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DESCRIPTION:mercoledì 8 aprile 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nFESTE\n \nFamilie Flöz \n ACQUISTA \n\nun opera di: Andres Angulo\, Björn Leese\, Johannes Stubenvoll\, Thomas van Ouwerkerk\, Michael Vogel\ncon: Andres Angulo\, Johannes Stubenvoll\, Thomas van Ouwerkerk\nregia: Michael Vogel\nco-regia: Bjoern Leese\nmaschere: Hajo Schüler\nset: Felix Nolze\, Rotes Pferd\ncostumi: Mascha Schubert\nsound design: Dirk Schröder\nmusica: Maraike Brüning\, Benjamin Reber\npiano: Maraike Brüning\ncello: Benjamin Reber\, Majella Münz\, Marie-Louise Wundling\ncanzone “Hold on“: Marlena Käthe\nluci: Reinhard Hubert\ndirettore di produzione: Gianni Bettucci\nassistenti di produzione: Dorén Grafendorf\, Carolin Hartwich\nuna produzione Familie Flöz\nin coproduzione con Theaterhaus Stuttgart\, Theater Duisburg\, Theater Lessing Wolfenbüttel.\nSostenuto dal Fondo Culturale della Capitale \n\nIn una maestosa villa sul mare\, tutto è pronto per la celebrazione di un matrimonio e della conseguente festa. Dietro la villa\, si nasconde un cortile\, sporco e caotico\, dove il personale lavora senza sosta per cucinare\, preparare\, sorvegliare\, pulire\, riordinare. Dal custode al cuoco\, dalla donna delle pulizie al direttore\, tutti fanno del loro meglio per rendere la festa nella casa padronale un’esperienza indimenticabile. All’ombra della villa\, la servitù cerca di assicurarsi il proprio posto nel rigido ordine gerarchico. Condannati a passare una vita in secondo piano\, lottano per la dignità e per il rispetto dei forti e dei ricchi. Quando una donna fa la sua apparizione nel cortile\, questo ordine viene lentamente ma inesorabilmente scardinato. Incinta e con uno zaino pesante cerca rifugio nel cortile. In cambio di protezione e dello stretto necessario\, offre discretamente il suo aiuto. Come per magia\, la sconosciuta tesse una fitta rete di relazioni e la vita dei residenti e del personale inizia a cambiare in modo impercettibile. La rigidità lascia il posto alla flessibilità\, i desideri irrealizzabili vengono esauditi e gli attacchi di panico vengono placati dalla forza della nuova vita. Mentre il matrimonio viene celebrato nella villa con glamour\, feste e danze\, la celebrazione della vita avviene nel cortile\, con tutti i suoi abissi e le sue contraddizioni. \nFeste è una favola senza parole per adulti\, in una poetica miscela di tragedia e slapstick. Una storia sulla ricerca della felicità individuale\, ma dietro la quale si nasconde ben altro.
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SUMMARY:CAPITOL'HO
DESCRIPTION:venerdì 27 marzo 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nCAPITOL’HO\n \nAle&Franz \n SI INFORMA IL GENTILE PUBBLICO CHE I BIGLIETTI SONO TERMINATI ED È STATA APERTA UNA LISTA D’ATTESA\, ALLA QUALE CI SI PUÒ REGISTRARE CONTATTANDO LA BIGLIETTERIA NEGLI ORARI DI APERTURA \n\nscritto da Francesco Villa\, Alessandro Besentini\, Alberto Ferrari e Antonio De Santis\nregia di Alberto Ferrari\ncon Ale&Franz\nuna produzione Dada\ne Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito\nin collaborazione con Argot Produzioni  \n\nAle&Franz\, il duo comico italiano per eccellenza\, torna a teatro con un nuovo originale spettacolo che ne ripercorre la trentennale carriera\, affiancando ai loro personaggi più iconici e surreali nuovi ospiti disposti ad entrare nel loro strambo universo con l’ironia che da sempre li contraddistingue.  \nIl duo comico rilancia e raddoppia con un lavoro che confonde le carte e segna l’inizio di una nuova era.  \nUn ennesimo Capitol’ho della nostra storia. Unica costante? Sarà il pubblico a scoprirlo…
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SUMMARY:ANFITRIONE
DESCRIPTION:giovedì 12 marzo 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nANFITRIONE\n \nEmilio Solfrizzi \n ACQUISTA \n\ndi Plauto\nEmilio Solfrizzi \ncon Giovanni Moschella\, Ivano Falco\, Beatrice Schiaffino\, Federico Gatti\, Beatrice Coppolino\, Vincenzo D’Amato\nregia Emilio Solfrizzi\nscene Fabiana Di Marco\nluci Mirko Otieri\ncostumi Alessandra Benaduce\nproduzione Compagnia Moliere \n\nAnfitrione è una delle commedie più celebri di Plauto. \nLa trama ruota attorno a un soldato di nome Anfitrione e al suo servo Sosia\, che tornano a casa dopo una lunga campagna militare. Tuttavia Giove\, affascinato dalla bella moglie di Anfitrione\, Alcmena\, decide di assumerne l’aspetto per conquistarla. Nel frattempo il vero Anfitrione ignaro\, si scontra con Sosia e si sviluppano una serie di equivoci\, situazioni buffe e colpi di scena. Inganni che creano una girandola di situazioni esilaranti in cui i personaggi si confondono sulla vera identità di chi hanno di fronte offrendo al pubblico uno spettacolo spassoso e leggero. Un’opera incredibilmente divertente ma anche una fonte preziosa e importante per il suo valore storico linguistico che può essere usata come lente attraverso cui analizzare e commentare la contemporaneità.\nInsomma\, un Plauto modernissimo: quante volte pensiamo di aver di fronte qualcuno ed invece abbiamo di fronte qualcun altro sbagliando le nostre valutazioni? O viceversa: quanto spesso non siamo all’altezza dei ruoli che gli altri ci danno?\nQuesto ormai  accade tanto nella vita vera\, quella di tutti i giorni\, quanto (se non soprattutto) in quella digitale\, quella dei social.
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SUMMARY:ROMEO E GIULIETTA
DESCRIPTION:sabato 7 marzo 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nROMEO E GIULIETTA\nBalletto di Milano \n ACQUISTA \n\nballetto in due atti su musica di P. I. Čajkovskij\nliberamente ispirato alla tragedia di William Shakespeare\ncoreografia Federico Veratti\nregia Agnese Omodei Salè\nscenografie di Marco Pesta\nproduzione Balletto di Milano\npresidente e direttore artistico Carlo Pesta \n\nRomeo e Giulietta rappresentano universalmente l’amore più puro in contrasto con la società e il mondo. Un amore con la A maiuscola\, che sceglie di vivere nel tempo\, oltre ogni barriera e oltre la morte. La trasposizione in balletto della celebre tragedia shakespeariana per il Balletto di Milano celebra l’amore che riesce a sopravvivere al di là della morte. Il destino fa di tutto per separarli e l’epilogo è tragicamente noto\, ma l’amore trionfa. I due giovani corrono mano nella mano in un bagliore di luce\, nel brillìo dell’oro e l’argento\, colori che rappresentano le due casate rivali. \nPrimo atto\nI Capifamiglia delle Casate dei Capuleti e dei Montecchi\, nobili veronesi opposti da un’accesa rivalità a causa di un antico odio\, si fronteggiano quando arrivano Romeo Montecchi e gli amici Mercuzio e Benvolio. Arriva in piazza anche Tebaldo\, rampollo della famiglia Capuleti e cugino di Giulietta e scoppia l’ennesima lite. In casa Capuleti si sta allestendo il ballo in maschera del giorno seguente. Giulietta è con la sua balia quando viene raggiunta dalle amiche e dalla madre Lady Capuleti per i preparativi. Romeo\, in compagnia di Mercuzio e Benvolio\, si introduce furtivamente alla festa mascherata dei Capuleti e al ballo incontra Giulietta. I due giovani si innamorano al primo sguardo\, scoprendo però le loro identità. A Giulietta viene presentato il Conte Paride cui\, a sua insaputa\, è stata promessa in sposa dal padre. Dopola festa Romeo torna sotto casa Capuleti per incontrare Giulietta e i due giovani\, nonostante la rivalità tra le loro famiglie\, si promettono amore eterno decidendo di sposarsi al più presto. \nSecondo atto\nNella piazza scoppia una rissa tra Tebaldo e i giovani di casa Montecchi mentre Romeo\, con la complicità della Balia di Giulietta\, riceve un messaggio dell’amata affinché la raggiunga per sposarla. I due giovani\, all’insaputa delle loro famiglie e convincendo Frate Lorenzo\, si uniscono in matrimonio
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SUMMARY:FRANCISCUS. Il folle che parlava agli uccelli
DESCRIPTION:martedì 3 marzo 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nFRANCISCUS\nIl folle che parlava agli uccelli \nSimone Cristicchi \n SI INFORMA IL GENTILE PUBBLICO CHE I BIGLIETTI SONO TERMINATI ED È STATA APERTA UNA LISTA D’ATTESA\, ALLA QUALE CI SI PUÒ REGISTRARE CONTATTANDO LA BIGLIETTERIA NEGLI ORARI DI APERTURA \n\ndi e con Simone Cristicchi\nscritto con Simona Orlando\ncanzoni inedite di Simone Cristicchi e Amara\nmusiche e sonorizzazioni Tony Canto\nscenografia Giacomo Andrico\nluci Cesare Agoni\ncostumi Rossella Zucchi\naiuto regia Ariele Vincenti\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Accademia Perduta Romagna Teatri\nin collaborazione con Corvino Produzioni \n\nFranciscus\, il rivoluzionario.\nFranciscus\, l’estremista.\nFranciscus\, l’innamorato della vita.\nFranciscus\, che visse per un sogno.\nFranciscus\, il folle che parlava agli uccelli.\nFranciscus\, che vedeva la sacralità e la bellezza in ogni volto di persona ma anche di animale\, e non solo in essi ma anche nel sole\, nella morte\, nella terra su cui camminava insieme agli altri. \nIn cosa risiede l’attualità\, del suo messaggio? \nCosa può dirci la filosofia del “ricchissimo” di Assisi\, nella confusione della modernità affamata di senso\, nelle promesse tradite del progresso? \nDopo il grande successo di Happy Next\, Simone Cristicchi continua a stupire il pubblico teatrale con un nuovo progetto in solo che realizza con il Centro Teatrale Bresciano\, dedicato questa volta a San Francesco. \nTra riflessioni\, domande e canzoni inedite – che portano la firma dello stesso Cristicchi e della cantautrice Amara – l’artista romano indaga e racconta il “Santo di tutti”\, che è stato innanzitutto un uomo in crisi\, consumato dai dubbi\, un laico che imparava facendo\, si perfezionava incontrando\, e il cui esempio riuscì ad attrarre una comunità\, ma non senza destare sospetti di alcuni del popolo. Uno in particolare\, Cencio\, stracciaiolo girovago\, inventore di una lingua solo sua\, osservatore critico del viaggio di Francesco\, interpretato dallo stesso Cristicchi.  \nAl centro di questo spettacolo\, il labile confine tra follia e santità\, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco. Ma anche la povertà\, la ricerca della perfetta letizia\, la spiritualità universale\, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato. Temi che nel frastuono della società in cui viviamo diventano ancora più urgenti e vividi. \nUno spettacolo ad alta intensità emotiva\, che fa risuonare potenti in noi le domande più profonde e ci spinge a ricercarne una possibile risposta.
