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SUMMARY:NOSFERATU. Una storia di sangue
DESCRIPTION:martedì 3 dicembre 2024\, ore 21\nSalone Snaporaz \nNOSFERATU. Una storia di sangue\nsonorizzazione dal vivo del film Nosferatu\, il vampiro (Friedrich Wilhelm Murnau\, 1922)\n \n ACQUISTA \n\ncon Karim Qqru (Zen Circus)\nXabier Iriondo (Afterhours\, Buñuel)\nCorrado Nuccini (Giardini di Mirò)\nLocusta Booking \nnell’ambito di Biglia – Palchi in pista \n\nNosferatu\, il vampiro è un adattamento non autorizzato del romanzo Dracula di Bram Stoker\, realizzato nel 1922 da Friedrich Wilhelm Murnau. \nIl regista\, condannato per violazione del diritto d’autore in seguito alla causa intentata dagli eredi dello scrittore irlandese\, fu costretto a cambiare i nomi dei personaggi e a distruggere tutte le copie della pellicola\, che è giunta ai giorni nostri solo grazie ad una copia “clandestina”\, salvata dallo stesso Murnau dalla distruzione.  \nIl film narra la storia di Hutter\, un agente immobiliare che si reca in Transilvania per trattare un affare con il conte Orlok\, un vampiro. Orlok si trasferisce in Germania\, dove inizia a diffondere il terrore\, e Hutter cerca disperatamente di fermarlo.  \nNosferatu\, il vampiro è considerato un capolavoro del cinema espressionista tedesco\, per l’iconica estetica e per l’indimenticabile interpretazione di Max Schreck nel ruolo del conte Orlok.  \nKarim Qqru\, Xabier Iriondo e Corrado Nuccini hanno costruito una partitura musicale a partire dalla personale interpretazione che ognuno di loro ha dato alla pellicola. Il tappeto sonoro si mescola quindi alle immagini\, dando nuova vita al film e combinando la maestria visiva del cinema espressionista con la potenza emotiva della musica dal vivo.  \nImmerso nella suggestiva oscurità di Nosferatu\, il pubblico è trasportato in un viaggio sonoro onirico. \n\nKarim Qqru è un polistrumentista\, produttore\, sound engineer e compositore. È il batterista degli Zen Circus da 20 anni; con loro ad oggi ha registrato 12 dischi e fatto 1500 concerti. Con il suo progetto solista L.N.D.LC. ha registrato un album e due EP.\nNegli anni ha scritto ed eseguito sonorizzazioni live di Entr’acte (René Clair) L’étoile de Mer (Man Ray)\, Le avventure del Principe Achmed (Lotte Reiniger) e\, insieme a Corrado Nuccini\, Xabier Iriondo ed Emidio Clementi Haxan di Benjamin Christensen.\nHa collaborato in live ed in studio con Brian Ritchie (Violent Femmes)\, Nada\, Luca Carboni\, Brunori Sas\, Claudio Santamaria\, Shakuhachi Jazz Club Italy\, Dick Parry (Pink Floyd)\, Eugene Chadbourne\, Kim Deal (Pixies)\, Jerry Harrison (Talking Heads) e molti altri. \nXabier Iriondo é il deus-ex-machina di alcuni dei progetti musicali più avventurosi che siano stati concepiti negli ultimi 25 anni in Italia\, chitarrista di Afterhours e Buñuel\, nonché manipolatore sonoro di progetti come Tasaday\, A Short Apnea e Uncode Duello.\nHa realizzato in 30 anni più di 50 dischi con etichette discografiche major ed indipendenti\, suonando dal vivo in tre continenti. \nCorrado Nuccini è un musicista e art director\, fondatore del gruppo Giardini di Mirò e impegnato da anni in progetti di didattica e divulgazione musicale come Soundtracks -musica da film\, promosso dal Centro Musica di Modena.\nDal 2020 è direttore artistico del festival Ferrara Sotto le Stelle.
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SUMMARY:LA GRANDE MAGIA
DESCRIPTION:giovedì 28 novembre 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nLA GRANDE MAGIA\ndi Eduardo De Filippo\nNatalino Balasso\, Michele Di Mauro\n \n ACQUISTA \n\nregia Gabriele Russo\ncon\nNatalino Balasso nel ruolo di Calogero Di Spelta\nMichele Di Mauro nel ruolo di Otto Marvuglia  \ne con in o/a\nVeronica D’Elia – Amelia Recchia\nGennaro Di Biase – Mariano D’Alovisi e Brigadiere di P.S.\nChristian di Domenico – Arturo Recchia e Gregorio Di Spelta\nMaria Laila Fernandez – Signora Marino e Rosa Di Spelta\nAlessio Piazza – Gervasio e Oreste Intrugli (genero Di Spelta)\nManuel Severino – Cameriere dell’albergo Metropole e Gennaro Fucecchia\nSabrina Scuccimarra – Zaira (moglie di Marvuglia)\nAlice Spisa – Marta Di Spelta e Roberto Magliano\nAnna Rita Vitolo – Signora Zampa e Matilde (madre Di Spelta) \nscene Roberto Crea\nluci Pasquale Mari\ncostumi Giuseppe Avallone\nmusiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione\nproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro Biondo Palermo\, Emilia Romagna Teatro ERT/ Teatro Nazionale \n\nCalogero Di Spelta\, marito tradito\, con la sua mania per il controllo e la sua incapacità di amare e fidarsi\, diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell’uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni. \nUn uomo mosso da un sentimento ossessivo\, smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso\, con la costante esigenza di aggrapparsi a certezze granitiche\, a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola. Un luogo chiuso interpretato da Di Spelta come luogo sicuro\, una seconda prigione come soluzione per la sua relazione\, per sconfiggere le proprie paure\, le proprie incertezze e le ossessioni che permeano la nostra società moderna. \nDall’altro lato\, Otto Marvuglia\, mago e manipolatore\, personaggio meno “dolce” in scrittura di quanto non lo sia in scena quando ammorbidito dall’interpretazione dallo stesso Eduardo. Il Marvuglia/illusione\, il Marvuglia/realtà\, il Marvuglia/impostore sono le facce sempre diverse ed interscambiabili che modificano il contesto e la percezione della realtà di Girolamo Di Spelta\, ne consegue un continuo cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà\, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori. Smarriti i personaggi\, smarriti gli spettatori\, smarriti gli uomini e le donne di oggi\, smarriti nelle relazioni\, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso? \nNOTE DI REGIA \nPerché Eduardo \nA ventidue anni ho sperimentato la potenza della scrittura di Eduardo De Filippo nella fortunatissima edizione di Napoli Milionaria diretta da Francesco Rosi in cui ero Amedeo\, il figlio di Gennaro Iovine interpretato da Luca De Filippo. Quelle oltre trecento repliche mi hanno fatto toccare con mano la profondità e la sapienza di questa drammaturgia\, il senso\, i sentimenti\, la verità e la teatralità insieme che ci sono dietro ogni singolo frammento di testo\, la ricchezza che si rivela in ogni battuta. Ho potuto toccare con mano la grandezza di un autore che definirei un alchimista della drammaturgia scenica e un mago\, appunto\, capace di regalare agli attori parole\, contesti ed azioni in cui crescere\, imparare\, sviluppare intelligenza teatrale\, replica dopo replica. È per questo ed altro che vent’anni dopo ho sentito che avrei dovuto e voluto mettere in scena un suo testo. Ma quale? \nLa grande magia \nSe posso dire di essere arrivato razionalmente all’idea ed al desiderio di lavorare ad un’opera di Eduardo non posso dire altrettanto riguardo la scelta del testo da mettere in scena che viceversa è stata dettata dall’istinto\, ritenendo che da esso possano venire fuori traiettorie artistiche significative e profonde. Quando ho chiesto a Tommaso De Filippo i diritti de La grande magia\, nel mezzo dei bei confronti e scambi che hanno nutrito questo percorso\, mi ha chiesto “provocatoriamente” se di fronte ad una eventuale indisponibilità di quel testo ne avessi voluto indicare un altro e a costo di rischiare di perdere l’occasione di lavorare ad un testo di Eduardo\, seguendo l’istinto che mi aveva guidato in quella richiesta ho risposto che no\, non avevo altre opzioni. Non in quel momento\, non in questo momento. Fra tutti i testi di Eduardo che posso dire di conoscere a fondo ritengo e sento che La Grande Magia sia quello più necessario oggi per i temi che affronta\, per le relazioni che propone\, perché è una commedia squilibrata\, meno lineare e matematica delle altre\, sospesa e caotica come il tempo in cui viviamo\, infine\, perché come regista sento di poter dare un contributo specifico e personale. La Grande Magia è un testo complesso\, ha l’ampiezza e lo sguardo del gran teatro ed allo stesso tempo offre sfumature nere della nostra umanità\, tratti psicologici addirittura espansi nella nostra società contemporanea rispetto al 1948\, anno in cui La Grande Magia andò in scena per la prima volta suscitando reazioni controverse e per lo più negative\, poiché il testo non fu capito ed apprezzato. Come sappiamo\, per Eduardo quella fu una profonda delusione\, fu accusato di imitare Pirandello o più semplicemente\, ci fu quella resistenza che sempre riscontra un grande artista quando prova ad esplorare nuovi orizzonti. Il fatto che Eduardo stesso abbia vissuto l’amarezza dell’incomprensione del pubblico rivela quanto questo testo sia intriso di profondità e potenzialità per raccontare oggi le nostre emozioni\, le nostre incertezze e le nostre ossessioni. Questa commedia nera\, a tratti drammatica\, così ambigua e scivolosa\, non ristretta al discorso sulla famiglia\, priva di retorica\, sospesa fra realtà e finzione\, fra fede e disillusione\, teatro e vita\, vero e falso. \nCosa è vero? Cosa è falso? \nEppure\, ciò che rende questa commedia ancor più vicina al nostro tempo è il sentimento ossessivo di Calogero Di Spelta\, un uomo smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso. Un uomo che ha bisogno di aggrapparsi a certezze granitiche a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola. E nella scatola è disposto a credere ci sia sua moglie pur di non dubitare\, pur di non vedere\, pur di averla sotto controllo. Un luogo chiuso interpretato da Di Spelta come luogo sicuro\, una seconda prigione come soluzione per la sua relazione\, per sconfiggere le proprie paure\, le proprie incertezze e le ossessioni che permeano la nostra società moderna. Calogero Di Spelta\, marito tradito\, con la sua mania per il controllo e la sua incapacità di amare e fidarsi\, diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell’uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni. \nDall’altro lato\, Otto Marvuglia\, mago e manipolatore\, personaggio meno “dolce” in scrittura di quanto non lo sia in scena quando ammorbidito dall’interpretazione dallo stesso Eduardo. Il Marvuglia/illusione\, il Marvuglia/realtà\, il Marvuglia/impostore sono le facce sempre diverse ed interscambiabili che modificano il contesto e la percezione della realtà di Girolamo Di Spelta\, ne consegue un continuo cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà\, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori. Smarriti i personaggi\, smarriti gli spettatori\, smarriti gli uomini e le donne di oggi\, smarriti nelle relazioni\, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso? \nIl cast \nHo sentito fin da subito di non dover necessariamente scegliere gli attori dentro i confini dialettali poiché questo testo confini non ne ha e la lingua napoletana in questo caso non è corpo così radicato come in altri testi eduardiani. Nella scelta mi ha guidato il desiderio di interrogare il testo da una prospettiva che mi consentisse di ascoltarlo come fosse la prima volta e se è vero che Eduardo fa grandi gli attori\, è altrettanto vero che per recitare le parole di Eduardo ci vogliono grandi attori\, a prescindere dalla provenienza geografica. Ed è a partire da queste considerazioni che sono arrivato a pensare a Natalino Balasso per Calogero Di Spelta e Michele Di Mauro per Otto Marvuglia\, due interpreti straordinari che hanno immediatamente accolto con partecipazione e desiderio il prodigioso confronto che ci attende. Di pari passo\, le stesse direttrici\, guideranno la composizione dell’intera compagnia. \nLa tradizione come trampolino \nIn questo ci interroga ancora oggi questo testo\, che è certamente un classico e come tale da affrontare con attenzione e cura senza farsi ingabbiare dalle trappole della memoria visiva ed uditiva che il teatro di Eduardo porta con sé\, non cancellare la tradizione ma usarla come trampolino\, per non usare Eduardo come vampiri ma per provare a spingere l’analisi sul suo lavoro\, se possibile un passo più avanti\, ad esplorare nuove possibilità all’interno delle trame e dei temi presenti nell’opera e che inevitabilmente ci parlano diversamente settantacinque anni dopo la prima messinscena. D’altra parte fu proprio Eduardo\, rivolgendosi ai più giovani\, ad utilizzare la metafora della tradizione come trampolino e questa metafora sarà oggetto concreto della scena\, il trampolino sarà non solo un elemento fisico\, ma anche un simbolo potente. Rappresenterà il luogo delle visioni e delle sparizioni\, uno spazio sospeso in cui il reale e il fantastico si intrecciano\, le paure si realizzano o svaniscono nel nulla. Sarà il punto di partenza per esplorare nuove prospettive all’interno della storia e dei personaggi\, permettendo così al pubblico di immergersi nell’oggi de La Grande Magia che fu. \nRelazioni – personaggi – autori di riferimento \nIn quest’opera\, tutti i personaggi potrebbero manifestarsi come visioni di un incubo\, riflesso dell’angoscia e dell’ossessione di Di Spelta\, manipolato abilmente dal mago Otto Marvuglia. Gli altri personaggi\, pur essendo inizialmente presentati come burattini nelle mani di Marvuglia\, diventano a loro volta burattinai\, amplificando la complessità e la fluidità delle scene. Questa dinamica trasforma costantemente il quadro della narrazione\, spostando la messa a fuoco e offrendo punti di vista mutevoli e contrastanti\, sottolineando la natura sfuggente e misteriosa della commedia. La messa in scena potrebbe essere concepita come un ping pong continuo fra i personaggi\, con il punto di vista che si ribalta e cambia costantemente. Una dinamica che intensifica la tensione e l’ambiguità dell’intreccio ed è una direttrice sotterranea al testo che mi piace evidenziare. \nInfine\, e se è vero che ci sono notevoli similitudini e riferimenti fra La Grande Magia e le opere di Pirandello\, in particolare l’Enrico IV ma anche\, particolarmente nel terzo atto\, a Sei personaggi in cerca d’autore è anche vero che La Grande Magia mi fa pensare al La Tempesta di Shakespeare per l’omaggio che è al teatro\, alla finzione e all’illusione\, perché ha un carattere testamentario ed esoterico. Perché è magico. Perché è gran teatro. Perché il teatro è una Grande Magia. \nGabriele Russo
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SUMMARY:BELLA\, BELLISSIMA!
