedono tessendo un disegno sinuoso e curviforme\, alla ricerca di una possibile quiete. Un deflusso d’acqua spezza però l’apparente armonia\, annientando la loro curiosità e innescando un ultimo e impetuoso tentativo di difesa. Ormai sconfitte\, le due figure contemplano il lontano pianeta Terra\, maestoso e centrale nel panorama celeste\,\nnel velato desiderio di farvi ritorno.\nCREDITI\nconcept\, regia e coreografia Nicola Galli\ndanza Alessandra Fabbri\, Nicola Galli\nelementi scenici Andrea Mosca\ncostumi Elena Massari\nmusiche John Cage\, Steve Reich\, Edgard Varèse\nproduzione stereopsis/TIR Danza\ncon la collaborazione di L’arboreto – Teatro Dimora\, Rete Anticorpi XL\nresidenza artistica Teatro Astoria/TIR Danza\, Teatro Comunale di Vicenza\, Teatro J. Cortázar\ncreazione selezionata per la lista Anticorpi eXpLo 2015 – Network Anticorpi XL\nDurata: 30’
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DESCRIPTION:martedì 28 novembre\, ore 21.15\nTeatro della Regina\nPER…INCISO\nGDO Dance Company \n\nhip hop\, contempoaneo\, floorwork\ncoreografie Mattia De Virgiliis\, Francesco Di Luzio\, Federica Galimberti\ndanzatori Filippo Braco\, Mattia De Virgiliis\, Francesco Di Luzio\, Andrea Ferrarini\, Federica Galimberti\, Eleonora Lippi\, Silvia Pinna\, Laura Ragni\nmusiche: cantautori italiani dagli anni ’60 ad oggi\nproduzione GDO Dance Company \nLa musica italiana dei cantautori e dei grandi interpreti fa da sfondo a questo frizzante quanto coinvolgente lavoro che spazia dagli anni ’60 ai ’90 zigzagando tra le melodie e le voci care al pubblico italiano (da Modugno a Guccini\, da De Andrè a Gaber\, da Capossela a Jovanotti) mettendo d’accordo\, come sempre\, generazioni diverse con vissuti ed emozioni analoghe. Un strano personaggio senza tempo talvolta si anima dando al pubblico divagazioni e spunti di riflessione sul grande tema della Libertà\, preziosa quanto troppo ‘scontata’. 7 i danzatori\, background contaminato da hip hop\, contemporaneo\, floorwork\, sempre in linea con la cifra stilistica che li caratterizza: mettere d’accordo giovani e non più giovani\, tradizione ed innovazione con un energetico linguaggio gestuale leggero e drammaturgicamente di contenuto\, ma sempre con il sorriso dell’ironia. \ndurata: 50 min \n 
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SUMMARY:AD LIBITUM + YELLOWPLACE + EVERYTHING IS OK
DESCRIPTION:Alessandro Sollima \nAD LIBITUM (15’)\nConcetto e danza: Alessandro Sollima\nMusica: Black to Comm \n  \n  \n  \n  \nKor’sia \nYELLOWPLACE (13’)\nIdeazione e coreografia: Mattia Russo e Antonio de Rosa\nDrammaturgia: Paco Bezerra\nInterpreti: Mattia Russo e Antonio de Rosa \n  \n  \n  \nMarco D’Agostin  \nEVERYTHING IS OK (30’)\nUn progetto di e con Marco D’Agostin\nSuono LSKA \n  \n  \n  \n  \n  \n\nAlessandro Sollima – AD LIBITUM\nAd Libitum è un assolo di improvvisazione. ‘A piacere’\, questo assolo rappresenta il tentativo di imprimere nella memoria ricordi che altrimenti andrebbero persi. Come lo si farebbe scrivendo su un diario i propri pensieri\, sentimenti e ricordi\, voglio provare a farlo utilizzando il movimento in scena. “Essere qui ed ora! Non nel passato ricordando cosa è stato\, cercando di aggrapparti a qualcosa che non è più. Non nel futuro\, dominato dall’ansia\, chiedendoti come sarà\, sperando. Nel momento presente. Aspetta. Osserva.”\nAl momento\, avendolo presentato più volte in pubblico\, lo spettacolo ha una struttura molto chiara dentro la quale poter creare piccole varianti non sostanziali. \nAlessandro Sollima si è avvicinato alla danza contemporanea nel 2009 frequentando Modem diretto da Roberto Zappalà. Collabora con Simona Miraglia al progetto Il II SESSO\, pluripremiato in diversi festival italiani. Nel 2011 comincia a frequentare Northern School of Contemporary Dance(UK) e successivamente la Salzburg Experimental Academy of Dance(AT). Finiti gli studi nel 2014 lavora con Simone Forti al Museum der Moderne di Salisburgo. E’ membro stabile di Milan Tomasik & Co. Tra le personalità che hanno portato al suo sviluppo artistico David