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DESCRIPTION:giovedì 26 febbraio 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nPLAY DEAD \nPeople Watching Collective \n ACQUISTA \n\ndirezione artistica e interpreti Brin Schoellkopf\, Natasha Patterson\, Jarrod Takle\, Jérémi Lévesque\, Ruben Ingwersen\, Sabine Van Rensburg\ndisegno luci Emile Lafortune\nscene Emily Tucker\nmacchinista Alastair Davies\ncostumi Camille TB\, Catherine Veri\, Jonathan\, Saucier\, Paul Rose\nmusica e sonoro Colin Gagne\, Francisco Cruz\, Olivier Landry-Gagnon\, Stefan Bouchard\nassistenza drammaturgica Peter James\, Isabelle Chasse\, Gypsy Snider\ndistribuito da Aurora Nuova\nfondato da Conseils des Arts et des Lettres du Quebec\, Canada Council for the Arts\, Conseil des Arts de Montréal\nsupporto Les 7 Doigts de la Main White Wall Studio\, Patro Villeray\, Phantom Theater \n\nPeople Watching è un collettivo di sei artisti multidisciplinari con base a Montréal che vantano esperienze in compagnie rinomate come Cirque du Soleil e The 7 Fingers; si sono uniti nella primavera turbolenta del 2020 per esplorare nuove forme di intimità scenica da condividere con il pubblico durante un periodo di isolamento. Questo approccio ha portato ad unire la ricerca acrobatica con elementi di teatro fisico e coreografie raffinate. La meraviglia del circo contemporaneo si è combinata con una struttura di profondità e contesto\, utilizzando performance\, film e fotografia per esprimersi e collaborare a livello internazionale. \nAmbientato in un universo fatto di abitudini domestiche e storie intrecciate\, il nuovo spettacolo Play Dead\, osserva gli aspetti belli\, contorti e talvolta ridicoli dell’esperienza umana. Attraverso un ibrido dinamico di acrobazia\, movimento e teatro fisico\, l’opera propone una cronaca surrealista del familiare. Ma lontano dall’adagiarsi in un fatalismo annoiato\, questo spettacolo si meraviglia dell’assurdità del quotidiano e celebra la vita\, proprio come si balla disperatamente sull’ultima canzone prima che la festa finisca.
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DESCRIPTION:domenica 1 febbraio 2026\, ore 18\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nART \ndi Yasmina Reza\ndiretto e interpretato da Michele Riondino \n SI INFORMA IL GENTILE PUBBLICO CHE I BIGLIETTI SONO TERMINATI ED È STATA APERTA UNA LISTA D’ATTESA\, ALLA QUALE CI SI PUÒ REGISTRARE CONTATTANDO LA BIGLIETTERIA NEGLI ORARI DI APERTURA\n\ndi Yasmine Reza\ntraduzione di Federica Di Lella e Lorenza Di Lella\ndiretto e interpretato da Michele Riondino\ne con Daniele Parisi e Michele Sinisi\ndisegno luci Cristian Zucaro\nscene Vito G. Zito\ncostumi Silvia Segoloni\naiuto regia Maria Federica Bianchi \nuna produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro \n\nMichele Riondino dirige e interpreta Art\, fortunatissima commedia\, tradotta in oltre trenta lingue\, scritta alla fine degli anni ottanta dalla pluripremiata drammaturga francese Yasmina Reza\, autrice anche della commedia “Il dio del massacro” da cui Roman Polanski trasse il film “Carnage”. In scena con Daniele Parisi e Michele Sinisi\, prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro e Argot Produzioni\, Riondino riflette sul significato dell’arte contemporanea ma anche sul senso dell’amicizia con uno spettacolo divertente e amaro.  \n«Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc. «È una tela di circa un metro e sessanta per un metro e venti\, dipinta di bianco. Il fondo è bianco\, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali\, bianche». Subito dopo Marc verrà a sapere dallo stesso Serge che il quadro bianco a righe bianche è stato pagato duecentomila euro: cosa che Marc giudica grottesca\, poiché secondo lui è «una merda». Un terzo amico\, Yvan – che ha già abbastanza guai con i preparativi del suo matrimonio – non prende posizione\, venendo accusato dagli altri due di pusillanimità e doppiezza. Così\, la serata che i tre decidono di trascorrere insieme si trasforma in un regolamento di conti\, in un gioco al massacro: il quadro bianco a righe bianche diventa il rivelatore da cui affiorano a poco a poco nevrosi\, risentimenti e rivalità\, mentre le parole si fanno sempre più velenose\, sempre più acuminate\, fino a ridurre in macerie la fragile impalcatura di un rapporto fondato sull’egoismo\, la vanità e l’ipocrisia.  \nYasmina Reza\, di cui conosciamo la penna affilata e lo sguardo chirurgico\, tocca in questa commedia nera vette di comica crudeltà\, si diverte e ci fa divertire – perché ridiamo molto\, anche se sempre più a denti stretti\, a mano a mano che da sotto la maschera buffa del théâtre de boulevard vediamo spuntare la malinconia. \nTradotta in quaranta lingue e interpretata da attori quali Jean-Louis Trintignant\, Fabrice Luchini\, Albert Finney\, Tom Courtenay\, «Art» è la commedia francese contemporanea più recitata al mondo.
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SUMMARY:DONALD. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man
DESCRIPTION:martedì 20 gennaio 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nDONALD. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man \nStefano Massini\n\n \n ACQUISTA \n\ndi e con Stefano Massini\naiuto regia Serena Fornari\nscene Paolo Di Benedetto \ndisegno luci Manuel Frenda \nmusiche Enrico Fink\neseguite da Valerio Mazzoni\, Sergio Aloisio Rizzo\, Jacopo Rugiadi\, Gabriele Stoppa\nimmagini Walter Sardonini\ncostumi Elena Bianchini\nproduzione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale \n  \n\nUn uomo? O un dio? O un semidio? Nel 2015 Donald J. Trump annuncia la sua entrata nell’agone politico obbligando la stampa ad alzare gli occhi al cielo\, per contemplarlo mentre scende su una scala mobile sulle note di un inno travolgente: l’apoteosi di un extra-umano chiamato a salvare moltitudini di terrestri plaudenti. Dopo i successi nei teatri di tutto il mondo con “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project”\, Stefano Massini torna a occuparsi di un’epica americana stavolta concentrandosi sull’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese\, fino appunto alla sua prima elezione alla Casa Bianca. Ecco allora prendere forma sul palco la genesi incredibile di un leader che si è proiettato\nladdove nessun altro\, riscrivendosi addosso le regole dell’economia\, della finanza\, della politica e perfino della civiltà. A soli quarant’anni già\nvegliava sull’umano consesso\, dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan da dove pianificava il suo regno di monarca\nassoluto\, simbolo e incarnazione del potere. In un succedersi incalzante di colpi di scena\, di incontri decisivi e di vertiginose montagne russe fra trionfi e bancarotte\, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale\, in icona\, in brand\, in testimonial del suo stesso successo e sponsor della propria scalata\, sempre spingendosi oltre il limite e oltre il lecito\, in\nuna sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Si scopre allora che Donald è in fondo la personificazione del nostro tempo\, di cui esprime perfettamente il caos fra realtà e reality\, fra fake e fiction\, fra persona e personaggio. Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante\, che conferma il teatro nella sua missione antichissima di occhio critico sulla\ncontemporaneità\, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria.