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 24 novembre 2024\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nBELLA\, BELLISSIMA!\nAccademia Perduta Romagna Teatri \netà consigliata: dai 3 anni\ndurata: 45 minuti\nTeatro di figura e d’immagini \nACQUISTA\n\nregia e cura dell’animazione Nadia Milani\ndrammaturgia Beatrice Baruffini\ncon Giulia Canali\, Noemi Giannico\, Eleonora Mina\npuppets/figure animate Noemi Giannico\nscene Alessia Dinoi\ndisegno luci Matteo Moglianesi\nmusiche originali Andrea Ferrario\ncostumi Mirella Salvischiani\nvoce Orco Claudio Casadio\nproduzione Accademia Perduta Romagna Teatri \n\nBella\, bellissima!\nNon è bello ciò che è bello\,\nma è bello ciò che piace. \nUn giorno\, da qualche parte\, nasce una Strega. In poco tempo impara a fare tutte le cose che fanno le streghe: fa incantesimi\, sa volare su una scopa\, ride e spaventa tutti\, anche i bambini. Per il suo compleanno\, riceve un invito da Orco: un appuntamento a mezzanotte\, al chiaro di luna. Lui la trova bella\, bellissima. Nella notte Strega s’incammina e sulla via incontra alcuni abitanti del bosco che non la pensano come Orco: ognuno di loro\, infatti\, crede che Strega debba usare la magia per essere più bella. Lei ascolta i loro consigli e cambia il suo aspetto. Così diversa\, Orco non la riconosce. Lui cerca Strega\, quella “con i capelli arruffati\, il naso importante e che veste sempre di scuro”. Con un’ultima magia\, Strega\, torna ad essere quel che era e invita Orco a una cena speciale. Che cosa è la bellezza\, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa? Quale punto di vista abita? Da che parte si guarda per vederla? Queste sono solo alcune delle domande da cui si origina l’urgenza di trattare questo tema\, un tema sempre attuale che riguarda tutte e tutti e che ci spinge a tornare là\, alle origini del non giudizio\, quello che i bambini e le bambine naturalmente praticano ogni giorno. Desideriamo ricordarci come si fa e chiedere loro di non perdere questa straordinaria capacità\, propria dell’infanzia. Desideriamo che possano sentirsi al sicuro dentro i loro panni\, che non vogliano vestirne altri per piacere a una società che le/li vorrebbe tutte uguali. Desideriamo che possano sentirsi sempre liberi e libere di scegliere e che non sia il giudizio altrui a spingerl* a cambiare. E vorremmo farlo con una giusta dose di ironia e cinismo\, utilizzando metafore che appartengono al loro mondo: tutte e tutti conoscono Strega e Orco e\, per tutte e tutti\, Strega e Orco sono naturalmente brutti e anche un po’ cattivi. Ma noi\, con che occhi li guardiamo? Con quale sguardo? Bella\, bellissima! è uno spettacolo in cui il teatro di figura presta il suo saper essere linguaggio magico alla drammaturgia delle immagini; vuole giocare con la meraviglia e prendersi gioco dell’incanto. Vuole far ridere a crepapelle e accompagnare all’uscita con tenerezza; vuole lasciare un senso piccolo\, piccolissimo anche\, ma prezioso\, un ricordo palpabile misto al fumo del calderone di una Strega bella\, anzi\, bellissima. \n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Circuito Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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DESCRIPTION:giovedì 21 novembre 2024\, ore 21\nSalone Snaporaz \nSENTIMENTI MalEducati\nStefano Rossi \n BIGLIETTI ESAURITI \n\ndi e con Stefano Rossi\ndal libro Sentimenti MalEducati \n\nSe le emozioni ci vengono assegnate dalla natura\, i sentimenti sono figli della cultura. Cosa accade quando la scuola si limita a istruire e la famiglia non trova le parole per educare all’empatia e alle relazioni?\nLo vediamo nelle classi\, sui treni\, sui social\, dove dilagano comportamenti guidati da sentimenti maleducati.\n“L’amore non si può spiegare\, solo i poeti possono custodirne il segreto.”\nFrasi seducenti come questa di Novalis ci hanno fatto disertare l’educazione sentimentale. I comportamenti violenti\, il riaffacciarsi tra i ragazzi di dinamiche relazionali ritenute superate\, portano il nome dell’analfabetismo sentimentale. \nStefano Rossi\, che della cura dei ragazzi ha fatto la sua missione\, ha racchiuso in un libro idee e suggerimenti per far fiorire l’intelligenza affettiva\, intrecciando neuroscienze\, arte\, filosofia e psicologia.\nI sentimenti nocivi alla base delle trappole dell’amore\, di fatto\, germinano già in giovanissima età per poi esplodere nella vita adulta sotto forma di narcisismo\, manipolazione\, dipendenza affettiva\, controllo ossessivo e adescamento\, violenza e stereotipi di genere.\nPrevenirli e contrastarli si può.\nUn incontro ricco di assist per nutrire il rispetto\, l’attenzione e l’approccio all’altro\, per insegnare il potere difensivo del “no” e la capacità di liberarsi da invidia\, gelosia\, paura\, rancore\, prepotenza e arroganza che avvelenano la capacità dei nostri ragazzi di vivere relazioni sane e socialmente costruttive.
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DESCRIPTION:martedì 19 novembre 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nASPETTANDO RE LEAR\nAlessandro Preziosi\, Nando Paone \n ACQUISTA \n\ndi Tommaso Mattei\nda William Shakespeare \nRe Lear Alessandro Preziosi\nGloucester Nando Paone\nKent Roberto Manzi\nCordelia Arianna Primavera\nEdgar Valerio Ameli \nopere in scena Michelangelo Pistoletto\ncostumi Città dell’arte/Fashion B.E.S.T\nmusiche Giacomo Vezzani\nsupervisione artistica Alessandro Maggi\nregia Alessandro Preziosi\ncoproduzione Pato srl\, TSV Teatro Stabile del Veneto\, Teatro della Toscana \n\nAlessandro Preziosi torna in tournée nei più importanti teatri italiani con lo spettacolo Aspettando Re Lear\, versione contemporanea dell’omonima celebre tragedia scespiriana che si concentra sulle vicende dei personaggi positivi della trama approfondendo con grande attualità il rapporto tra padri e figli scandagliato mirabilmente dalla poesia del Bardo.\nLa regia con immersiva visionarietà si avvale dell’innovativa presenza nello spazio scenico delle opere del maestro Michelangelo Pistoletto\, materiali artistici che rappresentano tutto il percorso del maestro biellese e che si animano magicamente della presenza degli attori definendo la scacchiera onirica e concettuale della messa in scena.\nLe musiche originali rinnovando la lunga collaborazione con Giacomo Vezzani seguono con tensione e pathos tutto il percorso della discesa nella follia del patriarca scespiriano e lo sprofondare nell’oblio della cecità della fidata corte alternando ritmi martellanti a struggenti epiche fino al commovente finale.\nAlessandro Preziosi è affiancato da Nando Paone nel ruolo di Gloucester e da una compagnia affiatata di interpreti : Arianna Primavera nel ruolo di Cordelia\, Roberto Manzi nel ruolo di Kent e Valerio Ameli nel ruolo di Edgar. \nLO SPETTACOLO \n“Ho immaginato un Re non semplicemente arrivato alla fine dei suoi anni\, ad un passo anagraficamente dalla morte\, ma piuttosto spinto dalle circostanze e dalla trama a cercare nella maturità\, e non nell’età\, il tassello conclusivo della propria vita. L’impazienza che accompagna il rocambolesco circolo di eventi in cui Re Lear travolge prima di tutto sé stesso e quindi gli altri\, mi ha suggerito di creare uno spazio mentale teatralmente e scenicamente reso materico dalle opere in scena” – Alessandro Preziosi \nAspettando Re Lear è un adattamento da Shakespeare con un evidente richiamo a Aspettando Godot di Samuel Beckett\, uno spettacolo sul difficile rapporto tra padri e figli\, sulla relazione tra Uomo e Natura e sulla perdita e il ritrovamento dei valori.\nNello spettacolo si parla di follia\, di potere che distrugge\, di solitudine di caos dentro e fuori\, “l’unico ordine possibile” per Michelangelo Pistoletto. E in scena ci sono le opere e i costumi del maestro\, costumi iconici realizzati dal collettivo Fashion B.E.S.T. con materiali sostenibili\, come anche delle musiche composte da Giacomo Vezzani sono ispirate ad opere dell’artista.\nParlando di questa commistione multidisciplinare tra arte contemporanea e teatro\, commenta Alessandro Preziosi in veste di regista: “A teatro ho condiviso la messa in scena dei presupposti del Terzo Paradiso\, la terza fase dell’umanità\, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la Natura. L’uomo deve cercare di non essere debitore alla Natura di ciò che indossa: il senso dell’abito\, del superfluo\, dello stretto necessario sono tematiche di Michelangelo Pistoletto che porto a teatro. L’uomo nella sua nudità trova sé stesso\, e così anche noi attori durante lo spettacolo veniamo privati dei vestiti\, per farci vedere per quello che siamo”\nL’adattamento di Tommaso Mattei\, si concentra sul momento chiave della tragedia shakespeariana\, rappresentato dalla tempesta che colpisce il re proprio mentre vaga alla mercè degli eventi atmosferici dopo disastro combinato con ognuna delle “amate” figlie.\nLear\, accompagnato dal conte di Kent\, sotto le mentite spoglie del servo Caio\, e dal fedele Fool\, a sua volta “interpretato” con arguzia della figlia Cordelia amorevolmente impegnata a farlo rinsavire\, sembra assistere inerme allo sconvolgimento dell’ordine naturale fino all’inaspettato finale. Re Lear è la metafora della condizione umana: caduta e creazione. Ama solo sé stesso\, la mancanza d’amore l’ha portato alla follia e alla solitudine; vaga in una landa di nulla con cui il sovrano senza più corona dovrà fare i conti. È come se Re Lear prevedesse l’inevitabile nulla che ci attende come risultato del fatiscente ordine permanente\, proprio come Aspettando Godot ci rivela quel che accade “dopo che il vecchio cade”.\nA pagare le conseguenze della “cecità” dei padri\, dovranno essere i figli?