Zambrano\, i membri de Les Slovaks\, Edivaldo Ernesto\, Giovanna Velardi. \n  \n\nKor’sia – YELLOWPLACE\nIl colore è il punto di partenza per lo sviluppo di Yellow Place dove due sconosciuti s’incontrano e raggiungono rapidamente il punto più intenso del loro rapporto. Drammaturgicamente è diviso in tre parti\, come i tre stadi della crescita. Il primo è l’incontro degli innamorati\, l’emozione del viaggio a due. Successivamente\, il rapporto si evolve in una situazione nevrotica\, di dipendenza\, in cui uno ama per entrambi\, e l’altro ama solo se stesso. Alla fine\, il pas de deux prima di separarsi\, in cui tutto ritorna ad una situazione di calma. Pronti ad abbandonarsi senza saperlo\, idealizzano il loro amore come l’alchimista che ha estratto la cosa più preziosa. Il primo conflitto reale è prodotto nel perseguimento del sogno di stabilità e armonia. Una delle due parti si preoccupa per se stessa. L’altra necessita di una forza doppia\, essendo in grado di vivere la doppia presenza all’interno della propria essenza\, sognando la natura irreale che non esiste. Invecchiare insieme è verità o finzione?\nMattia Russo\, Antonio De Rosa / Kor’sia deriva dall’esigenza di provare\, dalla necessità di rendersi visibili. Chiede urgenza di utilizzare un linguaggio che la parola non riesce a esprimere. Kor’sia\, fondata da G. Dagostino\, A. de Rosa\, D. Tortelli e M. Russo\, trova espressione nell’associazione di un’idea culturale comune. L’equipe si pone come principale obiettivo quello del rischio\, introducendosi in maniera attiva nella rete sociale che muove la scena contemporanea. Altri lavori: Descamino de Dos – 1° premio al New York Burgos\, Fratres per Introdans\, Recapitulo per il museo MCA Chicago\, Capra Pelada in collaborazione con la Compañia Nacional de Danza\, A’AB per il Guggenheim di Bilbao\, Serial/Number: For now liquid days in collaborazione con CND\, Madrid. \n  \n\nMarco D’Agostin – EVERYTHING IS OK \nNon lontano dalle problematiche di una quotidianità che bisogna affrontare e condividere con coraggiosa intraprendenza è il corpo iperattivo\, prismatico\, che si fa carico di tutti gli stimoli del mondo e che si propone in Everything is OK\, esperimento sulla stanchezza del guardare.\nDa un lato il performer. Egli incarna una catena ininterrotta di movimenti\, depositando segni\, posture e dinamiche che richiamano a sé il vasto territorio dell’intrattenimento\, attraversato dalle sue origini ad oggi. È una danza che si vuole efficiente nella propria articolazione anatomica\, ma che allo stesso tempo consegna un guardare fragile\, un’umana presenza a muoverla. Dall’altra parte il pubblico\, sottoposto a un bombardamento d’immagini al fine di vuole testarne il limite di sazietà\, il personale ma inevitabile tracollo\, il momento in cui si rende necessaria la resa\, in cui lo sguardo\, appunto\, si stancherà di guardare. \nMarco D’Agostin\, formatosi con maestri di fama internazionale (Y. Godder\, N. Charnok\, E. Greco) inaugura la propria carriera di coreografo con l’assolo Viola\, che vince il premio del pubblico e quello della giuria nel concorso Premio Giovane Danza d’Autore Veneto del 2010\, prima di iniziare una lunga tournée in Italia (Rete Anticorpi XL) e all’estero (Aerowaves 2011). Seguono Spic & Span\, creato con Francesca Foscarini e Giorgia Nardin\, Menzione Speciale al Premio Scenario 2011 e finalista al 17MasDanza Dance Festival; Per non svegliare i draghi addormentati (Premio Prospettiva Danza 2012 e rete Teatri del Tempo Presente 2013).Come performer lavora per Claudia Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio\, A. Sciarroni\, T. Martin\, W. Collins\, L. Santoro. Come coreografo\, è invitato a numerosi progetti di ricerca internazionali: Choreoroam Europe\, Tryptych\, Act Your Age \n  \n\nA seguire brindisi con gli artisti in collaborazione con Antica Pasticceria Staccoli e Enio Ottaviani Vini e Vigneti.  \nINFO E PRENOTAZIONI: tel. 0541.966778 – 0541.960456 – email. info@teatrodellaregina.it\nIngresso: 7 €\nInizio ore 21.00\nVendita online: www.vivaticket.it\nBiglietteria aperta il giorno dello spettacolo alle ore 20