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SUMMARY:ALADIN – IL MUSICAL DI STEFANO D’ORAZIO
DESCRIPTION:sabato 17 gennaio 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nALADIN – IL MUSICAL DI STEFANO D’ORAZIO \nMusiche dei Pooh\nCon la partecipazione straordinaria di MAX LAUDADIO nel ruolo del GENIO \n ACQUISTA \nSPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO\nPrevendita dal 16 ottobre 2025 alle ore 15\,30. Ai soli abbonati alla stagione 2025-2026 verrà offerta la possibilità di acquistare i biglietti al momento della sottoscrizione dell’abbonamento.  \nClicca qui per conoscere i prezzi dei biglietti \n\nALADIN: Eugenio Grandi\nJASMINE: Eleonora Facchini\nGENIO: Max Laudadio\nJAFAR: Alessandro Gaglio\nJAGO: Alessandro Casaletto\nABU: Federico Della Sala\nSHADIA: Sofia Radicioni\nSULTANO: Lorenzo Pozzaglia\nANDALU’: Michele Rossano\nLUNATICA: Serena Riccardi\nENSEMBLE: Alessandro Russo\, Eleonora Guzzi\, Davide Incandela\, Beatrice Risiglione\, Matteo Ammoscato\, Lucrezia Ricciardi\, Andrea Torre\, Beatrice Gazzola \nCon la partecipazione straordinaria di MAX LAUDADIO nel ruolo del GENIO \nCREATIONS\nCompagnia dell’ORA\nproduzione: LU.DA Produzioni S.r.l.\ntesti: Stefano D’Orazio\nmusiche dei Pooh: Roby Facchinetti\, Dodi Battaglia\, Red Canzian\narrangiamenti musicali: Giovanni Maria Lori\nregia e direzione artistica: Luca Cattaneo \ncoreografie: Ilenia De Rosa\ndirezione musicale: Enrico Galimberti\ndirezione tecnica e scene: Fabrizio Cattaneo\nattrezzeria: Fabrizio Cattaneo\, Giuseppe Foresti\, Sabrina Zanetti\ncostumi: Laura David\ndisegno fonico: Marco Fedrigolli\ndisegno luci: Mattia Paitoni e Mattia Osello\neffetti speciali ed illusioni: Antonio Casanova\ntrucco e parrucco: Beatrice Penagini\, Benedicta Bosco\nfotografie: Giulia Marangoni\nvideo: Patrick Montani\ngrafica: Clara Malimpensa\nufficio stampa: Stefania Scarpetta\, Elena Simoncini \nDURATA SPETTACOLO\nPrimo atto: 75’\nIntervallo: 15’\nSecondo atto: 60’ \n\nTra i palazzi e i vicoli dell’antica Bagdad sono destinate ad intrecciarsi le vite di due persone molto diverse tra loro. Da una parte l’unica erede al trono\, la giovane e ribelle principessa Jasmine\, costretta a maritarsi senza amore per dare continuità al Sultanato; dall’altra il giovane Aladin\, astuto ladruncolo dal cuore d’oro e “dall’anima pura”\, perennemente braccato dalla legge.\nIl loro primo incontro è un vero colpo di fulmine. Un idillio però subito spezzato dal malvagio Gran Visir\, pronto ad intromettersi ed ingannare entrambi per la sua sete di potere.\nSarà il casuale incontro tra Aladin e il Genio della Lampada ad offrire al ragazzo la forza di reagire per tentare di cambiare il suo destino e quello della sua amata.\nStoria di amore e di amicizia\, di ribellione e di giustizia\, in una cornice fiabesca arricchita da un pizzico di magia\, dove i sogni più profondi possono diventare realtà. \n  \nNOTE DI REGIA \nIl profumo e i colori delle notti d’oriente appartengono saldamente all’immaginario collettivo\, e questo mi impone una regia che scandisca fedelmente ogni singolo sapore\, non facendo mai mancare allo spettatore la percezione di far parte della storia\, in quel luogo e in quel tempo. Tutti gli elementi scenografici\, apparentemente semplici e dalle note geometrie e trame\, si intrecciano tra loro scandendo uno spazio mutevole\, dal palazzo del Sultano all’esterno della città\, dalle intime stanze della Principessa Jasmine alle strette vie di una città che si affaccia sul deserto\, fino a catapultare lo spettatore all’interno della Caverna delle Meraviglie.\nHo deciso di inebriare lo spettacolo di grande magia\, per questo ringrazio il prezioso contributo di Antonio Casanova per i suoi preziosi effetti speciali ed illusioni\, che conferiscono così al Genio grandi poteri\, ma anche grandi responsabilità. Un Genio volante\, un tappeto volante\, un light design avanzato immergono in questo décor un validissimo cast di alta caratura artistica\, fortemente ricercato dal sottoscritto.\nCerto\, la firma di Stefano D’Orazio all’opera teatrale e dei Pooh nelle musiche aiuta terribilmente la mia regia. Per questo ho scelto di mantenere vivi alcuni colori e connotazioni di quello che fu lo spettacolo di dodici anni fa\, non rinunciando però a raccontare il mio Aladin.\nSe anche solo un bambino uscirà da teatro chiedendo di tornarci\, allora Aladin avrà colto nel segno: è sognando che insegniamo a sognare.(Luca Cattaneo) \n  \nNOTE DI COREOGRAFIA \nUn mix di elementi che si fondono tra loro. Varietà di stili\, energia\, tecnica\, narrazione…ecco cosa c’è dietro ogni coreografia. Come se fosse un dialogo\, una sequenza di passi e movimenti scenici raccontano più di quanto venga narrato attraverso le parole.\nMeravigliose Odalische\, Principi a castello e Guardie sempre pronte ad intervenire regaleranno attimi magici a grandi e piccini\, ricordando momenti iconici di una delle favole che più ci è cuore fin da bambini.\n(Ilenia De Rosa) \n  \nBIOGRAFIA MAX LAUDADIO (GENIO) \nNato a Pistoia\, classe 1971\, Max ha un sogno: fare il maggiordomo. Per questo si iscrive all’alberghiero.  \nPoi\, come tanti prima di lui\, inizia a fare l’animatore nei villaggi turistici e capisce di avere un futuro nello spettacolo. Se non altro “la tv era l’unico posto dove prendevano veramente tutti”\, ricorda con notevole autostima. E arriva a Striscia la notizia per la sua grande dote di ex fidanzato di una nota attrice italiana. Il nome? Cercatelo voi sul web. Tra Laudadio e Striscia è amore. Una relazione stabile e duratura (mica come quella con l’attrice)\, senza gelosie. E infatti parallelamente va avanti come autore e conduttore sia televisivo che radiofonico. Ama la natura\, odia le ingiustizie\, grazie a Dio. Anzi\, Laudadio. \nScopri di più: www.compagniadellora.it
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DESCRIPTION:venerdì 9 gennaio 2026\, ore 21\nTeatro della Regina \nDREAMERS\n \nFondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\n \n ACQUISTA \n\nPROGRAMMA\nPRELUDIO (cor. Diego Tortelli)\nAN ECHO A WAVE (cor. Philippe Kratz)\nRECONCILIATIO (cor. Angélin Preljocaj)\nALPHA GRACE (cor. Philippe Kratz) \n\nPRELUDIO\nDurata: 16’ –Creazione per 5 danzatori \ncoreografia Diego Tortelli\nmusica Nick Cave\nluci Carlo Cerri\nassistente alla coreografia Casia Vengoechea\nproduzione Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto \nPreluidio è una creazione per 5 interpreti costruita attorno ad alcuni dei più intensi poemi e brani del cantautore australiano Nick Cave\, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. In questi suoi poemi Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore\, il “credo”\, la dipendenza\, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia\, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”.\nTramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro\, a un concerto\, a un museo\, per comprendere\, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi\, per analizzare noi stessi. In uno dei suoi poemi che compare come secondo brano nel mio lavoro ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: MAH SANCTUM (il mio credo).\nIn cosa credo? Credo nel “corpo”\, credo nella sua fragilità e forza\, nel suo limite e nella sua espansione\, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione\, credo nella sua contemporaneità\, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni\, compulsioni\, dipendenze\, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne\, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono\npartecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena.\nPreluidio è la mia preghiera profana\, la mia lettera d’amore al corpo\, il mio credo di oggi. \n\nAN ECHO\, A WAVE\nDurata: 10’ – Creazione per 2 danzatori \ncoreografia di Phillippe Kratz\nsound designer Tommaso Michelini \nProbabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita\, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri\, quanto piccoli e limitati\, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia\, di sogni e promesse\, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza\, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. Sul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti\, ispirate da scoperte\, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze\, tragedie insopportabili e straordinari incontri. Quelle onde hanno attraversato la storia\, sono sempre state occasioni di partenze\, incontri e\nabbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano da sempre. Guardando il fluire del movimento di un danzatore\, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi\, emozioni contrastanti\, vicinanza e distanza. È partendo da queste suggestioni che Philippe Kratz ha costruito un duetto per il CCN / Aterballetto\, che considera la sua prima casa. Vi ha lavorato per anni\, come danzatore e coreografo\, prima di intraprendere da coreografo una carriera internazionale\, che lo ha portato proprio quest’anno al debutto scaligero. Sua è una delle creazioni più preziose del repertorio di Aterballetto\, il duetto “O”. Ma sono ormai molte le coreografie da lui firmate\, in Italia e all’estero. \n\nRECONCILIATIO\nDurata: 10’ – Creazione per 2 danzatori \ncoreografia Angelin Preljocaj\nmusica Ludwig Van Beethoven\, sonata al chiaro di luna\ncostumi Igor Chapurin\nluci Cecile Giovansili\nassistente alla coreografia Claudia De Smet\nriallestimento dalla creazione del 2010 Suivront mille ans de calme\nproduzione Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna \nLa danza\, arte dell’indicibile per eccellenza\, è in grado di svolgere la delicata funzione di svelare le nostre paure\, le angosce e le speranze\, evocandole. Il duetto prescelto per raccontare il tema della riconciliazione è tratto da Suivront mille ans de calme (Seguiranno mille anni di calma)\, un lavoro caratterizzato da una vena poetica e impressionista\, ispirato ad una lettura assidua ma non letterale dell’Apocalisse. Per il coreografo\, nello spettacolo originale\, e tantomeno nel duetto femminile che è stato adattato per “Memorare 2024”\, non vanno ricercati quindi riferimenti puntuali al testo di San Giovanni. Si tratta invece di rivelare\, svelare e mettere in evidenza (come indica l’etimologia della parola apocalisse: sollevare il velo) elementi presenti nel nostro mondo\, ma sottratti ai nostri sguardi. E nella delicata relazione tra le protagoniste del duetto emergono – visibili e invisibili – i temi ai quali facciamo riferimento. \n\nALPHA GRACE \nDurata: 23’ – Creazione per 6 danzatori \ncoreografia Philippe Kratz\nmusica Barrio Sur\, Fela Kuti\nconsulente drammaturgico Tyrone Isaac-Stuart\nluci Carlo Cerri\nproduzione Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto\ncon il sostegno di Centro per la Scena Contemporanea \nAlpha Grace guarda a una delle nostre virtù forse più importanti: l’empatia\, intesa come percezione di noi stessi su un piano comune con chi ci sta accanto. Uno stato che ci permette di comprendere davvero l’altro\, di non vederlo come diverso\, di imparare a provare le sue stesse emozioni e così conoscerne il valore. La parola „alpha“\, simbolo dell’arcaico\, si abbina alla parola „grace“\, la gentilezza dal valore quasi sacrale. La creazione lascia scorrere davanti ai nostri occhi momenti di solitudine\, in cui gli interpreti comunicano individualmente. Poi\, progressivamente\, più persone si aggiungono al quadro fino ad arrivare a un’azione di gruppo in cui le varie voci nella loro dispersione seguono un ritmo che finalmente li accomuna.