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SUMMARY:IL RESTO DELLA SETTIMANA
DESCRIPTION:giovedì 18 aprile 2024\, ore 21\nSalone Snaporaz \nIL RESTO DELLA SETTIMANA\nPeppe Servillo\,  Cristiano Califano \nAcquista\n\nPeppe Servillo voce\nCristiano Califano chitarra \n\nPeppe Servillo legge La presa di Torino\, un racconto di Maurizio de Giovanni tratto dal libro Il resto della settimana accompagnato da Cristiano Califano per l’esecuzione di alcune canzoni… sportive. Un film in versi\, un esilarante viaggio\, una trasferta da sogno verso un’insperata vittoria del Napoli (che culminerà con la conquista del suo primo scudetto) di un eterogeneo manipolo di tifosi “malati” di tifo calcistico\, accecato da una passione sfrenata e sfacciata\, il tutto contornato da orde di uomini che si agitano nello stadio e non solo. Un ambiente osservato con ironia\, acume ed amore e con un occhio rivolto più alle gradinate che al campo di gioco con personaggi che sembrerebbero inventati ma che nella realtà esistono veramente. Uno spaccato del calcio a 360 gradi ma anche uno spaccato della vita.
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SUMMARY:AMANTI
DESCRIPTION:martedì 9 aprile 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nAMANTI\nMassimiliano Gallo \nAcquista\n\nMassimiliano Gallo\ncon Fabrizia Sacchi\ne con Orsetta de Rossi\, Eleonora Russo\, Diego D’Elia\nuna commedia scritta e diretta da Ivan Cotroneo\nscene Monica Sironi\ncostumi Alberto Moretti\nluci Gianfilippo Corticelli\nproduzione Teatro Diana \n\nClaudia e Giulio si incontrano in un palazzo borghese. L’appartamento al quale sono diretti è lo stesso: scoprono di frequentare lo stesso analista. Due mesi dopo li ritroviamo che sono diventati amanti e si vedono clandestinamente. Amanti segue la loro storia\, intervallando i loro incontri con i dialoghi dallo psicoterapeuta\, ignaro della loro relazione.\nIvan Cotroneo\, regista televisivo e cinematografico\, firma una commedia sull’amore\, sul sesso\, sul tradimento e sul matrimonio\, sulle relazioni di lunga durata e sulle avventure a termine\, sul maschile e sul femminile\, e in definitiva sulla ricerca della felicità che prende sempre strade diverse da quelle previste. Con l’aiuto di straordinari protagonisti\, Massimiliano Gallo e Fabrizia Sacchi\, questi temi prendono forma in un racconto spassoso e moderno\, pieno di tenerezza e verità.
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SUMMARY:MOULIN ROUGE. IL TRIBUTO
DESCRIPTION:FUORI ABBONAMENTO\ndomenica 7 aprile 2024\, ore 18.30\nTeatro della Regina\, Cattolica \nMOULIN ROUGE. IL TRIBUTO\nNuova produzione\nOrchestra Sinfonica G. Rossini \nAcquista\n\nDaniele Rossi\, direttore e arrangiatore\nLaura Mungherli\, regia\nEleonora Mazzotti nel ruolo di Satine\nFrancesco Troilo Di Carlo nel ruolo di Zidler\nOrchestra Sinfonica G. Rossini\nCantanti a cura di RDL Ragazzi del lago di Carlo Tedeschi\nDanzatori a cura di Center Stage di Laura Mungherli \n\nMoulin Rouge il tributo è un progetto di musica\, canto e danza ideato e prodotto da Orchestra Sinfonica G.Rossini in occasione della stagione “Maxi” che festeggia i 30 anni di attività e dedicato all’iconico teatro parigino che fin dal 1889 attira appassionati e turisti da tutto il mondo: dal can-can al musical\, dal canto al ballo\, un tempio della musica che continua ad ispirare compositori e coreografi. \nLa nuova produzione si basa sul grande lavoro svolto dal Maestro Daniele Rossi\, direttore d’orchestra\, che ha arrangiato appositamente per la Rossini tutta la parte musicale\, coinvolgendo le parti sinfoniche di un’orchestra classica (archi\, legni\, ottoni e percussioni) e la classica sezione sezione ritmica (chitarra\, tastiera\, basso elettrico e batteria). Determinante inoltre il lavoro della regista Laura Mungherli\, che a 360° si è occupata della rilettura della parte letteraria dell’opera\, della scenografia e di una coinvolgente regia corredata da coreografie di danza. \nLa cantante e attrice Eleonora Mazzotti\, già conosciuta ed apprezzata dal pubblico della Rossini\, torna ad uno dei suoi primi grandi amori ovvero il musical. E lo fa da protagonista: vestirà infatti i panni di Satine. \nLo spettacolo è un chiaro tributo all’omonimo film-cult di Baz Luhrmann datato 2001\, con protagonisti Nicole Kidman ed Ewan McGregor\, vincitore di due Premi Oscar e di tre Golden Globe. Ispirato all’opera “La traviata” di Giuseppe Verdi il film viene considerato un musical atipico in quanto i brani cantanti non sono originali bensì cover di alcuni celebri hit provenienti dal repertorio pop internazionale firmate da artisti come David Bowie\, Elton John\, Police\, Christina Aguilera\, Pink. \nIn scena anche gli artisti della Compagnia RDL\, formati da Carlo Tedeschi: Francesco Troilo Di Carlo (Zidler)\, Carmine Passaro (Christian)\, e Raffaele Gacioppo (il Duca)\, Riccardo Mei (l’Argentino) e Patrick Rubino (Toulouse)\, oltre a 6 coriste al fianco di Eleonora Mazzotti. La Compagnia RDL\, con i suoi oltre 40 performer e 40 anni di attività alle spalle\,  è storicamente apprezzata in tutta Italia e all’estero per interpretare da decenni musical originali italiani\, prodotti dal Teatro Leo Amici di Rimini-Lago di Monte Colombo\, dove la stessa compagnia ha sede. \n  \nDANIELE ROSSI\ncompie i suoi studi presso il Conservatorio di Musica G. Rossini di Pesaro e G. Verdi di Milano diplomandosi in Direzione d’Orchestra\, Composizione\, Fisarmonica\, Strumentazione per Banda e Didattica della Musica.\nHa suonato in Italia e all’Estero in formazioni orchestrali e cameristiche con direttori quali D. Jurowskj\, S. Gorli\, D. Garegnani\, R. Molinelli e collaborato con compositori come Y. Avital\, L. Donati\, A. Talmelli e Fabio Masini.\nCon il Sinequanon Akkordeon Ensemble” ha inciso in cd l’opera omnia di Luciano Fancelli con la collaborazione di RTSI Rete 2 (Radio Svizzera Italiana – Lugano) e dell’A.I.F. (associazione internazionale fisarmonicisti). Ha diretto l’orchestra Sinfonica Rossini\, Collegium Tiberinum\, Orchestra e coro del Conservatorio G. Rossini di Pesaro\, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana\, Orchestra A. Corelli di Ravenna\, l’Orchestra del Tirolerfestspiele di Erl e collaborato con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo\, l’Orchestra della Magna Grecia e l’Orchestra LaBarocca di Milano. E’ docente del Conservatorio di Musica A. Buzzolal di Adria. \nLAURA MUNGHERLI\nDirettrice di Center Stage dall’anno 2007\, è maestro d’Arte con specializzazione in Disegno Animato presso la Scuola del Libro di Urbino. Nel 2013\, inoltre\, si è diplomata presso la Royal Academy of Dance di Londra in danza classica.\nCaratteristica del suo lavoro è l’ecletticità\, data dalle diverse esperienze formative\, tra cui\, oltre alle sopracitate\, 4 anni di frequentazione al Conservatorio G. Rossini di Pesaro (flauto traverso e pianoforte) ed esperienze in ambito musicale e canoro. Coreografa per l’Orchestra Sinfonica Rossini dal 2018 (Pulcinella\, Cenerentola\, Le 4 Stagioni di Vivaldi\, Carmen\, Chez Rossini\, Il Carnevale degli Animali\, Mamma Mia\, ecc…)\nDal 2015 lavora per FIESTALONIA MILENIO (Spagna)\, JASKRAVA KRAINA (Ucraina)\, WAVE IDEAS (Bielorussia) come giudice di concorso e Maestra di danza.\nHa diretto interamente più di 20 spettacoli (Carmen\, The Nightmare Before Christmas\, Across The Universe\, Oz\, The Lion King\, Rent\, La Bottega Fantastica\, Turandot\, La Divina Commedia\, Shrek\, La Piccola Bottega degli Orrori\, Hair\, Cats\, Maleficent\, Cruella\, ecc…) \nORCHESTRA SINFONICA G.ROSSINI\nL’OSR è riconosciuta dal Ministero della Cultura\, dalla Regione Marche\, dal Comune di Pesaro e dal Comune di Fano. È ideatrice\, organizzatrice ed interprete di Sinfonica 3.0\, stagione concertistica di ambito nazionale. Buona parte della produzione si svolge nei teatri storici delle Marche a partire dal Teatro Rossini di Pesaro e dal Teatro della Fortuna di Fano. Nel periodo estivo organizza il Symphony Pop Festival a Fano\, I Concerti Xanitalia a Pesaro e Il Belcanto ritrovato in diversi luoghi della Regione Marche. L’OSR porge molta attenzione alla formazione; organizza progetti come La Scuola va a Teatro\, Festival Giovani per la Musica e il concorso Giovani in Crescendo\, per cui ha ottenuto il riconoscimento di eccellenza culturale dal Ministero dell’Istruzione\, dell’Università e della Ricerca (Miur).\nDi pregio artistico la presenza per oltre 20 edizioni al Rossini Opera Festival\, il ruolo di orchestra principale per il Teatro della Fortuna\, l’appartenenza alla Rete Lirica delle Marche e la presenza costante nella stagione lirica del Teatro della Muse di Ancona.\nDal 2022 è stata riconosciuta Istituzione Concertistica Orchestrale dal MIC (Ministero della Cultura).\nPresidente e Sovrintendente è il M° Saul Salucci. \nBiglietto intero 15 € – ridotto 12 € + diritti di prevendita\nPosto numerato
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SUMMARY:UNA NOCHE CON SERGIO BERNAL
DESCRIPTION:mercoledì 27 marzo 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nUNA NOCHE CON SERGIO BERNAL\nSergio Bernal \nAcquista\n\nSergio Bernal ballerino\nCristina Cazorla e José Manuel Benitez ballerini\nDaniel Jurado chitarra\nPaz de Manuel cantaora\nJavier Valdunciel percussioni \nQuando nella penombra appare la sua silhouette\, un brivido attraversa il pubblico\, che al primo balzo felino è già completamente ipnotizzato e sa che quel danzatore\, flessuoso come un gatto e scattante come una pantera\, è il protagonista assoluto della danza spagnola di oggi. Sergio Bernal è considerato il re del flamenco\, già primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna\, vera star internazionale del balletto classico e del classico spagnolo. Il suo spettacolo è ispirato alla cultura iberica e allo spirito gitano tra vertiginosi assoli e raffinati pas de deux e pas de trois con la direzione artistica di Ricardo Cue\, che ha firmato alcune coreografie originali come The Last Encounter di Ricardo Cue\, sulle note di Hable con ella di Alberto Iglesias e l’assolo The Swan con musica di Camille Saint-Saëns. Bernal danzerà anche un’inedita versione del Bolero di Maurice Ravel e il celebre Zapateado di Antonio Ruiz Soler sulla musica di Pablo de Sarasate per un visionario racconto per quadri in cui si fondono la tradizione spagnola\, l’eleganza della danza classica e il fuoco e la passione del flamenco\, espressione e simbolo della cultura gitana. \nSERGIO BERNAL\nSergio Bernal è considerato il Re del flamenco\, già primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna\, vera star internazionale del balletto classico e del classico spagnolo che è presente nei più importanti gala di danza di tutto il mondo\, da New York a Londra\, da Mosca a Dubai\, da Madrid a Roma. In questi ultimi mesi ospite nei maggiori programmi tv in Italia (tra i quali: Domenica In con Mara Venier Rai 1\, I Soliti Ignoti con Amadeus Rai 1\, Amici di Maria de Filippi Canale 5\, Viva Rai 2 con Fiorello\, Vita in Diretta Rai 1 con Matano\, Premio Bellisario Rai 1\, Uno Mattina Rai 1 con Serena Autieri e Gigi Marzullo ecc…). Osannato recentemente a Madrid al termine del suo spettacolo dal famoso regista Pedro Almodòvar. Roberto Capucci\, il maestro dell’alta moda ha voluto creare per lui un costume\, ispirato ai toreador di Spagna. Tanto intenso il suo carisma che Sergio Bernal ha persino ispirato il profumo “Sergio” della