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SUMMARY:BIRD’S EYE VIEW + RE-GARDE
DESCRIPTION:Simona Bertozzi \nBIRD’S EYE VIEW (25’)\nProgetto: Simona Bertozzi\, Marcello Briguglio\ncoreografia e danza: Simona Bertozzi\nmusiche: ¾ had been eliminated\nprogetto luci e set: Antonio Rinaldi \n  \n  \n  \nFrancesco Colaleo\, e Maxime Freixas \nRE-GARDE (20’)\nRegia e coreografia: Francesco Colaleo\nMusiche: Charles Aznavour La bohème; Stella stellina canzone per bambini; Charles Trenet Les feuilles mortes; Alva Noto Prototypes 2; Tango\nInterpreti: Francesco Colaleo\, Maxime Freixas \n  \n  \n  \n\nSimona Bertozzi – BIRD’S EYE VIEW \nSpettacolo vincitore di Mas Danza nel 2012\, Bird’s Eye View è una lunga e ininterrotta poesia di movimento\, un esercizio di mimetismo con immagini che rimandano al volo\, al frullo e al respiro\, e che\, smaterializzandosi al momento stesso del loro mostrarsi\, hanno tutto il fascino di una fantasmatica apparizione. Simili figure\, se da un lato si lasciano inglobare dalla dinamica complessiva della danza\, dall’altro infondono ad essa una qualità aerea e vibrante\, permeando di sé un movimento fatto di profondo ascolto della dimensione articolare del corpo e delle sue esigenze\, oltre che di una inesausta ricerca di soluzioni coreografiche inedite. È così allora che il corpo si disarticola e scivola nello spazio.\nSimona Bertozzi\, coreografa\, danzatrice e performer\, vive a Bologna\, dove si laurea al Dams. Dopo studi di ginnastica artistica e danza classica\, approfondisce la sua formazione in danza contemporanea tra Italia\, Francia\, Spagna\, Belgio e Inghilterra e lavora\, tra gli altri\, con Tòmas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e dal 2005 al 2010 con Virgilio Sieni. In qualità di performer freelance ha inoltre collaborato con Laminarie Teatro e Fortebraccio Teatro. \n  \n\nFrancesco Colaleo e Maxime Freixas – RE-GARDE \nRe-Garde indaga sul senso della vista. Lo sguardo è al servizio non solo degli interpreti\, ma dello spazio e dell’intero ambiente. L’atmosfera oscura\, pesante\, oppressiva e tenebrosa ha come supporto la tematica dell’osservare e dell’essere osservati. Due danzatori\, due uomini che si battono per l’affermazione del sé\, che sono pronti a subire o ricevere\, a dare o perdere\, a essere manipolati\, provocati\, abbandonati. Il corpo è controllato e vigile come lo sguardo\, ma non rinuncia a godere di momenti di distensione e respiro. La proposta è di sensibilizzare il pubblico sulla cattiveria gratuita che l’osservazione può nutrire. Un ipotetico soggetto noir che può ammettere l’esistenza di un colore più gradevole\, vicino al cuore e alla sfera dell’umana e carnale visione della vita in tempi moderni. Non manca la dimensione innocente e pulita di uno sguardo che si posa sulle cose e che ironicamente sa divertirsi con la vita. L’alternanza tra binomi opposti aiuta gli interpreti a valicare i delicati confini che separano la giovinezza\ndalla vecchiaia\, offrendo un immaginario vasto e poetico.\nFrancesco Colaleo\, danzatore freelance\, collabora con la compagnia Artemis/Danza Monica Casadei\, con la Cie Tiziana Arnaboldi\, con Antonello Tudisco\, con Emma Cianchi e con la Compagnia di danza Körper di Gennaro Cimmino. Precedentemente danzatore della Compagnia Zappalà danza e Cie Ismael Ivo per il progetto “L’Arte del Perfomer” presso la Biennale di Venezia e per la Compagnia Le Danseur Napolitains. Vincitore come giovane coreografo del Fringe di Napoli nel 2013. Regolarmente segue master di alta formazione per la danza contemporanea con Carolyn Carlson\, Abbondanza Bertoni e DV8. \n  \n\nA seguire brindisi con gli artisti in collaborazione con Antica Pasticceria Staccoli e Enio Ottaviani Vini e Vigneti. \nINFO E PRENOTAZIONI: tel. 0541.966778 – 0541.960456 – email. info@teatrodellaregina.it\nIngresso: 7 €\nInizio ore 21.00\nVendita online: www.vivaticket.it\nBiglietteria aperta il giorno dello spettacolo alle ore 20 \n  \n  \n  \n  \n 
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