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SUMMARY:CONCERTO DEGLI AUGURI - Filarmonica Arturo Toscanini
DESCRIPTION:sabato 20 dicembre 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nCONCERTO DEGLI AUGURI\n \nFilarmonica Arturo Toscanini\nAram Khacheh direttore\nSara Intagliata soprano \n\nIngresso gratuito con biglietto da ritirare a partire dall’11 novembre presso la biglietteria del Teatro della Regina* \n\nDalla magia di Lo Schiaccianoci di Čajkovskij alle più amate melodie natalizie — Oh Holy Night\, Silent Night\, Happy Xmas (War Is Over) — un concerto che intreccia la tradizione classica e il calore delle feste\, con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal maestro Aram Khacheh e la voce di Sara Intagliata. \nProgramma \n1) PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ\, Lo Schiaccianoci op. 71a\, Suite dal balletto\n2) INTERLUDIO STRUMENTALE\, O Tannenbaum\, Jingle bells\n3) INTERLUDIO STRUMENTALE\, O Little Town of Bethlehem\, Silent Night\n4) ADOLPHE ADAM\, Oh Holy Night\n5) INTERLUDIO STRUMENTALE-MEDLEY NATALIZIO\, God Rest Ye Merry Gentlemen\, Away in a Manger\, Deck the Halls\n6) TRADIZIONALE\, The first Noel\n7) INTERLUDIO STRUMENTALE\, Joy to the World\, Chanukah\n8) JOHN LENNON\, Happy Xmas (War Is Over) [arrangiamento di Rosita Piritore] \n*La biglietteria del Teatro della Regina è aperta in piazza della Repubblica 28/29 il martedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13.
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SUMMARY:GRAZIE PER LA DOMANDA
DESCRIPTION:giovedì 11dicembre 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nGRAZIE PER LA DOMANDA\n \nPierluca Mariti\n\n \n ACQUISTA \n\ndi e con Pierluca Mariti\nproduzione Savà \n\nPierluca Mariti\, conosciuto online anche come @piuttosto_che\, torna a teatro con un monologo comico dopo il tour del suo primo spettacolo Ho fatto il Classico\, che tra il 2022 e il 2023 ha raggiunto le cinquanta repliche con innumerevoli sold out tra Italia ed Europa. \nPierluca è finalmente andato in terapia\, ed è mai possibile che certe riflessioni le tenga solo per le quattro mura dello studio dello psicologo? Ma quando mai. Grazie per la domanda è un viaggio attraverso vicende personali ed esperienze collettive\, viste ovviamente attraverso la lente dell’ironia\, alla ricerca della conoscenza di sé e di una certa leggerezza nell’affrontare piccole e grandi nevrosi quotidiane.\nTra stress da vita adulta e ricordi di infanzia\, dinamiche famigliari senza tempo e nuove sfide per un artista in ascesa\, tentativi di cambiare e consapevolezze di doversi accettare per come si è\, Pierluca prova a mettere ordine ai pensieri e a raccontare ciò che normalmente non porta sugli schermi dei social. Se Ho fatto il Classico era un percorso nella letteratura alla ricerca di una chiave di attualità dopo due anni di pandemia e nuova normalità\, Grazie per la domanda è invece un racconto personale\, una lunga seduta di analisi senza l’analista\, una\nconfessione a cuore aperto e senza sconti: finalmente Pierluca fa il suo ritorno sul palco\, atteso da tempo. Almeno da lui medesimo. \nPierluca Mariti\, comico classe 1989\, ha un passato da giurista pentito e manager in una multinazionale. Alla soglia dei trent’anni\, poco prima della pandemia\, ha deciso di rispolverare la sua mai sopita passione\, l’intrattenimento\, prima con la stand up comedy\, poi sul proprio profilo Instagram @piuttosto_che. Nel 2021 ha portato il monologo È da femmina! al TedX di Ferrara e\, da agosto dello stesso anno\, il suo spettacolo comico Ho fatto il Classico in un lungo tour sempre sold out che ha toccato anche le maggiori città europee. A settembre\n2023 è uscito il suo primo romanzo\, Niente di che\, edito da Rizzoli.
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SUMMARY:BROKEBACK MOUNTAIN a play with music
DESCRIPTION:giovedì 27 novembre 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nBROKEBACK MOUNTAIN\na play with music \ncon Edoardo Purgatori e Filippo Contri\ne con Malika Ayane\ne una live band \n ACQUISTA \n\n\ncon Edoardo Purgatori e Filippo Contri\ne con Malika Ayane\ne una live band (Marco Bosco\, Paolo Ballardini\, Massimiliano Serafini)\ne con Mimosa Campironi e Matteo Milani\ndi Ashley Robinson\nmusiche Dan Gillespie Sells\ndal racconto di Annie Proulx\nregia Giancarlo Nicoletti\nproduzione Teatro Carcano\, Altra Scena\, Accademia Perduta Romagna Teatri – GF Entertainment  \nCon il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\nBROKEBACK MOUNTAIN was first produced at @sohoplace\, London\, on 10 May 2023.\nIn accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di CPK Artists\, LLC e The Agency (London) Ltd \n\n\n\nWyoming\, 1963: un’America rurale di estrema povertà fatta di piccoli villaggi e popolata da sparute comunità retrograde. Quando i diciannovenni Ennis e Jack accettano un lavoro da pastori su una montagna isolata\, le loro certezze di vita cambieranno per sempre\, segnando le loro vite con un amore irrefrenabile e nascosto lungo vent’anni. \nUn’indimenticabile storia di amore\, lotta e accettazione. Per la prima volta in Italia\, e dopo il successo londinese\, “Brokeback Mountain” – basato sul racconto di Annie Proulx e a vent’anni dal pluripremiato film omonimo – si trasforma in una sontuosa produzione teatrale con musiche dal vivo. Una “play with music” intima e spettacolare in cui i brani originali di Dan Gillespie Sells\, interpretati da Malika Ayane e una live band\, si intrecciano in modo indissolubile alla storia\, tracciando paesaggi sconfinati e dando voce al tumultuoso mondo interiore dei due protagonisti. Nei ruoli protagonisti di Ennis e Jack\, due giovani attori dal grande carisma e con solide esperienze alle spalle al cinema e in teatro: Edoardo Purgatori (“Diamanti”\, “Siccità”) e Filippo Contri (“Vita da Carlo”). \nUn’esperienza coinvolgente e di forte impatto emotivo – che mescola teatro\, musica dal vivo e cinema – per una storia d’amore universale e senza tempo\, pronta ad appassionare e commuovere un’intera nuova generazione di spettatori con il potente messaggio che porta con sé e svelando emozioni e dettagli ancora inesplorati. \nAnnie Proulx\, autrice del racconto originale\, ha definito “profondamente commovente” l’adattamento teatrale di Ashley Robinson che ha riscosso grande successo in Inghilterra. La storia di Jack ed Ennis ha conquistato il mondo del cinema nel 2005 con il film di Ang Lee “I segreti di Brokeback Mountain”\, premiato con un tre Oscar\, un Leone d’Oro\, quattro Golden Globe e quattro Bafta. \nNOTE DI REGIA \nPortare Brokeback Mountain a teatro rappresenta per me un esercizio di sottrazione e di fiducia. Fiducia nella struttura narrativa del testo\, nella potenza emotiva dei personaggi e soprattutto nella capacità del linguaggio teatrale – contaminato da altri codici espressivi – di restituire una storia che\, pur ancorata a un preciso contesto geografico e temporale\, possiede una portata universale ed è in grando di parlare in modo diretto\, profondo\, quasi istintivo\, alla pancia e al cuore di chi guarda. L’impianto registico vuole fondarsi\, allora\, sull’idea che l’essenzialità possa essere\, al contempo\, valore drammaturgico e cifra stilistica: la storia di Ennis e Jack non ha bisogno di sovrastrutture\, in quanto racconto lineare e profondo\, che ci interroga su temi come l’identità\, il desiderio\, il tempo\, la perdita. La volontà è di affidarsi pienamente alla qualità degli interpreti\, alla direzione attoriale e alla forza espressiva della musica dal vivo\, che diventa elemento drammaturgico centrale. Una musica che non accompagna\, ma struttura\, in grado di creare paesaggio\, clima emotivo\, respiro interno.  \nLa sfida è quella di pensare Brokeback Mountain non come una montagna\, ma come un luogo dell’anima. Un dispositivo scenico\, allora\, al servizio della storia\, che la reinventi con il mezzo teatrale\, tenendo ben presente e dimenticando\, allo stesso tempo\, la fortunata versione cinematografica. Una messinscena aperta e ibrida\, in cui l’intreccio tra linguaggio teatrale e musicale e l’uso di videocamere dal vivo sia in grado di moltiplicare i piani di lettura\, restituendo gli occhi di un’intimità possibile\, entrando nei dettagli\, nei gesti più piccoli\, in una dimensione quasi “invisibile” che il teatro a volte fatica a cogliere. Uno spazio scenico lontano da ricostruzioni naturalistiche\, ma che possa trasformarsi in luogo evocativo\, attraversabile\, in grado di mutare e accogliere la dimensione emotiva della narrazione. La “vastità” dei luoghi – così centrale nel racconto originale – viene allora affidata alla musica\, ai giochi di luce\, alla suggestione teatral – cinematografica\, in uno spazio in costante trasformazione\, che si dilata e contrae\, facendosi intimo o aprendosi all’orizzonte\, in relazione diretta con ciò che accade tra i corpi in scena. Nessun confine tra interno ed esterno\, tra paesaggio e spazio mentale: tutto deve essere potenzialmente permeabile e interconnesso. \nNel desiderio\, infine\, di portare in scena un lavoro che indaghi la relazione tra intimità e distanza\, tra spazio privato e spazio sociale\, tra ciò che è visibile e ciò che resta celato; un’esperienza di cui il pubblico non sia solo spettatore\, ma parte del processo emotivo\, interrogandosi su ciò che resta\, che non si dice\, che si perde o che si conserva dentro. Non uno spettacolo “sul” desiderio\, ma che “del” desiderio restituisca la vibrazione\, il movimento\, la presenza silenziosa; lasciando che\, per un momento\, ciò che accade in scena risuoni come qualcosa di familiare\, pur se lontano. Come una montagna\, appunto\, che non si può dimenticare. \nGiancarlo Nicoletti