creatrice di fragranze\, Laura Bosetti Tonatto. \nNato a Madrid nel 1990\, Sergio Bernal viene ammesso nel 2002 al Real Conservatorio de Madrid “Mariemma”. Danza sin da giovanissimo con diverse compagnie e nel 2008 entra a far parte\, con il ruolo di primo ballerino\, della Compañía de Rafael Aguilar. Da allora collabora con grandi artisti internazionali\, come Aída Gomez\, Antonio Najarro\, Carlos Saura\, oltre che con il Nuevo Ballet Espanol\, e danza nello spettacolo “Mudanzas Boleras”\, girando tutto il mondo. Il suo repertorio include lavori di celebri coreografi spagnoli\, come Il cappello a tre punte – Farruca e Puerta de Tierra di Antonio Ruiz Soler\, Bolero 1830 di Mariemma\, il ruolo di Don José in Carmen e il Bolero di Rafael Aguilar\, Niña de Fuego di Angel Rodriguez\, Bolero di Paco Pozo\, El último encuentro e Concierto Andaluz di Ricardo Cue\, entrambi con la danzatrice Lola Greco. Ha vinto la Maratón de Danza de Madrid. Nel settembre 2012 entra a far parte del Ballet Nacional de España\, dove nel 2016 viene nominato primo ballerino. Nel 2019 fonda con Ricardo Cue la Sergio Bernal Dance Company in procinto di iniziare un tour internazionale nella prossima stagione. È regolarmente ospite di gala internazionali di danza “Les Étoiles” di Daniele Cipriani\, diventando vero beniamino del pubblico. \n  \nPROGRAMMA \nORGIA\nMusica Joaquin Turina\nCoreografia Sergio Bernal\ndanzano Sergio Bernal\, Cristina Cazorla\, José Manuel Benítez \nFARRUCA DEL MOLINERO\nmusica Manuel De Falla\ncoreografia Antonio Ruiz Soler\ndanza Sergio Bernal \nVIVA NAVARRA\nmusica Albeniz\ncoreografía Cristina Cazorla\ndanza Cristina Cazorla \nOBERTURA\nmusica Coetus\ncoreografia Sergio Bernal\ndanza Sergio Bernal \nRACHEO\nmusica Raul Dominguez\ncoreografia Sergio Bernal – José Manuel Benítez\ndanzano Sergio Bernal\, José Manuel Benítez \nSIEMPRE LORCA\nmusica Daniel Jurado\nchitarra Daniel Jurado\,\nvoci Paz de Manuel\npercussioni Javier Valdunciel \nEL ULTIMO ENCUENTRO\nmusica Alberto Iglesias\ncoreografia Ricardo Cue\ndanzano Cristina Cazorla\, Sergio Bernal \nZAPATEADO SARASATE\nmusica Pablo Sarasate\ncoreografia Antonio Ruiz Soler\ndanza José Manuel Benítez \nSOLEA X BULERIAS\nmusica Daniel Jurado\nchitarra Daniel Jurado\,\nvoci Paz de Manuel\npercussioni Javier Valdunciel\ncoreografia José Manuel Álvarez\ndanza Sergio Bernal \nEL CISNE\nmusica Camile Saint-Saens\ncoreografia Ricardo Cue\ndanza Sergio Bernal \nBOLERO\nmusica Maurice Ravel\ncoreografia Sergio Bernal\ndanzano Sergio Bernal\, Cristina Cazorla\, José Manuel Benítez
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SUMMARY:I BESTIOLINI
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 24 marzo 2024\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nI BESTIOLINI\nGek Tessaro \netà consigliata: dai 3 anni\ndurata: 45 minuti \nLo spettacolo fa parte del progetto SCIROPPO DI TEATRO \nAcquista\n\ndall’omonimo libro di Gek Tessaro\ncon Gek Tessaro\nproduzione Associazione Signapola \n\nCosa si nasconde in un prato tra gli steli\, le foglie e i fiori? I giocosi bestiolini!\nDal libro illustrato di Gek Tessaro nasce l’omonimo spettacolo\, l’autore\, armato di acquerelli\, sabbia e collage\, costruisce la storia dei bestiolini su una lavagna luminosa. Grazie alla musica e alla voce narrante il pubblico avrà modo di assistere alla creazione di un gigantesco libro animato in grado di divertire ma anche di far riflettere. \nNon abbiamo in bocca le tue stesse parole\nMa a riscaldarci è lo stesso sole\nLa stessa acqua a dissetarci\nSiam bestiolini cosa vuoi farci?\nEccoci qua\, siamo gli insetti\nIn verità assai piccoletti\nMa la statura è uno strano affare\nAvvicinati e grandi ci farai diventare.\nIl più piccino di voi bambini\nÈ gigantesco per noi bestiolini\nSe lo vediamo la cosa è sicura\nTremiamo di spavento\, tremiamo di paura. \n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito\nRidotto Sciroppo di Teatro 3 €\n*biglietto acquistabile solo presso la biglietteria del teatro presentando il coupon di Sciroppo di Teatro \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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SUMMARY:ALL YOU NEED IS LOVE
DESCRIPTION:venerdì 22 marzo 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nALL YOU NEED IS LOVE. OMAGGIO AI BEATLES\nSolis String Quartet & Sarah Jane Morris \nAcquista\n\nvoce Sarah Jane Morris \nSolis String Quartet\nviolino Vincenzo Di Donna\nviolino Luigi De Maio\nviola Gerardo Morrone\nvioloncello\, chitarra e arrangiamenti Antonio Di Francia \n\nLe canzoni dei Beatles\, quelle più popolari\, sono da molti anni degli standard a partire dai quali musicisti di estrazione e vocazione diverse hanno ricavato arrangiamenti\, trascrizioni e variazioni di ogni sorta.\nIl rischio\, in casi del genere\, è duplice. Da un lato si può cedere alla tentazione di arrendersi alla cover\, in cambio del gradimento garantito dall’invenzione firmata Lennon – McCartney.\nSull’altro versante\, si subiscono qualche volta operazioni velleitarie\, che in nome dell’originalità degli esiti perpetrano misfatti che di beatlesiano conservano poco o nulla.\nFelicemente in bilico tra l’uno e l’altro atteggiamento ed al riparo da qualsiasi estremo integralista\, il progetto costruito da Solis String Quartet con Sarah Jane Morris si caratterizza per credibilità dei presupposti e piacevolezza dei risultati\, nel rispetto della forza degli originali come pure dell’inevitabile esigenza di esprimere qualcosa di nuovo e stimolante.\nNato da una traccia teatrale (lo spettacolo Ho ucciso i Beatles\, incentrato sul morboso rapporto che legò l’assassino di Lennon ai Fab Four)\, l’album/concerto All you need is love si mantiene leggermente sulla linea di confine tra classica e pop grazie alla rilettura musicale del Solis String Quartet che cerca e trova un mood sonoro e ritmico accattivante\, fuori dall’ordinario; quindi sfiora il jazz e il blues nelle atmosfere vocali evocate\, naturalmente\, da Sarah Jane Morris\, la cui prepotente cifra personale esclude ogni possibilità di “imitazione” passiva\, privilegiando al contrario un racconto di straordinaria e coinvolgente originalità. \n“The sublime musicianship of the Solis Quartet and their magical arrangements of Lennon & McCartney’s great songs have been a gift to me as a singer. Fashioned with absolute respect\, our collaboration enhances the classical status of the Beatles’ art and provides our public with a sense of treasures rediscovered” – Sarah Jane Morris \n“Le canzoni dei Beatles\, ancora oggi\, brillano di una luce pura assoluta come solo le migliori opere d’arte sanno fare. Con l’attenzione che si riserva ai capolavori e con l’intento di ricreare la giusta suggestione sonora in ognuno dei brani\, le nostre riletture\, rafforzate dalla sensibilità ed eleganza espressiva che da sempre contraddistinguono la voce di SJM\, offrono all’ascoltatore undici ritratti musicali carichi di significato e passione” – Solis String Quartet
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SUMMARY:IL TEMPO ATTORNO
DESCRIPTION:Domenica 17 marzo 2024\, ore 17\nTeatro della Regina \nIL TEMPO ATTORNO\nGiuliano Scarpinato \nLa lotta alla mafia raccontata dal figlio di due magistrati\, evento fuori abbonamento nell’ambito de La Settimana della Legalità. Un’iniziativa  promossa grazie alla collaborazione tra Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e l’Osservatorio sulla criminalità organizzata della provincia di Rimini. \nScopri di più \nIngresso libero* \n\nideazione\, regia e drammaturgia Giuliano Scarpinato\nsupervisione del testo Lucia Calamaro\ncon Roberta Caronia\, Giandomenico Cupaiuolo\, Emanuele Del Castillo\, Alessio Barone\, Gaetano Migliaccio\nscene Diana Ciufo\ncostumi Dora Argento\nsuono e luci Giacomo Agnifili\nassistente alla regia Adele di Bella\nproduzione Teatro Biondo di Palermo \n\nNel cono d’ombra che dagli anni 80 della seconda guerra di mafia si allarga fino al processo Andreotti\, si dipana la vicenda familiare di una coppia di magistrati antimafia\, Michele Vetrano e Paola Randazzo\, un figlio\, Benedetto\, costretto a crescere troppo in fretta\, due agenti della scorta\, De Piccolo e Mansueto\, che li affiancano costantemente. Gli accadimenti si succedono a un ritmo innaturale\, come se qualcuno avesse impresso una velocità doppia alla moviola dei giorni: le stragi Falcone e Borsellino\, l’omicidio del piccolo Di Matteo\, il “processo del secolo” a carico dell’uomo più potente d’Italia\, Giulio Andreotti… Tutto questo entra prepotentemente nella casa di Benedetto\, che vede volar via l’amore dei suoi genitori\, l’innocenza dell’infanzia e ogni certezza\, a partire da quella della vita stessa. \nIl tempo attorno è ispirato al vissuto reale di Giuliano Scarpinato\, dei suoi genitori Roberto Scarpinato e Teresa Principato\, magistrati antimafia\, e degli agenti della scorta che li hanno affiancati per anni.  \n\nLa Settimana della Legalità\, quest’anno prevista dal 17 al 25 marzo 2024\, è una settimana ricca di convegni\, seminari formativi\, incontri con testimoni\, percorsi laboratoriali\, disseminati su tutto il territorio regionale e rivolti a pubblici diversi: ragazzi e ragazze delle scuole\, giovani\, cittadini e cittadine\, studenti e studentesse universitari/e\, associazioni\, professionisti. L’idea di istituire questa Settimana nasce dal Testo Unico regionale che punta a promuovere la legalità\, grazie alla legge regionale 18 del 2016 che istituisce\, all’art. 43\, la “Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile”\, da celebrarsi ogni anno il 21 marzo. L’obiettivo è promuovere l’educazione\, l’informazione e la sensibilizzazione in materia di legalità su tutto il territorio. Assemblea legislativa e giunta regionale\, per la Settimana della legalità\, collaborano ogni anno con Anci e Upi Emilia-Romagna. \nINGRESSO LIBERO\nIl corrispettivo d’ingresso sarà sostenuto dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata della Provincia di Rimini.
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SUMMARY:TUTTORIAL
DESCRIPTION:venerdì 15 marzo 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nTUTTORIAL. Guida contromano alla contemporaneità\nOblivion \nAcquista\n\nuno spettacolo di e con gli Oblivion:\nGraziana Borciani\, Davide Calabrese\, Francesca Folloni\, Lorenzo Scuda\, Fabio Vagnarelli\nscene Lorenza Gioberti\ncostumi Erika Carretta\ndisegno luci Andrea Violato\nregia Giorgio Gallione\nproduzione Agidi \n\nGli Oblivion\, incantati dal richiamo suadente del Metaverso\, si proiettano nello spazio-tempo con questo nuovo spettacolo interamente dedicato alla contemporaneità. Dalle tendenze musicali del momento\, alle serie TV più blasonate fino ad arrivare alla satira di costume\, alla politica e all’attualità: tutto finisce nello spietato frullatore oblivionesco. Una costante riscrittura delle follie e delle stranezze legate alla civiltà digitale dove ritrovare a sorpresa anche grandi miti del passato in un imprevisto ritorno al futuro.\nDopo aver affrontato i capisaldi della cultura italiana e internazionale finalmente un approfondimento sulla parte di programma che non si riesce mai a studiare: l’oggi!\nTuttorial è una vera e propria guida per autostoppisti moderni adatta a tutti: Boomers\, Millenials\, Gen Z\, Gen Alpha\, Neanderthal. È finalmente arrivata la risposta alla transizione digitale: signore e signori\, la transizione musicale!
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SUMMARY:IN CAMMINO
DESCRIPTION:giovedì 14 marzo 2024\, ore 21\nSalone Snaporaz \nIN CAMMINO. Scambio aperto su un processo creativo in corso\nAmbra Senatore – CCN de Nantes\nAccompagnamento musicale di Jonathan Seilman \nAcquista\n\nEvento realizzato nell’ambito di E’Bal – palcoscenici per la danza contemporanea \n\nQuesta serata propone una formula un po’ diversa dalla presentazione di uno spettacolo finito. La coreografa Ambra Senatore -direttrice del Centro Coreografico Nazionale di Nantes- apre al confronto con gli spettatori il suo metodo di lavoro\, il suo spazio di prova. Sarà l’occasione per entrare in un processo creativo in corso e condividere gli interrogativi e le riflessioni che porteranno alla composizione di un nuovo assolo coreografico\, al debutto alla fine del 2024. Il dialogo sarà puntellato di momenti di improvvisazione danzata e di presentazione di parti dello spettacolo già definite e si concentrerà sui temi toccati dalla ricerca di Ambra Senatore per questa creazione: l’osservazione delle persone e dei luoghi che identificano ciascuno/a di noi\, la nozione di casa\, il legame con le proprie origini e la spinta verso il futuro. \n“La condivisione e l’incontro con il pubblico rappresentano per me degli elementi essenziali dello spettacolo dal vivo. Creare significa anzitutto generare delle occasioni di relazione\, tra la sala e il palcoscenico\, tra persone impegnate nello stesso progetto. L’elemento umano attraversa tutte le mie creazioni. Sono alla ricerca di una danza che vada incontro alle persone e che proponga una relazione dal punto di vista umano\, lasciando spazio alla fragilità\, al dubbio\, alla critica\, alla condivisione e allo humour. La presenza semplice\, viva\, diretta dei danzatori sul palco crea improvvisamente un sentimento di complicità con la sala\, una relazione concreta con lo spettatore. Questa relazione umana continua in modo naturale attraverso i momenti dedicati allo scambio di opinioni\, alle residenze creative…questi momenti hanno per me lo stesso peso e la stessa importanza di quelli legati alla produzione e alla messa in scena”  – Ambra Senatore \n 
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SUMMARY:IL CALAMARO GIGANTE
DESCRIPTION:mercoledì 6 marzo 2024\, ORE 21.00\nTeatro della Regina \nIL CALAMARO GIGANTE\nAngela Finocchiaro\, Bruno Stori \nAcquista\n\nAngela Finocchiaro\, Bruno Stori\ndal romanzo omonimo di Fabio Genovesi\nadattamento di Fabio Genovesi\, Angela Finocchiaro e Bruno Stori\nregia Carlo Sciaccaluga\ncon 8 performer\nProduzione Michele Gentile\, Enfi Teatro \n\nLa vita di Angela è assurda e incomprensibile\, come quella di ognuno di noi. Da ragazza tanti sogni e passioni le facevano battere il cuore\, ma i binari rigidi della società e della famiglia l’hanno portata a una situazione che è come un boccone amaro incastrato in gola\, e non va né su né giù.\nOggi più che mai: tornava a Milano per la cena dell’ufficio\, ma il rientro dei vacanzieri dal mare la blocca in coda verso Roncobilaccio. Angela maledice tutta quella gente\, maledice pure il mare da cui tornano. E ha ancora la bocca aperta\, quando un’onda impossibile la porta via\, travolgendo e stravolgendo la sua vita.\nIn un vortice fuori dal mondo e dallo spazio\, dove si ritrova a girare insieme a un tipo strano e antiquato\, Montfort\, che arriva da un’altra nazione e un altro secolo\, e in comune hanno solo di non sapere come sono finiti lì.\nCosì inizia il loro viaggio\, che onda dopo onda li sbatterà a vivere le avventure di donne e uomini che invece hanno avuto il coraggio di abbracciare il mare e la vita come un’unica\, strabiliante meraviglia.\nCome Don Francesco Negri\, parroco quarantenne che nel Seicento parte da Ravenna e raggiunge a piedi il Polo Nord. Come Mary Anning\, povera orfana che gestisce un chiosco di souvenir sulle coste inglesi\, ma diventerà la più grande scopritrice di dinosauri al mondo. Insieme a loro pescatori delle Antille\, solitarie custodi di musei di provincia che resuscitano animali morti da millenni\, ragazzini sognatori vessati dai compagni di classe\, nonne che a cena parlano col marito morto\, ragazze che per non calpestare le formiche smettono di camminare… Vite sconosciute ma fondamentali\, incredibili ma verissime\, legate dall’aver creduto con tutto il cuore all’esistenza di un animale così enorme e lontano dalla normalità che per millenni lo si è considerato una leggenda: Il Calamaro Gigante.\nNei loro panni\, Angela e Montfort vivono le loro battaglie\, si esaltano ai loro trionfi e si disperano alle tragiche rovine\, in un racconto che schizza tra i secoli e i continenti ricorrendo a tutti i linguaggi offerti dalla narrazione: immagini\, scenografie\, musica\, danza…in un abbraccio appassionato che raggiunge i cuori di ogni età\, dai giovani a quelli che giovani lo sono dentro. E se nel mondo esiste il calamaro gigante\, allora non c’è più un sogno che sia irrealizzabile\, una battaglia inaffrontabile\, un amore impossibile.\nPer Angela e Montfort\, e per chiunque salga a bordo di questo spettacolo\, che ci spinge ad andare avanti\, o dovunque ci portino i venti e le correnti e le passioni\, alla sorprendente\, divertente\, commovente scoperta delle meraviglie della Natura e quindi di noi stessi. Perché la storia più incredibile di tutte è proprio la realtà.
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SUMMARY:L'IO E IO NOI. IL PRIMATO DELLA RELAZIONE
DESCRIPTION:FUORI ABBONAMENTO\ngiovedì 29 febbraio 2024\, ore 21.00\nTeatro della Regina\, Cattolica \nL’IO E IO NOI. IL PRIMATO DELLA RELAZIONE\nUmberto Galimberti \nBIGLIETTI ESAURITI\n\ndi Umberto Galimberti\nproduzione Charlotte srl \n\nMolte persone concepiscono l’amore in maniera possessiva.\nMia moglie\, mio marito… togliete questi possessivi. non c’è niente di vostro\, l’altro è un altro. Anche i matrimoni possono essere possibili solo se partono dal concetto che Lei o Lui è un altro. Ciascuno di noi è il riflesso dello sguardo dell’altro. Oggi ci si lamenta dell’egoismo\, del narcisismo\, ma chi ha messo il seme del primato dell’individuo rispetto alla comunità?\nLa condizione elementare e fondamentale per continuare a vivere si chiama amore.\nL’aveva detto bene Freud: la vita funziona se qualcuno ci ama.\nNoi viviamo finchè c’è qualcuno che ci ama: sono convinto che molte persone anziane ‘se ne vanno’ perché nessuno le ama più.\nL’amore è la categoria della vita ma comporta una condizione di gratuità: oggi mancano le condizioni dell’amore perché – in prevalenza dell’interesse come valore – la gratuità viene derisa e vista con sufficienza\, come qualcosa di patetico. L’amore è prevalentemente vissuto oggi come passione\, come fatto transitorio: nel nostro tempo si è sviluppato un concetto terrificante di libertà\, dove libertà non è facoltà di compiere delle scelte ma come ‘revocabilità’ di tutte le scelte (sono incinta\, abortisco\, non amo più quest’uomo quindi divorzio ecc.).\nChe biografie si costruiscono\, che amori si consolidano? Paradossalmente aggiungerei una noticina: oggi non è importante rendere facili i divorzi ma rendere difficilissimi i matrimoni.\nBisogna che la gente capisca che l’amore è un’opera d’arte\, è scoprire il segreto dell’altro\, essendone curioso\, nella sua continua cangianza. \nBiglietto unico 32 € + diritti di prevendita\nPosto numerato
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SUMMARY:SUPPLICI
DESCRIPTION:mercoledì 21 febbraio 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nSUPPLICI\ndi Euripide\nregia di Serena Sinigaglia \nAcquista\n\ndi Euripide\ntraduzione di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi\ndrammaturgia a cura di Gabriele Scotti\nregia di Serena Sinigaglia\ncon Virginia Zini\, Matilde Facheris\, Maria Pilar Pérez Aspa\, Arianna Scommegna\, Giorgia Senesi\, Sandra Zoccolan\, Debora Zuin\ncori a cura di Francesca Della Monica\nscene di Maria Spazzi\ncostumi e attrezzeria di Katarina Vukcevic\nluci di Alessandro Verazzi\nmusiche e sound design di Lorenzo Crippa\nproduzione ATIR – Nidodiragno/CMC – Fondazione Teatro Due\, Parma\ncon il sostegno di NEXT ed. 2021/2022 Progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo\nin collaborazione con Cinema Teatro Agorà\, Cernusco sul Naviglio \n\nNella tragedia Le Supplici\, scritta da Euripide e rappresentata per la prima volta tra il 423 e il 421 a.C.\, un gruppo di donne di Argo\, madri dei guerrieri argivi morti nel fallito assalto a Tebe (quello raccontato da Eschilo nei Sette contro Tebe)\, si riunisce presso l’altare di Demetra ad Eleusi per supplicare gli ateniesi di aiutarle a dare degna sepoltura ai figli\, poichè i tebani negano la restituzione dei cadaveri. Il re ateniese Teseo\, grazie all’intercessione della madre Etra\, decide di aiutarle. Quando un araldo tebano giunge per intimare a Teseo di non intromettersi negli affari di Tebe\, invano Teseo tenta di indurre l’araldo all’osservanza della propria legge che impone di onorare i morti\, ingaggiando con lui un dialogo nel quale il re difende i valori di democrazia\, libertà\, uguaglianza di Atene\, contrapposti alla tirannide di Tebe.\nL’accordo non viene trovato e la guerra tra le due città è inevitabile\, e viene vinta da Atene\, con la conseguente restituzione dei cadaveri. Il re di Argo Adrasto\, che accompagna le madri\, si incarica di celebrare i caduti con un discorso. Il corteo con i corpi dei capi argivi caduti entra così in scena; Adrasto recita l’elogio di ciascuno di essi\, quindi si procede al rito funebre. Per volontà di Teseo il rogo di Capaneo è allestito separatamente dagli altri\, al fine di onorare diversamente l’eroe colpito dal fulgore di Zeus; Evadne\, moglie di Capaneo\, non regge alla commozione e\, per riunirsi al marito\, si getta sul rogo in fiamme. Mentre i figli dei caduti sfilano con le ceneri dei propri cari\, finalmente sepolti\, ex machina compare Atena\, che fa impegnare con un giuramento solenne Teseo e Adrasto a un’eterna alleanza fra Atene e Argo. \nA partire dal testo originale di Euripide\, la drammaturgia curata da Serena Sinigaglia e Gabriele Scotti ha rielaborato la nuova traduzione realizzata appositamente da Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi. Tra gli interventi\, si segnala l’inserimento in forma mimetica di brani di altri autori tra cui Emil Cioran\, Nicolò Machiavelli e Platone\, con un risultato complessivamente compatto e potentemente significante.\nLa regia ha previsto inoltre una riduzione a sole 7 attrici che interpretano nei diversi momenti le madri\, il coro e i vari personaggi. Diverse altre professionalità hanno concorso a comporre la struttura dello spettacolo tra cui Francesca Della Monica per i cori e l’elaborazione dei canti\, Alessio Romano per i movimenti coreografici\, Lorenzo Crippa per il sound design e le musiche originali e Alessandro Verazzi per il disegno luci. \nNOTE DI REGIA\n«Amo i classici da sempre: con essi imparo cos’è il teatro e cos’è l’essere umano. Con i contemporanei imparo a conoscere la realtà presente e l’epoca in cui vivo. Insomma classico e contemporaneo si riguardano\, si specchiano l’un con l’altro\, si nutrono a vicenda. Come tradizione e innovazione.\nDa anni voglio affrontare “Le supplici” di Euripide: adesso è arrivato il momento di farlo.\nIl crollo dei valori dell’umanesimo\, il prevalere della forza\, dell’ambiguità più feroce\, il trionfo del narcisismo e della pochezza emergono da questo testo per ritrovarsi intatti tra le pieghe dei giorni stranianti e strazianti che stiamo vivendo. È incredibile quanto una scrittura che risale al 423 a.C. risuoni chiara e forte alle orecchie di un cittadino del terzo millennio. La democrazia ateniese fa acqua da ogni parte\, contraddice i suoi stessi valori\, è populismo che finge di affermare i sacri valori della libertà. È manipolazione a tratti persino grossolana\, si chiama democrazia ma assomiglia troppo ad un’oligarchia. Sembra lo strumento migliore per scansare le responsabilità e restare ad ogni costo sempre e comunque impuniti. È la legge del più forte\, anche se apparentemente garantisce spazio e parola a tutti. Le supplici sono le sette madri degli eroi uccisi presso le porte di Tebe. Giungono ad Atene per implorare Teseo: recuperi i cadaveri dei vinti\, dei figli uccisi\, a costo di fare guerra a Tebe che non li vuole restituire.\nTebe sotto la tirannide di Creonte\, Atene sotto la democrazia di Teseo. Ancora una volta una stranezza: può essere la democrazia in mano ad una persona sola? Non è una contraddizione in termini?\nIl discorso tanto caro a Euripide\, che parla di pacifismo e amore tra i popoli\, di dolore e di pietà di queste madri che hanno perso i figli\, di un intero paese che ha perso i propri eroi\, si intreccia con un sottile ragionamento politico\, capace di rendere questa tragedia un unicum per l’antichità.\nSette madri\, sette attrici: Francesca Ciocchetti\, Matilde Facheris\, Maria Pilar Pérez Aspa\, Arianna Scommegna\, Giorgia Senesi\, Sandra Zoccolan\, Deborah Zuin.\nQueste attrici straordinarie\, a cui mi lega un lungo sodalizio artistico\, interpreteranno dunque il coro delle supplici e saranno anche\, di volta in volta\, i diversi personaggi della tragedia: Teseo\, l’araldo tebano\, Etra\, Adrasto\, il messaggero\, il coro dei bimbi\, Atena.\nUn rito funebre che si trasforma in un rito di memoria attiva\, un andare a scandagliare le ragioni politiche che hanno portato alla morte i figli e più in generale alla distruzione dei valori dell’umanesimo. Che siano le donne a compiere questo viaggio di ricostruzione e conoscenza mi è parso necessario e naturale».\nSerena Sinigaglia