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DESCRIPTION:giovedì 27 novembre 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nBROKEBACK MOUNTAIN\na play with music \ncon Edoardo Purgatori e Filippo Contri\ne con Malika Ayane\ne una live band \n ACQUISTA \n\n\ncon Edoardo Purgatori e Filippo Contri\ne con Malika Ayane\ne una live band (Marco Bosco\, Paolo Ballardini\, Massimiliano Serafini)\ne con Mimosa Campironi e Matteo Milani\ndi Ashley Robinson\nmusiche Dan Gillespie Sells\ndal racconto di Annie Proulx\nregia Giancarlo Nicoletti\nproduzione Teatro Carcano\, Altra Scena\, Accademia Perduta Romagna Teatri – GF Entertainment  \nCon il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\nBROKEBACK MOUNTAIN was first produced at @sohoplace\, London\, on 10 May 2023.\nIn accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di CPK Artists\, LLC e The Agency (London) Ltd \n\n\n\nWyoming\, 1963: un’America rurale di estrema povertà fatta di piccoli villaggi e popolata da sparute comunità retrograde. Quando i diciannovenni Ennis e Jack accettano un lavoro da pastori su una montagna isolata\, le loro certezze di vita cambieranno per sempre\, segnando le loro vite con un amore irrefrenabile e nascosto lungo vent’anni. \nUn’indimenticabile storia di amore\, lotta e accettazione. Per la prima volta in Italia\, e dopo il successo londinese\, “Brokeback Mountain” – basato sul racconto di Annie Proulx e a vent’anni dal pluripremiato film omonimo – si trasforma in una sontuosa produzione teatrale con musiche dal vivo. Una “play with music” intima e spettacolare in cui i brani originali di Dan Gillespie Sells\, interpretati da Malika Ayane e una live band\, si intrecciano in modo indissolubile alla storia\, tracciando paesaggi sconfinati e dando voce al tumultuoso mondo interiore dei due protagonisti. Nei ruoli protagonisti di Ennis e Jack\, due giovani attori dal grande carisma e con solide esperienze alle spalle al cinema e in teatro: Edoardo Purgatori (“Diamanti”\, “Siccità”) e Filippo Contri (“Vita da Carlo”). \nUn’esperienza coinvolgente e di forte impatto emotivo – che mescola teatro\, musica dal vivo e cinema – per una storia d’amore universale e senza tempo\, pronta ad appassionare e commuovere un’intera nuova generazione di spettatori con il potente messaggio che porta con sé e svelando emozioni e dettagli ancora inesplorati. \nAnnie Proulx\, autrice del racconto originale\, ha definito “profondamente commovente” l’adattamento teatrale di Ashley Robinson che ha riscosso grande successo in Inghilterra. La storia di Jack ed Ennis ha conquistato il mondo del cinema nel 2005 con il film di Ang Lee “I segreti di Brokeback Mountain”\, premiato con un tre Oscar\, un Leone d’Oro\, quattro Golden Globe e quattro Bafta. \nNOTE DI REGIA \nPortare Brokeback Mountain a teatro rappresenta per me un esercizio di sottrazione e di fiducia. Fiducia nella struttura narrativa del testo\, nella potenza emotiva dei personaggi e soprattutto nella capacità del linguaggio teatrale – contaminato da altri codici espressivi – di restituire una storia che\, pur ancorata a un preciso contesto geografico e temporale\, possiede una portata universale ed è in grando di parlare in modo diretto\, profondo\, quasi istintivo\, alla pancia e al cuore di chi guarda. L’impianto registico vuole fondarsi\, allora\, sull’idea che l’essenzialità possa essere\, al contempo\, valore drammaturgico e cifra stilistica: la storia di Ennis e Jack non ha bisogno di sovrastrutture\, in quanto racconto lineare e profondo\, che ci interroga su temi come l’identità\, il desiderio\, il tempo\, la perdita. La volontà è di affidarsi pienamente alla qualità degli interpreti\, alla direzione attoriale e alla forza espressiva della musica dal vivo\, che diventa elemento drammaturgico centrale. Una musica che non accompagna\, ma struttura\, in grado di creare paesaggio\, clima emotivo\, respiro interno.  \nLa sfida è quella di pensare Brokeback Mountain non come una montagna\, ma come un luogo dell’anima. Un dispositivo scenico\, allora\, al servizio della storia\, che la reinventi con il mezzo teatrale\, tenendo ben presente e dimenticando\, allo stesso tempo\, la fortunata versione cinematografica. Una messinscena aperta e ibrida\, in cui l’intreccio tra linguaggio teatrale e musicale e l’uso di videocamere dal vivo sia in grado di moltiplicare i piani di lettura\, restituendo gli occhi di un’intimità possibile\, entrando nei dettagli\, nei gesti più piccoli\, in una dimensione quasi “invisibile” che il teatro a volte fatica a cogliere. Uno spazio scenico lontano da ricostruzioni naturalistiche\, ma che possa trasformarsi in luogo evocativo\, attraversabile\, in grado di mutare e accogliere la dimensione emotiva della narrazione. La “vastità” dei luoghi – così centrale nel racconto originale – viene allora affidata alla musica\, ai giochi di luce\, alla suggestione teatral – cinematografica\, in uno spazio in costante trasformazione\, che si dilata e contrae\, facendosi intimo o aprendosi all’orizzonte\, in relazione diretta con ciò che accade tra i corpi in scena. 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DESCRIPTION:domenica 9 novembre 2025\, ore 18\nTeatro della Regina \nAD))) Spettacolo audiodescritto per ciechi ed ipovedenti  \nPERFETTI SCONOSCUTI\nUno spettacolo di Paolo Genovese\n \n BIGLIETTI ESAURITI \n\ncon (in o.a) Dino Abbrescia\, Alice Bertini\, Paolo Briguglia\, Paolo Calabresi\, Massimo De Lorenzo\, Cristina Pellegrino\, Valeria Solarino\nscene Luigi Ferrigno\ncostumi Grazia Materia\nluci Fabrizio Lucci\nprodotto da Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo\nin coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Lotus Production\n \n  \n\nPaolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti \nUna brillante commedia sull’amicizia\, sull’amore e sul tradimento\, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”. \nOgnuno di noi ha tre vite: una pubblica\, una privata ed una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria\, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Durante una cena\, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo\, condividendo tra loro messaggi e telefonate. Metteranno così a conoscenza l’un l’altro i propri segreti più profondi…
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SUMMARY:FIGLI DI TROIA
DESCRIPTION:venerdì 4 aprile 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nFIGLI DI TROIA\nPaolo Cevoli \n BIGLIETTI ESAURITI \n\ndi e con Paolo Cevoli\nregia Paolo Cevoli \n\nPaolo Cevoli in questo suo nuovo monologo racconta in chiave ironica e contemporanea il mitico viaggio di Enea paragonandolo ad altri viaggi che hanno segnato la storia dell’umanità. da Cristoforo Colombo a Cappuccetto Rosso\, dal principe vichingo Ragnar a suo babbo Luciano emigrato in Australia negli anni ’50. Enea\, eroe sconfitto\, fugge da Troia in fiamme con le sue divinità in tasca\, il padre sulle spalle e il figlioletto per mano: le sue radici e la speranza per un futuro migliore. Dopo mille peripezie giunge alla foce del Tevere dove trova una scrofa che allatta – segno profetico per il luogo in cui fermarsi – e mentre le donne preparano delle focacce\, gli esuli troiani sacrificano la scrofa e i suoi maialini. Il viaggio epico del fondatore di Roma si conclude con un picnic a base di panini alla porchetta.\nQuesto e tanti altri episodi del poema virgiliano sono al centro del racconto di Paolo Cevoli\, per riscoprire i valori e le radici del popolo italiano. Così come fece Virgilio che ha scritto l’Eneide per dare una dipendenza nobile agli antichi romani\, nostri progenitori. Ha pensato: piuttosto che essere figli di nessuno meglio essere figli di Troia.
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SUMMARY:ARRIVANO I DUNQUE (AVANNOTTI\, SOLE BLU E LA STORIA DELLA GIOVANE SARACINESCA)
DESCRIPTION:venerdì 21 marzo 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nArrivano i Dunque (Avannotti\, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)\nAlessandro Bergonzoni \n ACQUISTA \n\ndi e con Alessandro Bergonzoni\nproduzione Allibito SRL \n\nUn’asta dei pensieri. Cerco il miglior (s)offerente per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta.\nParto dallo sproposito\, per la rifusa\,  con la congiungivite\, varco il fraintendere\, fino all’unità  dismisura\, tra arte e sorte\, fiamminghi e piromani\, van Gogh e Bangkok\, bene e Mahler\, sangue fuori mano e stigmate\,  stigmate e astigmatici\, Dalì fino Allah.\nC’realtà! Lunire all’esistente l’atranuova san(t)itá\, nelle nostre avannotti larvate.\nGrossomodo\, seguendo i miei estinti\, preganti di continuare a infinire.\nMi sono fatto prendere la mano (sposato o salvato dall’annegar?).\nIl tempo stringe\, non è sempre abbraccio\, ma corda o lenzuolo.\nBasta affacciarsi sul percipizio e sentir lindimostrabiliante sciamanumanesimo tradotto in esasperanto.\nLa scenografia “èscatologica”\, il sole blu\, la giovane saracinesca su (ermetica perché io mistero)\, altrista in un tealtro ove nulla accade senza tutti.\nManca poco? Tanto é inutile?\nNon per niente tutto chiede! \nAlessandro Bergonzoni \n  \nAlessandro Bergonzoni\nNasce a Bologna nel 1958. Artista\, attore\, autore. Quindici spettacoli teatrali al suo attivo e sei libri. Nel cinema: Pinocchio (2001) di Roberto Benigni e Quijotet (2006) di Mimmo Paladino. Da anni scrive Aprimi Cielo sul “Venerdì di Repubblica” e Il pensato del giorno su Robinson\, dal 2005 si avvicina al mondo dell’arte esponendo in varie gallerie e musei. Unisce al suo percorso artistico un interesse profondo per temi sociali quali la carcerazione\, l’immigrazione\, la malattia e la pace tenendo su questi argomenti incontri in vari ambiti. Ha vinto il Premio della Critica 2004/2005\, il Premio Hystrio nel 2008 e il Premio UBU nel 2009. Dal 2015 ha presentato in varie Pinacoteche Nazionali l’installazione performativa Tutela dei beni: corpi del (C)reato ad arte (il valore di un’opera\, in persona). Nel 2020 per Garzanti esce Aprimi cielo\, dieci anni di raccoglimento\, articolato. Nel 2022 gli viene assegnata la Coppa Volponi per il lavoro letterario\, il Premio Nazionale Cultura della Pace-Città di Sansepolcro e\, nel 2023\, il Premio Montale Fuori di Casa. Nel 2024 oltre al debutto di Arrivano i Dunque inaugura al Mudima di Milano l’installazione Vite Sospese. Per Art City 2025 presenta Il Tavolo Delle Trattative.