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DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER BAMBINI E FAMIGLIE\ndomenica 18 febbraio 2024\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nSEGGIOLINE\nTeatro Telaio \netà consigliata: dai 3 anni\ndurata: 45 minuti circa \nLo spettacolo fa parte del progetto SCIROPPO DI TEATRO \nAcquista\n\nda un’idea di Michele Beltrami\ndi e con Michele Beltrami e Paola Cannizzaro\nregia Michele Beltrami\nconsulenza drammaturgica Silvano Antonelli\nassistente alla regia Karima Ranghetti \n\nLui è molto ordinato. Costruisce sedie per stare seduti\, fermi\, composti. Per stare come si deve stare. Per fare quello che si deve fare.\nMa all’improvviso arriva Lei\, che sembra volare di qua e di là\, col suo sacchetto pieno di strane cose: oggetti e colori diversi come diverse sono le cose di cui è fatto il mondo. E queste cose servono a completare. A trasfigurare. A fare crescere e diventare grandi.\nUn viaggio surreale tra due emozioni…anzi tante quante ne possono nascere dall’incontro di due persone che sembrano distanti tra loro ma forse\, anche se non lo sanno\, hanno bisogno l’una dell’altra.\nÈ così che\, con un po’ di fantasia in mezzo a tutto quell’ordine e un po’ di ordine in mezzo a tanta fantasia\, i due personaggi inizieranno a trasformare le sedie che hanno intorno e a trasformarsi\, a scoprire che l’altro non è così lontano da noi. Che qualcosa che “Lui” o “Lei” hanno è un pezzo di ciò che a noi manca. Di ciò di cui sentiamo nostalgia.\nPerché il mondo è pieno di cose\, di sorprese\, di incontri inaspettati. È un giardino. A volte vorremmo che tutto rimanesse uguale e invece dobbiamo cambiare\, a volte vorremmo che tutto\ncambiasse e invece ci viene chiesta l’attesa e la pazienza. Sempre\, dove c’è un io e un tu\, qualcosa di bello e inatteso fiorisce. O nasce.\nÈ lì\, proprio lì\, che può cominciare il gioco e la festa. Che può nascere ciò che da soli non avremmo potuto immaginare. Che possono nascere nuovi sguardi e nuovi pensieri.\nE i bambini del pubblico? E gli spettatori? Beh…anche loro sono seduti: fermi\, zitti e composti. A guardare lo spettacolo. Ma potranno volare con la fantasia. Quella capace di immaginare il mondo non solo per quello che è ma per quello che potrebbe essere. \n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito\nRidotto Sciroppo di Teatro 3 €\n*biglietto acquistabile solo presso la biglietteria del teatro presentando il coupon di Sciroppo di Teatro \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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SUMMARY:ILIADE. IL GIOCO DEGLI DEI
DESCRIPTION:giovedì 15 febbraio 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nILIADE. IL GIOCO DEGLI DEI \nAlessio Boni\, Iaia Forti \nAcquista\n\ntesto di Francesco Niccolini liberamente ispirato dall’Iliade di Omero\ndrammaturgia di Roberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Francesco Niccolini e Marcello Prayer\ncon Alessio Boni\, Iaia Forte\ne con (in o.a) Haroun Fall\, Jun Ichikawa\, Francesco Meoni\, Elena Nico\, Marcello Prayer\, Elena Vanni\nscene Massimo Troncanetti\ncostumi Francesco Esposito\ndisegno luci Davide Scognamiglio\nmusiche Francesco Forni\ncreature e oggetti di scena Alberto Favretto\, Marta Montevecchi\, Raquel Silva\nregia Roberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Marcello Prayer \nproduzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo\nin coproduzione con Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo – Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \n\nIliade canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla\, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani: la civiltà dovrà attendere l’età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e tutto il peso della libertà da quegli dèi che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla.\nIn quel mondo arcaico dominato dalla forza\, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura\, dal desiderio di ricchezza\, dall’ossessione del nemico\, dai giochi di potere e da tutte le forze distruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra.\nCi sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che\, come accade con la grande poesia\, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore. \nA dieci anni dalla nascita\, dopo I Duellanti e Don Chisciotte\, il Quadrivio\, formato da Roberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Francesco Niccolini e Marcello Prayer\, riscrive e mette in scena l’Iliade per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di tutte le guerre. \nRoberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Marcello Prayer
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SUMMARY:BEATRICE VENEZI - CONCERTO DI CARNEVALE
DESCRIPTION:FUORI ABBONAMENTO\ndomenica 11 febbraio 2024\, ore 18.30\nTeatro della Regina\, Cattolica \nCONCERTO DI CARNEVALE\nBeatrice Venezi\nOrchestra Sinfonica G. Rossini \nAcquista\n\nBeatrice Venezi\, direttore\nDavide Alogna\, violino\nOrchestra Sinfonica G. Rossini\nMusiche di L. Farrenc\, G. Rossini\, N. Paganini \n\nPROGRAMMA \nNiccolò Paganini Introduzione e variazioni (Sonata a preghiera) sul tema «Dal tuo stellato soglio» dal Mosè in Egitto di Rossini\nGioachino Rossini Un mot à Paganini. Élégie\nNiccolò Paganini Il carnevale di Venezia in la maggiore\, op. 10\nLouise Farrenc Sinfonia numero 1 op. 32 in do minore \n\nA guidare nel Concerto di Carnevale l’Orchestra Sinfonica G.Rossini – orchestra che quest’anno festeggia il trentennale di attività – sarà la bacchetta di Beatrice Venezi\, che si gode una carriera internazionale dopo un prestigioso percorso di studi da pianista e da direttore d’orchestra: diplomata con il massimo dei voti e lode al Conservatorio di Milano\, nonostante la giovane età è stata già insignita di premi\, tra cui lo storico “Scala d’Oro”\, ricevuto nel 2017\, il Premio Leonia per l’Audacia\, ricevuto nel 2019\, e il Pegaso d’Oro della Regione Toscana\, ricevuto nel 2021. Tra le poche donne al mondo ad essere invitata sul podio dei cinque continenti\, dal Giappone alla Bielorussia\, dal Portogallo al Libano\, dal Canada all’Argentina\, dagli Stati Uniti all’Armenia\, Beatrice Venezi è molto attiva nella diffusione della cultura musicale nelle giovani generazioni. \nDa sempre attenta anche alla valorizzazione del repertorio meno conosciuto al grande pubblico\, Venezi ha fortemente voluto inserire nel Concerto di Carnevale la Prima Sinfonia di Louise Farrenc (1842). Farrenc fu una compositrice dell’Ottocento che dovette studiare privatamente a Parigi\, poiché all’epoca le donne non potevano essere ammesse al Conservatorio\, ma che anni dopo ne divenne docente (in quegli anni caso unico nell’istituto): grazie al  sostegno del marito\, J. H. Aristide\, che diede alle stampe le opere della moglie\, Farrenc conobbe timidi riconoscimenti in vita\, ma soprattutto sfuggì al definitivo oblio della Storia\, così oggi possiamo ascoltare le stupende melodie della Prima Sinfonia\, che fanno da ponte tra il Classicismo di Beethoven e il Romanticismo di Schumann. \nMa il concerto prevede anche uno strumento solista: il violino di Davide Alogna\, che\, dopo un “Premier Prix à l’Unanimité” al Conservatoire Supérieur di Parigi\, ha cominciato una carriera internazionale pluridecennale che oggi inserisce il suo nome tra i violinisti più acclamati della sua generazione. Il programma in cui si cimenterà Alogna unisce legami con la festa del Carnevale e con il dna dell’orchestra G.Rossini: le pagine virtuosistiche proposte sono infatti a firma di due autori di cui si narrano scorribande romane in occasione del carnevale del 1821\, gli amici Gioachino Rossini e Niccolò Paganini. Del genovese Paganini saranno proposte due raccolte di variazioni per violino\, quella sul tema rossiniano dal “Mosè” e quella che porta il titolo di “Carnevale di Venezia” mentre del cigno pesarese verrà proposto il brano “Un mot à Paganini”\, ulteriore segno dell’amicizia che legava i due compositori. \nBEATRICE VENEZI\nHa studiato al liceo artistico di Lucca. Si è diplomata in pianoforte nel 2010 sotto la guida di Norberto Capelli all’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci di Siena\, frequentando alcune masterclass d’interpretazione pianistica con Andrea Lucchesini\, Pietro De Maria e Vincenzo Balzani\, e in direzione d’orchestra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano con Vittorio Parisi nel 2015\, dopo aver studiato anche con Piero Bellugi.\nHa ottenuto il primo successo pubblico al Lucca Summer Festival del 2018 in occasione del 160º anniversario della nascita di Puccini. È stata assistente direttrice dell’Armenian State Youth Symphony Orchestra\, direttrice principale ospite dall’Orchestra della Toscana e direttrice principale dell’Orchestra da Camera Milano Classica.\nNel novembre 2014 si è esibita per la prima volta con la Nuova Orchestra Scarlatti Young di Napoli (sezione junior da 11 a 18 anni\, young da 18 a 28 anni e amatoriale). Sono seguiti numerosi altri concerti fino a che nel 2016 è stata nominata Direttore Principale.\nNel 2017 è stata segnalata dal Corriere della Sera fra le 50 donne più creative dell’anno. L’anno successivo è stata selezionata dalla rivista Forbes Italia fra i 100 leader del futuro under 30. Nel marzo 2021 è ospite al Festival di Sanremo\, dove affianca il presentatore Amedeus nella conduzione della quarta serata; l’anno successivo viene nominata dalla Regione Siciliana direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte.\nIl 17 novembre 2022 è stata nominata consigliera per la musica dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Nell’ambito di tale incarico\, Beatrice Venezi collaborerà con gli uffici di diretta collaborazione del Ministro\, con il Segretariato generale e la Direzione generale Spettacolo \nORCHESTRA SINFONICA G.ROSSINI\nL’OSR è riconosciuta dal Ministero della Cultura\, dalla Regione Marche\, dal Comune di Pesaro e dal Comune di Fano. È ideatrice\, organizzatrice ed interprete di Sinfonica 3.0\, stagione concertistica di ambito nazionale. Buona parte della produzione si svolge nei teatri storici delle Marche a partire dal Teatro Rossini di Pesaro e dal Teatro della Fortuna di Fano. Nel periodo estivo organizza il Symphony Pop Festival a Fano\, I Concerti Xanitalia a Pesaro e Il Belcanto ritrovato in diversi luoghi della Regione Marche. L’OSR porge molta attenzione alla formazione; organizza progetti come La Scuola va a Teatro\, Festival Giovani per la Musica e il concorso Giovani in Crescendo\, per cui ha ottenuto il riconoscimento di eccellenza culturale dal Ministero dell’Istruzione\, dell’Università e della Ricerca (Miur).\nDi pregio artistico la presenza per oltre 20 edizioni al Rossini Opera Festival\, il ruolo di orchestra principale per il Teatro della Fortuna\, l’appartenenza alla Rete Lirica delle Marche e la presenza costante nella stagione lirica del Teatro della Muse di Ancona.\nDal 2022 è stata riconosciuta Istituzione Concertistica Orchestrale dal MIC (Ministero della Cultura).\nPresidente e Sovrintendente è il M° Saul Salucci. \nBiglietto intero 15 € – ridotto 12 € + diritti di prevendita\nPosto numerato
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SUMMARY:IL SILENZIO DI DIO
DESCRIPTION:giovedì 1 febbraio 2024\, ore 21\nSalone Snaporaz \nIL SILENZIO DI DIO\nSilvio Castiglioni \nAcquista\n\nIl silenzio di dio Silvio D’Arzo / Fëdor Dostoevskij \nprogetto e interpretazione Silvio Castiglioni\ndrammaturgia Andrea Nanni\nregia Giovanni Guerrieri\nsound design Gianmaria Gamberini\ndisegno luci Luca Brolli\noggetti di scena Georgia Galanti\nproduzione Celesterosa/I Sacchi di Sabbia\ncol sostegno di Comune di Cattolica\, Regione Emilia Romagna\, Armunia \n\nUno stesso silenzio – il silenzio di Dio –risuona in Casa d’altri\, tratto dal magnifico racconto di Silvio D’Arzo; e in Domani ti farò bruciare\, ispirato a I fratelli Karamazov\, il capolavoro di Fëdor Dostoevskij. Un silenzio che separa vita e morte\, umano e divino\, e accompagna due figure tragiche\, entrambe prive di un posto sulla terra: alla sommessa domanda di una vecchia che vorrebbe lasciare la vita\, fa eco la furente requisitoria di un demone che vorrebbe incarnarsi. Non c’è risposta al vuoto di senso che il demone e la vecchia non riescono a colmare. Nuovo allestimento di uno spettacolo storico della compagnia. \nparte prima – Casa d’altri – radiodramma teatrale dal racconto di Silvio D’Arzo – 42’ \nCasa d’altri è un giallo dell’anima. Un’indagine esistenziale scandita da una domanda che ammutolisce chi è chiamato a rispondere. Una suspense che il silenzio non scioglie. Una responsabilità che nessuno è disposto ad assumersi. Una verità da ascoltare voltati da un’altra parte. Ma è anche “un racconto perfetto”\, come lo definì Eugenio Montale sul “Corriere della Sera” dopo la morte di D’Arzo\, scomparso a trentadue anni senza aver visto pubblicato il suo capolavoro. Le maschere vocali dietro cui si cela l’autore – la vecchia con la sua terribile domanda\, e il prete con il suo silenzio – affiorano tra gli echi di un paesaggio purgatoriale. Un “adagio” crudele\, insidiato dal silenzio. \nparte seconda – Domani ti farò bruciare – invettiva da I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij – 25’ \nDomani ti farò bruciare è un “presto con fuoco” che elabora le parole tratte dal Grande Inquisitore dei Fratelli Karamazov\, il testamento spirituale di Fëdor Dostoevskij. Un’invettiva violenta e malinconica in bilico tra la farsa e il sublime. Un dialogo negato tra un demone di mezza tacca e un Cristo consegnato al silenzio. Un interrogatorio che si rivela una confessione\, in cui l’aguzzino e la vittima finiscono per fondersi in un’unica figura. Nella requisitoria incalzante del demone risuona la stessa supplica che accomuna le creature incompiute e disprezzate: che qualcuno le salvi da se stesse. \n  \n 
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SUMMARY:L'ANATRA ALL'ARANCIA
DESCRIPTION:mercoledì 31 gennaio 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nL’ANATRA ALL’ARANCIA\nEmilio Solfrizzi\, Carlotta Natoli \nAcquista\n\ndi W. D. Home e M. G. Sauvajon \nEmilio Solfrizzi\, Carlotta Natoli\ncon Ruben Rigillo\, Beatrice Schiaffino e con Antonella Piccolo\nregia Claudio Greg Gregori\nscene Fabiana Di Marco\ncostumi Alessandra Benaduce\ndisegno luci Massimo Gresia\nproduzione Compagnia Moliere\nin coproduzione con Teatro stabile di Verona \n\nL’Anatra all’Arancia è un classico feuilleton dove i personaggi si muovono algidi ed eleganti su una scacchiera irta di trabocchetti. Ogni mossa dei protagonisti\, però\, ne rivela le emozioni\, le mette a nudo a poco a poco e il cinismo lascia il passo ai timori\, all’acredine\, alla rivalità\, alla gelosia; in una parola all’Amore\, poiché è di questo che si parla. L’Anatra all’Arancia è una commedia che ti afferra immediatamente e ti trascina nel suo vortice di battute sagaci\, solo apparentemente casuali\, perché tutto è architettato come una partita a scacchi. La trasformazione dei personaggi avviene morbida\, grazie a una regia che la modella con cromatismi e movimenti talvolta sinuosi\, talvolta repentini\, ma sempre nel rispetto di un racconto sofisticato in cui le meschinità dell’animo umano ci servano a sorridere\, ma anche a suggerirci il modo di sbarazzarsene.
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SUMMARY:LULÙ
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 28 gennaio 2024\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nLULÙ\nClaudio Milani \netà consigliata: dai 3 anni\ndurata: 45 minuti circa \nLo spettacolo fa parte del progetto SCIROPPO DI TEATRO \nAcquista\n\ndi e con Claudio Milani\nscenografie Elisabetta Viganò e Armando Milani\nmusiche Debora Chiantella\, Emanuele Lo Porto e Andrea Bernasconi\nluci Fulvio Melli\nconsulenza per i testi Francesca Rogari\nconsulenza elettronica Frankestein Garage \n\nIn questa storia ci sono tre fratelli nati in un mattino d’estate\, dopo una notte piena di lucciole. Il destino li separerà\, conducendoli per tre strade diverse. Ma darà loro tre doni – intelligenza\, istinto\, cuore – sufficienti per cavarsela\, diventare grandi e finalmente ritrovarsi\, affrontando perfino uno Stregone che può farsi grande come una\nmontagna. Quando la notte sarà più buia\, arriveranno le lucciole ad indicare loro la strada. \nE Lulù?\nLulù è lo spirito del bosco. È tutto azzurro e blu\, come il cielo\, il mare e l’acqua della sorgente. Ha gli occhi rotondi\, la pancia rotonda e il cuore grande. A Lulù piace: volare sopra al bosco\, scavare gallerie\, mangiare. Ma la cosa che sa fare meglio è far nascere le lucciole. Dalla sua pancia. Tutti sanno che esiste\, ma pochissimi lo hanno visto. Per vederlo bisogna essere molto fortunati.\nE voi\, siete fortunati? \nL’incanto e la meraviglia suscitati dalle straordinarie vicende dei tre piccoli protagonisti accompagnano gli spettatori\, in un crescendo di curiosità e stupore\, fino all’epilogo della storia\, nel quale tutto si ricompone e l’attesa viene ampiamente ripagata da un arrivo sorprendente. Un racconto sull’irrinunciabile valore dell’intelligenza\, dell’istinto e della generosità\, che ci incoraggia ad avere fiducia nelle nostre qualità. \n\n\nBIGLIETTI \n\nAdulti 7 €\nBambini (dai 3 ai 14 anni) 5 €\nfino ai 3 anni gratuito\nRidotto Sciroppo di Teatro 3 €\n*biglietto acquistabile solo presso la biglietteria del teatro presentando il coupon di Sciroppo di Teatro \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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SUMMARY:ANDAVO AI 100 ALL'ORA
DESCRIPTION:FUORI ABBONAMENTO\nvenerdì 19 gennaio 2024\nTeatro della Regina \nANDAVO AI 100 ALL’ORA\nPaolo Cevoli \nAcquista\n\ndi e con Paolo Cevoli \n\nAndavo ai 100 all’ora” cantava Gianni Morandi nel suo primo singolo. Era il 1962. E in quegli anni andare ai 100 all’ora sembrava una gran velocità… oggi se si va in autostrada a quella andatura ti suonano dietro\, anche i camion trasporto suini. Come sono cambiate le cose in questi ultimi anni!\nPaolo Cevoli\, classe 1958\, nonno con 2 nipotini all’attivo\, immagina di raccontare ai figli dei suoi figli com’era la vita quando lui era una bambino. Cose che oggi sembrano assurde: non c’era internet\, i telefoni avevano la rotella\, la TV era in bianco e nero; non c’erano il politicamente corretto\, la raccolta differenziata (anche perché quasi non si produceva immondizia…) e gli apericena.\nUn racconto personale che attraversa tutta la vita di Paolo fino ai giorni nostri non per dire che “una volta era meglio…” anzi! \nMa per comprendere le nostre radici e ridere di noi stessi.
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SUMMARY:AL CAFFÈ DEL TEATRO
DESCRIPTION:giovedì 18 gennaio 2024\, ore 21\nSalone Snaporaz \nPROGETTO TEATRO E SALUTE MENTALE \nAL CAFFÈ DEL TEATRO\ncompagnia Il Dirigibile \nAcquista\n\ncompagnia Il Dirigibile\ngruppo musicale Ululanti\ntesti e regia Michele Zizzari \naiuto regia e supporto alla messa in scena Laura Sciancalepore\, Micaela Mazzoli\ndirezione musicale Andrea Alessi\, Vince Vallicelli\, Laura Zoli  \n\nSpettacolo di musica e teatro realizzato dalla Compagnia Il Dirigibile e dal Gruppo Musicale Ululanti formati da utenti del Centro Diurno Ulisse della Sede di Forlì dell’AUSL della Romagna.\nL’azione si svolge nel bar di un teatro di provincia frequentato da artisti\, musicisti\, attori e fedeli abbonati in attesa dello spettacolo\, accolti da un giovane barman\, che ne conosce pregi e difetti. Tutti tipi curiosi\, che – passando dal bar – ne approfittano per consumare un drink\, prendere un caffè\, ripassare la parte o provare un brano musicale\, in una sorta di surreale e improvvisato recital\, dove si alternano – quasi come in una passerella – artisti\, attori e strani personaggi. \nGrazie al Protocollo di Intesa “Teatro e Salute Mentale”\, sottoscritto dagli Assessorati regionali alla Cultura\, alle Politiche Giovanili\, alle Politiche per la Legalità e alle Politiche per la Salute\, si è costruito un terreno comune per la valorizzazione del Teatro\, elemento di benessere psichico e\, soprattutto\, di crescita individuale e collettiva. Si tratta di una vera e propria stagione teatrale che intende promuovere le compagnie operanti nei diversi Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Emilia-Romagna.
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SUMMARY:I GRECI\, GENTE SERIA! COME I DANZATORI
DESCRIPTION:martedì 9 gennaio 2024\, ore 21\nSalone Snaporaz \nI GRECI\, GENTE SERIA! COME I DANZATORI\nQuotidianacom \nPremio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2022 \nAcquista\n\nIdeazione\, drammaturgia e messa in opera Roberto Scappin e Paola Vannoni\ncoproduzione quotidianacom\, Tuttoteatro.com\, Kronoteatro\ncon il sostegno di Regione Emilia Romagna \n\nDanza come prova di resistenza?\nO forse pensiero prova di resistenza.\nQuando si viene sorpresi a non far nulla e ci si giustifica dicendo “stavo pensando…”\, non si viene forse derisi\, in qualche modo silenziosamente sbeffeggiati?\nPensiero e danza hanno un ulteriore elemento in comune: il rigore.\nIl rigore conduce a degli esiti\, e le risultanze rappresentano il compimento\, l’approdo\, la fine.\nSenza la quale manchiamo di senso.\nLo sapevano i greci\, definendosi “mortali”. \nStavo danzando.\nStavo pensando.\nUna prova di resistenza. \nChe succede se un danzatore e un filosofo si incontrano?\nCosa succede se a “incarnare” il filosofo e il danzatore è una sola figura?\nChi dei due si confonderà?\nSono complementari?\nL’obbedienza filosofica del corpo.\nLa disobbedienza ballerina della mente.\nIl danzatore riempie il corpo del filosofo.\nIl filosofo riempie la mente del danzatore.\nPotrebbe essere il filosofo a muoversi\, il danzatore a pensare. \nLa mente del filosofo si svuota.\nLa mente del danzatore si anima.\nLa mente del filosofo danza.\nIl corpo del danzatore pensa.\nOra sono entrambi interessati a una nuova attività.