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SUMMARY:SIOR TODERO BRONTOLON
DESCRIPTION:mercoledì 12 marzo 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nSIOR TODERO BRONTOLON\ndi Carlo Goldoni\nFranco Branciaroli \n ACQUISTA \n\ndi Carlo Goldoni\ndrammaturgia Piermario Vescovo\ncon Franco Branciaroli\ne con Piergiorgio Fasolo\, Alessandro Albertin\, Maria Grazia Plos\, Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana\, Valentina Violo\, Emanuele Fortunati\, Andrea Germani\, Roberta Colacino \nin collaborazione con I Piccoli di Podrecca\nregia Paolo Valerio\nscene Marta Crisolini Malatesta\ncostumi Stefano Nicolao\nluci Gigi Saccomandi\nmusiche Antonio Di Pofi\nmovimenti di scena Monica Codena\nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Teatro de gli Incamminati\, Centro Teatrale Bresciano \nTODERO – Franco Branciaroli\nPELLEGRIN – Piergiorgio Fasolo\nMARCOLINA – Maria Grazia Plos\nZANETTA – Roberta Colacino\nDESIDERIO – Riccardo Maranzana\nNICOLETTO – Andrea Germani\nCECILIA – Valentina Violo\nFORTUNATA – Ester Galazzi\nMENEGHETTO – Emanuele Fortunati\nGREGORIO – Alessandro Albertin \n\n«Quale maggior disgrazia per un uomo\, che rendersi l’odio del pubblico\, il flagello della famiglia\, il ridicolo della servitù? Eppure non è il mio Todero un carattere immaginario. Purtroppo vi sono al mondo di quelli che lo somigliano; e in tempo che rappresentavasi questa commedia\, intesi nominare più e più originali\, dai quali credevano ch’io lo avessi copiato». \nAnche oggi non è raro incappare in un “brontolòn” come il Todero di Carlo Goldoni che precedeva la commedia racchiudendo queste riflessioni ne “L’autore a chi legge” e si stupiva di come un lavoro incentrato su un personaggio tanto odioso e negativo potesse aver ricevuto dal pubblico un tale successo. “Sior Todero brontolòn” scritta nel 1761 e presentata al Teatro San Luca di Venezia l’anno successivo\, fu infatti accolta con molto calore\, ripresa per 10 repliche a gennaio e poi nuovamente a febbraio\, a ottobre… \nSior Todero risponde – come carattere – al modello dei rusteghi\, ma dei quattro burberi veneziani perde qualsiasi accento bonario. La trama lo vuole avaro\, imperioso\, irritante con la servitù\, opprimente con il figlio e la nipote\, diffidente e permaloso verso il mondo. Sembrerebbe impossibile empatizzare con una simile figura.  \nEppure il capolavoro di Goldoni – e la figura di Todero\, scritta in modo magistrale – sono stati molto ambiti dai teatri e dai più grandi attori\, da Cesco Baseggio\, a Giulio Bosetti\, a Gastone Moschin. \nOra questo indifendibile “brontolòn” attira un maestro del palcoscenico contemporaneo come Franco Branciaroli\, che – diretto da Paolo Valerio – ne offrirà una nuova straordinaria e inaspettata interpretazione. \nDopo l’originale e dissacrante interpretazione di Shylock nel “Mercante di Venezia” shakespeariano\, Paolo Valerio e Franco Branciaroli si apprestano a stupire il pubblico con la rilettura di un classico del teatro italiano\, che molto ancora può suggerire alla sensibilità contemporanea.  \nBasti pensare – a fronte di una figura di protagonista tanto imponente e attrattiva – al ruolo sottile e risolutivo che Goldoni affida\, nella commedia\, al mondo femminile\, l’unico che nello sviluppo drammaturgico appare pienamente positivo: sarà l’alleanza fra la coraggiosa nuora del vecchio avaro e l’intelligente vedova Fortunata a salvare la giovane Zanetta da un matrimonio impostole per mero interesse e foriero di infelicità. Sarà riconsegnata all’amore generoso e vero in un finale che – in tempi in cui il concetto di “patriarcato” domina le nostre cronache nelle sue accezioni più distorte e plumbee – intreccia in prospettiva\, alla gioiosità della risoluzione\, una venatura di turbamento.
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DESCRIPTION:venerdì 28 febbraio 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nCOSMOS\neVolution dance theater \n ACQUISTA \n\nDirettore artistico e coreografo Anthony Heinl\nCo-direttrice artistica e coreografa Nadessja Casavecchia\nPerformers Antonella Abbate\, Matteo Crisafulli\, Carlotta Stassi\nEmiliano Serra\, Giulia Pino\, Giovanni Santoro\, Nadessja Casavecchia \nLight Designer e Direttore Tecnico Adriano Pisi\nDirettori di Palco Daniele Martini e Tommaso Contu \nLaser Effects Simone Sparky\nCostumi Daniela Molinini\nManagement Live Arts Management \n\nDa qualche parte\, qualcosa di incredibile attende di essere conosciuto.\nCarl Sagan \nCOSMOS\, nuovo spettacolo di eVolution dance theater\, ci accompagna in un viaggio attraverso mondi sconosciuti\, in cui scienza e comprensione cedono il passo all’immaginazione. In caduta libera fra immensità e solitudine\, nella notte eterna dello spazio intergalattico\, i pianeti e le stelle ci appaiono luminosi e seducenti; spazi remoti\, pieni di armonia e bellezza\, sembrano voler dar forma ai nostri sogni;\ncreature ipnotiche e immaginifiche si muovono fra luce e oscurità. Tanto vagabondare ci riporta infine sul nostro piccolo\, fragile mondo\, perso in un oceano cosmico vasto oltre la nostra più coraggiosa immaginazione. Un mondo\, in mezzo all’immensità dei mondi. \nLa compagnia\nFondata nel 2009 dal coreografo americano Anthony Heinl\, alla guida della compagnia insieme alla danzatrice e coreografa italiana Nadessja Casavecchia\, eVolution dance theater è diventata famosa\, in Italia e nel mondo\, per produzioniin grado di ipnotizzare\, affascinare e divertire il pubblico di ogni età. Gli artisti che compongono la compagnia sono selezionati fra danzatori\, illusionisti\, contorsionisti\, ginnasti in grado di portare in scena spettacoli elegantie potenti\, enfatizzati da un’illuminazione futuristica\, effetti speciali\, scenariinterattivi e una selezione musicale accattivante.\nIl repertorio della compagnia sicompone di numerosi titoli a serata intera: Firefly\, Electricity\, Black & Light\,Night Garden\, The Magic of Light\, Blu Infinito. eVolution dance theater compie regolarmente tour internazionali\, che la portanoad esibirsi in paesi quali Brasile\, Cina\, Colombia\, Francia\, Israele\, Germania\,Lussenburgo\, Macao\, Olanda\, Svizzera\, Spagna.
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SUMMARY:IL RISVEGLIO
DESCRIPTION:mercoledì 12 febbraio 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nIL RISVEGLIO\nUno spettacolo di Pippo Delbono\n \n ACQUISTA \n\ncon Compagnia Pippo Delbono: Dolly Albertin\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Mario Intruglio\,\nNelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\ne con Giovanni Ricciardi (violoncello e arrangiamenti)\nluci Orlando Bolognesi\, costumi Elena Giampaoli\, suono Pietro Tirella\, capo macchinista Enrico Zucchelli\norganizzazione Davide Martini\, assistente di produzione Riccardo Porfido\ndirettore tecnico Orlando Bolognesi\npersonale tecnico in tournée Manuela Alabastro/Pietro Tirella (suono)\, Elena Giampaoli/Carola Tesolin (costumi)\,\nOrlando Bolognesi/Corrado Mura (luci)\, Enrico Zucchelli/Mattia Manna (scena)\nproduttore esecutivo Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale (Italia)\nco-produttori Teatro Stabile di Bolzano (Italia)\, Teatro Metastasio di Prato (Italia)\, Théâtre de Liège (Belgio)\, Sibiu\nInternational Theatre Festival/Teatrul Național “Radu Stanca” Sibiu (Romania)\, Teatrul Național “Mihai Eminescu”\nTimisoara (Romania)\, Istituto Italiano di Cultura di Bucarest (Romania)\, TPE – Teatro Piemonte Europa/Festival delle\nColline Torinesi (Italia)\, Théâtre Gymnase-Bernardines Marseille (Francia)\nin collaborazione con Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento (Italia)\, Le Manège Maubeuge – Scène Nationale\n(Francia) \n\nRisvegliati.\nDevi sentire l’odore rosso del mattino.\nNon avere paura.\nÈ il tempo di parlare sul mistero della vita.\nIo sono sempre stato attirato\,\nrapito e impaurito dal nero della notte.\nOra vorrei di nuovo andare.\nDi nuovo correre. Di nuovo volare.\nCon la voce che canta e urla\ncome un uccello impazzito.\nÈ un risveglio dopo la tempesta.\nPippo Delbono \nC’è un addormentamento all’origine de Il risveglio. Individuale e collettivo. Quello dell’uomo che alla fine di Amore – il precedente spettacolo di Pippo Delbono – andava a sdraiarsi sotto l’albero secco che d’improvviso si era coperto di fiori. E l’uomo restava lì\, assopito in quel sonno che ci ha lasciati spaventati e silenziosi. Da cui ora sente la necessità di risvegliarsi\, scontando la possibilità di trovarsi di fronte a una realtà ancora peggiore di quella di prima e di vedersi invecchiato. Prima della pandemia che ha chiuso tutti in casa. Prima delle guerre scoppiata alle porte di casa. Prima del ritorno di ideologie che pensavamo appartenessero al passato.\nIl risveglio parte da un’esperienza personale per rovesciarsi in un sentimento di perdita che riguarda tanti.\nChe chiede di essere sanato\, ma può esserlo soltanto a partire da un gesto di solitaria ribellione. Dal riconoscimento di una fragilità di cui lo spettacolo è lo specchio.\nPer la prima volta non ci sono nello spettacolo i testi degli autori che Pippo Delbono ha amato\, che ha incontrato nei viaggi verso la sua personale Itaca\, che spesso ha rielaborato per farli ancora più suoi. Per dire il nuovo dolore che l’ha invaso e per invocare la rinascita ci sono le sue parole\, i suoi racconti\, la sua vita e le poesie che va scrivendo da qualche tempo. Queste parole gli consentono di dire una verità nuova\, di raccontarsi nelle proprie debolezze\, paure\, speranze. E tuttavia non è più solo una questione personale.\nDavanti alla volontà di riprendere a vivere\, lo sguardo si allarga a ciò che lo circonda. “C’è qualcuno qui?”\, si domanda l’artista in uno spazio nudo che potrebbe ricordare un deserto. Pochi ed essenziali elementi scenici\, che mutano drammaticamente lo spazio\, non fanno da barriera allo sguardo ma anzi lo spingono al di là di ciò che si vede.\nTutto il teatro di Pippo Delbono nasce dalla musica e segue la partitura di un ritmo interiore. Il suo stile di composizione\, ancora una volta\, è musicale. Note che suonano lamenti di amore e tenerezza trascinano gli attori della Compagnia in una danza\, un rito sacro\, un funerale forse. Sulle note del virtuoso violoncellista Giovanni Ricciardi\, in scena con il suo strumento\, e su brani che provengono dalla memoria degli anni\nSettanta\, Delbono si ripete: “Devi danzare nella guerra\, nella tua guerra”.\nInsieme alla sua Compagnia\, nata da incontri con attori\, danzatori\, ma soprattutto con persone che provengono da luoghi diversi della vita\, Delbono in questo spettacolo rende omaggio a Bobò\, fedele compagno di scena scomparso nel 2019 con cui ha condiviso per più di vent’anni la sua vita sul palcoscenico e fuori dal teatro.\nIl risveglio è uno spettacolo sulle tante cadute e i tanti risvegli\, dedicato a tutti coloro che si sono addormentati e si sono poi risvegliati. E anche a chi non si è ancora risvegliato.