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SUMMARY:LO SCHIACCIANOCI
DESCRIPTION:venerdì 29 dicembre 2023\, ore 21\nTeatro della Regina \nLO SCHIACCIANOCI\nBalletto di Milano \nAcquista\n\nballetto in due atti su musiche di P. I. Čajkovskij\nliberamente ispirato al racconto di E. T. AHoffmann\ncoreografie Federico Veratti\nscenografia Marco Pesta\nproduzione Balletto di Milano\npresidente e direttore artistico Carlo Pesta \n\nL’ambientazione anni ’20 con gli arredi vivaci e gli elegantissimi costumi conduce immediatamente nel clima della fiaba natalizia per eccellenza. In questo Schiaccianoci c’è tutto quanto il pubblico si aspetta: dall’albero di Natale alla nevicata\, dall’allestimento e i costumi importanti alle scarpette da punta… con un pizzico di svecchiamento. Creato da due giovani è infatti un balletto brillante e ricco di verve realizzato con gli occhi e il gusto di oggi. \nIl frizzante primo atto scorre tra le danze dei genitori\, quelle di bambini vivacissimi e le inaspettate gag tra il dispettoso Fritz e Drosselmeyer. Il secondo atto\, dopo il divertissement con le sue belle danze e l’esplosione di gioa e colori del Valzer dei fiori\, culmina in uno spettacolare grand pas deux ricco di virtuosismi mozzafiato in cui si mettono in luce le eccezionali caratteristiche tecniche e artistiche dei protagonisti.
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SUMMARY:È COSÌ CHE TUTTO COMINICIA
DESCRIPTION:martedì 19 dicembre 2023\, ore 21\nSalone Snaporaz \nÈ COSÌ CHE TUTTO COMINICIA\nMariangela Granelli e Fabrizio Montecchi \nAcquista\n\nUn progetto di e con Mariangela Granelli e Fabrizio Montecchi\nda Le regole del saper vivere nella società moderna di Jean-Luc Lagarce\ncon Mariangela Granelli e Fabrizio Montecchi\nregia e scene Fabrizio Montecchi\nfigure e sagome Nicoletta Garioni\nmusiche Marcel Dupré\, César Franck\, Franz Liszt\, Max Roger\nluci Anna Adorno / Cesare Lavezzoli\nrealizzazione scene Giovanni Mutti\nproduzione Teatro Gioco Vita e Lac Lugano Arte e Cultura \n\nÈ così che tutto comincia è un nuovo progetto produttivo a partire dal testo di Jean-Luc Lagarce Le regole del saper vivere nella società moderna che va a consolidare la collaborazione tra LAC Lugano Arte e Cultura e Teatro Gioco Vita sancita da un Protocollo d’intesa per il triennio 2022-2024. Collaborazione avviata nel 2022 con l’opera lirica Traviata realizzata da LAC e Orchestra della Svizzera Italiana\, con la regia di Carmelo Rifici e gli interventi d’ombre di Teatro Gioco Vita curati da Fabrizio Montecchi e Nicoletta Garioni.\nAl centro dello spettacolo l’attrice Mariangela Granelli\, Premio ANCT 2020 come miglior attrice\, che ha già al suo attivo diverse collaborazioni sia con LAC sia con Teatro Gioco Vita. \nNascere\, non è complicato. Morire\, è molto facile. Vivere\, tra questi due avvenimenti\, non è necessariamente impossibile. Non c’è che da seguire le regole e applicarne i principi. È sufficiente sapere che in tutte le circostanze\, esiste una soluzione\, un modo di reagire e di comportarsi\, poiché la vita non è che una lunga sequenza d’infimi problemi dei quali ciascuno deve conoscere una risposta.\nCosì lo stesso Lagarce presenta Le regole del saper vivere nella società moderna\, un cinico e allo stesso tempo esilarante manuale di comportamento che\, nel 2012\, è stato l’oggetto di un primo studio drammaturgico compiuto da Mariangela Granelli e Fabrizio Montecchi. Ora\, quello studio rivisto e adattato per spazi teatrali\, diventa uno spettacolo che sarà proposto a partire da ottobre 2023. \nAlcune note\nFin dalla prima lettura il testo di Lagarce ci ha suggerito due idee sulle quali abbiamo costruito tutto il lavoro successivo. La prima era sull’impostazione da dare alla messa in scena … abbiamo subito visto la scena come un’aula\, il pubblico come studenti di un corso serale di Regole del saper vivere nella società moderna\, Madame come una professoressa arcigna e inflessibile\, assistita da un bidello – servo di scena tuttofare. Non si è a teatro ma in classe: non si è lì per assistere ma per studiare e\, possibilmente\, imparare codici\, convenzioni\, etichette\, rituali…\nLa seconda era sull’interpretazione da dare al testo stesso … abbiamo subito deciso di far emergere con evidenza ciò che nel testo di Lagarce è presente ma in forma latente: le Regole sono a tutela di una società\, di una casta\, mai dell’individuo\, che si trova spesso vittima di questo sistema di rigide norme e prescrizioni. Per fare questo abbiamo attribuito\, senza aggiungere nulla al testo originale\, un vissuto a Madame e lo abbiamo fatto interagire con il ferreo manuale di cui lei è la severa interprete.\nIl collasso tra riti collettivi e vissuti individuali è diventato subito evidente.\nDietro queste due prime\, immediate intuizioni\, erano però nascoste anche tutte le insidie di un testo complesso\, ridondante e\, a momenti\, labirintico; dal linguaggio solo apparentemente manualistico ma in realtà molto raffinato. Un testo che\, con le sue forzate ripetizioni\, i continui cambi di tempi verbali e le ellissi di senso\, risultava a tratti difficile da interpretare e ostico da seguire.\nIl nostro sforzo è stato allora quello di alleggerire il testo operando tagli mirati e di scandirne con estrema chiarezza i passaggi\, introducendo didascalie video proiettate in forma di slides.\nAbbiamo inoltre cercato di dare corpo scenico a quelle figure che nel testo ritornano in maniera ossessiva: il nascituro\, il padre\, la madre\, il padrino\, la madrina\, etc. e toglierle così al potere esclusivo\, e a volte astratto\, della parola. Questo secondo “bisogno drammaturgico” lo abbiamo risolto sulla scena sia attraverso il teatro d’ombre sia attraverso il coinvolgimento diretto di parte del pubblico. Da una parte “l’altrove” temporale e spaziale\, nonostante il riferimento alla contemporaneità sia evidente\, delle ombre e delle sagome\, che danno universalità alle figure indicate nel testo; dall’altra invece\, il “qui e ora” dei corpi e dei volti imprestati dal pubblico\, che di quelle stesse figure diventano l’incarnazione concreta.\nIl gioco scenico si articola dunque su differenti piani che continuamente s’intrecciano e integrano creando variazioni che\, ci auguriamo\, facilitino la comprensione ed esaltino il portato comico e grottesco del testo. – Fabrizio Montecchi
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SUMMARY:THE OPERA LOCOS
DESCRIPTION:sabato 16 dicembre 2023\, ore 21\nTeatro della Regina \nTHE OPERA LOCOS\nYLLANA \nAcquista\n\nidea originale: YLLANA & Rami Eldar\ndirezione artistica: YLLANA\nproduzione: Klemark\ndirezione musicale: Manuel Coves & Marc Álvarez\ncostumi: Tatiana de Sarabia\nmusica originale: Orquesta Carlos III\nsoprano: María Rey-Joly / Irene Palazón\nmezzo soprano: Mayca Teba / María Maciá\ntenore: Antonio Comas / Jesús Álvarez\nbaritono: Enrique Sánchez-Ramos / Jorge Tello\ncontratenore: Jesús García Gallera / Alberto Frías\nsuono: Santiago Muñoz\nluci: Enrique Toro \nTour internazionale: Spagna\, Francia\, Messico\, Portogallo\, UK\, USA\, Brasile\, Corea\, Turchia\, Repubblica Ceca\, Belgio\, Lussemburgo\, Norvegia\, Malta. \n\nSpettacolo Vincitore del Premio Max 2019 come miglior spettacolo Musicale \nCinque tra i più famosi cantanti lirici del mondo sono convocati per un evento unico che ripercorre i più grandi classici dell’opera. Le premesse sono quelle per una serata gloriosa… o così sarebbe dovuto essere. L’evento inizia alla grande ma ben presto sembra chiaro che il palcoscenico è troppo piccolo per accogliere degli ego così ingombranti. Il caotico risvolto dello spettacolo originerà momenti di incredibile comicità per il pubblico che sarà testimone di un inesorabile scontro di cinque vanesie “prime donne” in una sfida fino all’ultima Aria. Sarà una serata da ricordare!\nLa trama segue cinque personaggi pazzi che si esprimono attraverso frammenti di Arie di opere famose\, mescolate tra di loro o con temi di varietà\, riorganizzati o parodiati.\nSi parte da uno studente con il suo professore di canto\, intenti a studiare con poco successo l’Aria di Figaro da Il barbiere di Siviglia. Passando poi per un’ammiratrice che riesce a conquistare un cantante di Opera ubriaco e depresso perché incapace di cantare adeguatamente Nessun Dorma della Turandot…Per finire con una seduttrice che proclama l’amore libero di Carmen prima di provare a sedurre un uomo del popolo grazie all’Aria di Sansone e Dalila «Mon cœur s’ouvre à ta voix» e I will always love you de Whitney Houston.\nLo spettacolo ha un’estetica molto curata\, molto humor e una grande storia d’amore raccontata attraverso le più grandi “hit” dell’Opera di tutti i tempi\, sacrificate sull’altare del burlesque!\nLo spettacolo si incentra sulle relazioni e le passioni occulte di questa compagnia formata da 5 cantanti\, che durante lo spettacolo cantano rigorosamente dal vivo temi emblematici come Nessun Dorma di Giacomo Puccini\, Regina della Notte da Il Flauto Magico di Mozart\, che si fondono in maniera sorprendente con elementi Rock e Pop\, per creare una nuova esperienza musico-teatrale. \nYLLANA è una compagnia di teatro fisico nata nel 1991. Attraverso gestualità\, suoni e comicità genuina\, YLLANA crea i suoi lavori sulle più comuni situazioni di tutti i giorni\, combinando grande energia con l’umorismo e il rischio. La compagnia sfrutta un irrivirente senso dell’umorismo\, ironico e interattivo\, cercando di suscitare nel pubblico le risate più spontanee. YLLANA trova nei suoni onomatopeici e nella gestualità la sua naturale forma di espressione\, creando un mondo surreale e delirante dove tutto può succedere.\nDal suo primo incontro con il palco YLLANA ha prodotto 29 show\, che hanno girato per più di 44 paesi e sono stati visti da più di 3.000.000 di spettatori\, partecipando anche ad alcuni dei festival di teatro più prestigiosi\, come il Fringe Festival di Edimburgo o il Festival Internazionale di Teatro di Grenoble.
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SUMMARY:LA BOTTEGA DEI GIOCATTOLI
DESCRIPTION:TUTTI A TEATRO – DOMENICALI PER FAMIGLIE\ndomenica 10 dicembre 2023\, ore 16.30\nTeatro della Regina \nLA BOTTEGA DEI GIOCATTOLI\nTeatro Crest \netà consigliata: dai 3 anni\ndurata: 45 minuti \nAcquista\n\ntesto e regia Sandra Novellino e Delia De Marco\ncon Delia De Marco\, Giuseppe Marzio\, Sara Pagliaro\nvoci registrate Anna Ferruzzo e Giovanni Guarino\nscene costumi e disegno luci Maria Pascale\nmusiche originali Mirko Lodedo\ntecnico di scena Vito Marra/Walter Mirabile \n\nQuante volte\, da bambini\, ci siamo immaginati che di notte i nostri giocattoli prendessero vita? In questa fiaba del Teatro Crest viene presentata una piccola bottega in cui i giocattoli che la abitano sono dotati di voce e anima e vivono secondo regole umane\, tra amicizie\, invidie e amore. C’è la bambola più bella e la bambola invidiosa\, un orsacchiotto che si innamora e un soldatino geloso\, una mamma cattiva e una buona fata\, giostre e macchinine che non si stancano di girare. Come in ogni fiaba\, i giocattoli dovranno affrontare un grande cattivo senza volto\, un padrone interessato solo a guadagnare dalla vendita dei balocchi e a cui non interessa la felicità dei bambini. Un mondo parallelo che aiuta i bambini a fare esperienza di emozioni\, imparando a non perdere “la bussola”\, passando dalla gioia alla delusione\, dalla malinconia all’allegria\, dall’amore al risentimento. Lo spettacolo prende corpo anche dalle musiche originali di Mirko Lodedo\, vero tappeto sonoro di azioni\, danza e racconto che danno vita ai giocattoli. O sono i giocattoli a dar vita agli attori? Lo scoprirete solo visitando la bottega. \n\nBIGLIETTI \n\n\n5 € bambini (dai 3 ai 14 anni)\n7 € adulti\nfino ai 3 anni gratuito \nPrevendita c/o la biglietteria del teatro\nmartedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30\nsabato dalle 10.00 alle 13.00\nIl giorno dello spettacolo dalle 14.30 \nLa prevendita online su Vivaticket ha le stesse disponibilità della biglietteria in teatro.
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