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SUMMARY:IL MALATO IMMAGINARIO
DESCRIPTION:venerdì 31 gennaio 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nIL MALATO IMMAGINARIO\ndi Molière\nTindaro Granata e Lucia Lavia \n ACQUISTA \n\nadattamento e traduzione Angela Dematté\nregia Andrea Chiodi\ncon Tindaro Granata e Lucia Lavia\ne con Angelo Di Genio\, Emanuele Arrigazzi\, Alessia Spinelli\, Nicola Ciaffoni\, Emilia Tiburzi\, Ottavia Sanfilippo\nscene Guido Buganza\ncostumi Ilaria Ariemme\nmusiche Daniele D’Angelo\nluci Cesare Agoni\nconsulenza ai movimenti Marta Ciappina\nassistente alla regia Elisa Grilli\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\nin coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura\, Viola Produzioni Roma \n\nDopo il successo degli allestimenti dedicati a classici come La locandiera di Goldoni e La bisbetica domata di Shakespeare – per cui Tindaro Granata è stato candidato al Premio Ubu –\, l’attore siciliano e il regista Andrea Chiodi tornano a collaborare lavorando su uno dei testi più fortunati di Molière\, Il malato immaginario. \nIl 1673 è l’anno di composizione dell’opera: un nuovo attacco di Molière contro i medici\, che testimonia\, ancora una volta\, il suo odio viscerale per questa categoria. \n“Molière – scrive Giovanni Macchia\, tra i francesisti più autorevoli del Novecento – è uno scienziato delle nevrosi”. È un uomo malato\, che teme di morire\, ma che sa anche che ridere e far ridere è una difesa contro quelli che erano i suoi stessi mali: la gelosia\, il dolore\, l’ansia\, la malinconia. C’è\, dunque\, dietro commedie che sembrano fatte di comicità persino farsesca\, l’ombra di un autoritratto\, un gioco\, dice Macchia\, “tra assenza e presenza”. \n“La mia esplorazione e curiosità per questo testo – dichiara Andrea Chiodi – inizia da questa battuta di Molière: ‘Quando la lasciamo fare\, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine\, è la nostra impazienza che rovina tutto\, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie’. Una visione che fa un po’ paura\, ma che\, allo stesso tempo\, mi intriga moltissimo”. \nE sarà un Malato immaginario onirico e irriverente quello firmato da Andrea Chiodi\, divertente e contemporaneo nel portare in scena le vicende familiari dell’ipocondriaco Argante\, circondato da medici inetti e furbi farmacisti\, ben felici di alimentare le sue ansie per tornaconto personale. \nCome l’avaro Arpagone\, Argante è vittima di sé stesso e burattino di chi gli sta intorno\, prigioniero della sua stessa paura\, un’ossessione – l’ipocondria – che in questa nuova versione del capolavoro di Molière diventerà piena protagonista.
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SUMMARY:VENERE NEMICA
DESCRIPTION:mercoledì 22 gennaio 2025\, ore 21\nTeatro della Regina \nVENERE NEMICA\nDrusilla Foer\n \n BIGLIETTI ESAURITI \n\nscritto da Drusilla Foer e Giancarlo Marinelli\nregia Dimitri Milopulos\ncon la partecipazione di Elena Talenti\nproduzione artistica Franco Godi per Best Sound\nproduzione esecutiva e distribuzione Savà Produzioni Creative \n\nVenere Nemica è una pièce teatrale supportata dalla musica con un repertorio inaspettato\, intenso crudele\, a tratti musical\, interpretato da Drusilla Foer e Elena Talenti. \nVenere\, Dea della bellezza e dell’amore esiste ancora. Creatura immortale\, l’antica Dea vive oggi lontano dall’Olimpo e dai suoi parenti\, immaturi\, vendicativi\, capricciosi\, prigionieri come la Dea stessa nell’eterna bolla di tempo che è l’immortalità. Ha trovato casa a Parigi\, fra gli uomini\, di cui teneramente invidia la mortalità\, che li costringe all’urgenza di vivere emozioni\, esperienze sentimenti. Venere può permettersi di essere imperfetta tra gli umani. \nSi sa: in tempi duri per tutti – in particolare per gli Dei in deficit crescente di fede e consenso – potersi permettere finalmente di vivere nell’imperfezione dell’umano esistere\, godendo delle debolezze umane come la moda e il lusso\, non è cosa da poco per la nostra Immortale Eroina. \n“Immaginate la mia gioia. Una dea\, condannata a vivere nell’eterna umidità del mare\, scoprire l’esistenza della messa in piega!”. \nGrazie al rapporto con la sua misteriosa e inseparabile cameriera\, bellissima\, Venere\, quasi per gioco\, nel momento in cui gli uomini non credono più agli dei ma agli eroi\, ripiomba nel passato: nella storia di Amore\, il figlio ingrato e disobbediente\, e Psiche\, sulla quale Venere- da suocera nemica- riversa tutto il suo rancore di Dea frustrata e di Madre tradita.\n“Contro la straordinaria mortale\, creduta Venere in terra”\, la vendetta sarà inesorabile e terribile. \nMa nel paradosso feroce e dolcissimo della vita che non risparmia nessuno\, nemmeno gli Dei\, Venere insieme all’odio scoprirà anche l’amore (… Io che sono sempre stata la mia sola priorità); un amore infinito e incondizionato per quel figlio ferito che\, in fuga dall’amata\, torna da sua madre per curare le ferite del corpo e dell’anima. \nIspirato alla favola di Apuleio “Amore e Psiche”\, Venere Nemica rilegge il Mito in modo divertente e commovente a un tempo\, in bilico tra tragedia e commedia\, declinando i grandi temi del Classico nella contemporaneità: la competizione suocera/nuora\, la bellezza che sfiorisce\, la possessività materna nei confronti dei figli\, il conflitto secolare fra uomini e Dei. \n“Se c’è una cosa che un Dio detesta è non essere creduto”. \nMa dinnanzi a Venere\, a questa Venere – lieve\, ironica\, tagliente\, spietata – e al suo incredibile colpo di teatro\, come si fa a resistere? Come si fa a non credere? \n 
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SUMMARY:NATALE IN CASA CUPIELLO
DESCRIPTION:Domenica 12 gennaio 2025\, ore 17\,30\nTeatro della Regina \nNATALE IN CASA CUPIELLO\ndi Eduardo De Filippo\nspettacolo per attore cum figuris \n ACQUISTA \n\nda un’idea di Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia\nregia Lello Serao\ncon Luca Saccoia\nspazio scenico\, maschere e pupazzi Tiziano Fario\nmanovratori Salvatore Bertone\, Paola Maria Cacace\, Lorenzo Ferrara\, Oussama Lardjani\, Angela Dionisia Severino\, Irene Vecchia\nformazione e coordinamento manovratori Irene Vecchia\nluci Luigi Biondi e Giuseppe di Lorenzo\ncostumi Federica del Gaudio\nmusiche originali Luca Toller\nrealizzazione scene Ivan Gordiano Borrelli\nassistente di scena Giorgia Lauro\nassistente alla regia Emanuele Sacchetti\ndatore luci Paco Summonte\nmastering Luigi Di Martino\nfonica Mattia Santangelo\nprogetto grafico Salvatore Fiore\ndirettrice di produzione Hilenia De Falco\nproduzione Teatri Associati di Napoli/Teatro Area Nord e Interno 5\ncon il sostegno di Fondazione Eduardo De Filippo e Teatro Augusteo \n\nIl Teatro Area Nord\, sede di Teatri Associati di Napoli\, si trova a Napoli nel quartiere di Piscinola. È una vera e propria officina produttiva\, il luogo che ha visto nascere e crescere lo spettacolo. Una messinscena non convenzionale che vede un unico attore interagire con sette pupazzi realizzati dallo scenografo Tiziano Fario autore dell’intera scenografia e animati da un gruppo di manovratori costituito ad hoc per il progetto e coordinato da Irene Vecchia attraverso un laboratorio di formazione aperto ai giovani del territorio\, svoltosi con il sostegno della Fondazione Campania dei Festival nell’ambito della rassegna “Quartieri di Vita” 2020. Lo spettacolo\, fedele al testo di Eduardo\, evoca le vicende della famiglia Cupiello\, aprendo uno squarcio dentro l’immaginario e la memoria di ogni spettatore. Un sogno che prende vita attraverso il teatro di figura nel quale l’attore Luca Saccoia s’immerge riemergendone come “Tommasino” che\, dopo aver detto il fatidico “sì” a suo padre\, rivive e fa rivivere quel “Natale” che ci accompagna da 90 anni. \n“Il progetto nasce da un’idea di Luca Saccoia e Vincenzo Ambrosino che ha preso corpo dall’incontro con il sottoscritto e lo scenografo Tiziano Fario. Il presepe è l’orizzonte dentro cui si muove tutta l’opera sia in senso reale che metaforico\, il presepe è l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in una umanità rinnovata e senza conflitti\, ma è anche la rappresentazione della nascita e della morte\, è il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo\, è la miscela tra passato e presente\, è una iconografia consolidata e al tempo stesso da destrutturare di continuo\, il Presepe si rifà ogni anno\, è ciclico come le stagioni\, può piacere e non piacere.\nÈ proprio da questa ultima affermazione che siamo partiti\, cosa è diventato quel Tommasino\, “Nennillo”\, così come lo appella la madre\, considerandolo un eterno bambino? Come si è trasformato dopo quel fatidico “si” sul letto di morte del padre?\nA queste risposte abbiamo provato a dare corpo immaginando che Tommasino abbia pronunciato quel “si” convinto\, che da allora in poi\, dovesse esserci un cambiamento\, pensando che non fosse solo un modo di accontentare il padre morente\, ma che fosse l’inizio di un percorso nuovo\, di una nascita\, così come il Presepe racconta.\nEcco allora Tommasino farsi interprete a suo modo di una tradizione\, eccolo testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte.\nPer farlo\, per rendere ripetibile il rito\, Tommasino si serve di pupazzi\, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi\, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il Presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano\, vi prende parte\, gli fornisce le battute\, riaccarezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del Presepe.” Lello Serao
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SUMMARY:FIESTA
DESCRIPTION:venerdì 20 dicembre 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nFIESTA\nFabio Canino \n ACQUISTA \n\ncon Fabio Canino\ne con Mariano Gallo\, Sandro Stefanini\, Simone Veltroni e Samuele Picchi\ndi Roberto Biondi\, Fabio Canino\, Paolo Lanfredini\nregia Piero Di Blasio\nproduzione MenteComica \n\nLuca è il più scatenato\, fedele\, innamorato fan di Raffaella Carrà tanto da celebrare ogni 18 giugno il compleanno del suo mito con una vera e propria festa piena di balli\, canti\, torta e invitati. Alla serata invita i suoi due migliori amici\, Renato e Ivano\, il primo un esuberante infermiere amante della palestra e dei bei ragazzi\, il secondo un aspirante scrittore\, uomo di fede e truccatore di una nota diva. A sorpresa\, anche se non troppo\, sopraggiunge un terzo ospite\, Giuseppe\, un collega di Luca dall’incerta identità sessuale… solo per lui. La Fiesta sarà un pretesto per piccanti confessioni tra amici\, ma anche per liberare gli animi da desideri e paure. Come in tutte le feste che si rispettino\, arriva l’elemento dirompente: Massimo\, il bel poliziotto eterosessuale al 150%. Sarà lui a mettere in crisi le convinzioni di Luca e company\, o saranno loro a mettere in crisi il fascinoso Massimo? Una cosa è certa\, qualsiasi sia il risultato\, ci sarà da ridere.
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SUMMARY:ARIA TANGO… BOLERO
DESCRIPTION:mercoledì 11 dicembre 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nARIA TANGO… BOLERO\nBalletto di Milano \n ACQUISTA \n\nARIA TANGO\ncoreografia di Micha van Hoecke\nripresa da Miki Matsuse\nmusiche di Luis Bacalov\ncoproduzione Balletto di Milano\, Versiliana Festival\ndedicata a Micha van Hoecke \nBOLERO\ncoreografia di Adriana Mortelliti\nmusiche di Maurice Ravel \n\nIn ricordo e in occasione dell’ottantesimo compleanno di Micha van Hoecke\, Aria Tango (2013) è ripreso da Miki Matsuse per il Balletto di Milano e Versiliana Festival. Realizzato su brani di Luis Bacalov\, premio Oscar per la colonna sonora del film “Il postino”\, che affonda le sue radici nella cultura tanghera e tzigana\, è un “poema coreografico” in cui van Hoecke\, senza alcun intento didascalico\, in un’atmosfera atemporale e surreale\, racconta stati d’animo\, timori\, paure\, passioni. \nNel secondo atto il celeberrimo Boléro di Maurice Ravel nell’esclusiva versione del Balletto di Milano: non solo gioco di seduzione\, ma l’eterna storia di una nascita\, di un’attrazione inevitabile verso un essere simile\, di un moltiplicarsi di incontri. Corpi sinuosi prendono vita e intrecciano una danza che trascina nel crescendo musicale fino al sorprendente finale. Una coreografia dinamica che cresce con la musica e che culmina nel finale sensazionale. \n  \nBALLETTO DI MILANO \nAmbasciatore della danza italiana nel mondo\, fondato nel 1980 e diretto da Carlo Pesta dal 1998\, è tra le Compagnie italiane più prestigiose. \nRiconosciuto e sostenuto da Ministero della Cultura\, da Regione Lombardia da cui ha ottenuto anche il prestigioso Riconoscimento di Rilevanza Regionale e dal Comune di Milano\, il Balletto di Milano svolge la propria attività nei maggiori teatri italiani e all’estero dove è presente in teatri ed istituzioni di primo piano. \nIl Balletto di Milano è in residenza al Teatro Lirico Giorgio Gaber e vanta un organico formato da danzatori diplomati presso le migliori Accademie internazionali e un ampio ed esclusivo repertorio che spazia dai grandi titoli classici rivisitati a produzioni esclusive.
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SUMMARY:LA GRANDE MAGIA
DESCRIPTION:giovedì 28 novembre 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nLA GRANDE MAGIA\ndi Eduardo De Filippo\nNatalino Balasso\, Michele Di Mauro\n \n ACQUISTA \n\nregia Gabriele Russo\ncon\nNatalino Balasso nel ruolo di Calogero Di Spelta\nMichele Di Mauro nel ruolo di Otto Marvuglia  \ne con in o/a\nVeronica D’Elia – Amelia Recchia\nGennaro Di Biase – Mariano D’Alovisi e Brigadiere di P.S.\nChristian di Domenico – Arturo Recchia e Gregorio Di Spelta\nMaria Laila Fernandez – Signora Marino e Rosa Di Spelta\nAlessio Piazza – Gervasio e Oreste Intrugli (genero Di Spelta)\nManuel Severino – Cameriere dell’albergo Metropole e Gennaro Fucecchia\nSabrina Scuccimarra – Zaira (moglie di Marvuglia)\nAlice Spisa – Marta Di Spelta e Roberto Magliano\nAnna Rita Vitolo – Signora Zampa e Matilde (madre Di Spelta) \nscene Roberto Crea\nluci Pasquale Mari\ncostumi Giuseppe Avallone\nmusiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione\nproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro Biondo Palermo\, Emilia Romagna Teatro ERT/ Teatro Nazionale \n\nCalogero Di Spelta\, marito tradito\, con la sua mania per il controllo e la sua incapacità di amare e fidarsi\, diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell’uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni. \nUn uomo mosso da un sentimento ossessivo\, smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso\, con la costante esigenza di aggrapparsi a certezze granitiche\, a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola. Un luogo chiuso interpretato da Di Spelta come luogo sicuro\, una seconda prigione come soluzione per la sua relazione\, per sconfiggere le proprie paure\, le proprie incertezze e le ossessioni che permeano la nostra società moderna. \nDall’altro lato\, Otto Marvuglia\, mago e manipolatore\, personaggio meno “dolce” in scrittura di quanto non lo sia in scena quando ammorbidito dall’interpretazione dallo stesso Eduardo. Il Marvuglia/illusione\, il Marvuglia/realtà\, il Marvuglia/impostore sono le facce sempre diverse ed interscambiabili che modificano il contesto e la percezione della realtà di Girolamo Di Spelta\, ne consegue un continuo cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà\, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori. Smarriti i personaggi\, smarriti gli spettatori\, smarriti gli uomini e le donne di oggi\, smarriti nelle relazioni\, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso? \nNOTE DI REGIA \nPerché Eduardo \nA ventidue anni ho sperimentato la potenza della scrittura di Eduardo De Filippo nella fortunatissima edizione di Napoli Milionaria diretta da Francesco Rosi in cui ero Amedeo\, il figlio di Gennaro Iovine interpretato da Luca De Filippo. Quelle oltre trecento repliche mi hanno fatto toccare con mano la profondità e la sapienza di questa drammaturgia\, il senso\, i sentimenti\, la verità e la teatralità insieme che ci sono dietro ogni singolo frammento di testo\, la ricchezza che si rivela in ogni battuta. Ho potuto toccare con mano la grandezza di un autore che definirei un alchimista della drammaturgia scenica e un mago\, appunto\, capace di regalare agli attori parole\, contesti ed azioni in cui crescere\, imparare\, sviluppare intelligenza teatrale\, replica dopo replica. È per questo ed altro che vent’anni dopo ho sentito che avrei dovuto e voluto mettere in scena un suo testo. Ma quale? \nLa grande magia \nSe posso dire di essere arrivato razionalmente all’idea ed al desiderio di lavorare ad un’opera di Eduardo non posso dire altrettanto riguardo la scelta del testo da mettere in scena che viceversa è stata dettata dall’istinto\, ritenendo che da esso possano venire fuori traiettorie artistiche significative e profonde. Quando ho chiesto a Tommaso De Filippo i diritti de La grande magia\, nel mezzo dei bei confronti e scambi che hanno nutrito questo percorso\, mi ha chiesto “provocatoriamente” se di fronte ad una eventuale indisponibilità di quel testo ne avessi voluto indicare un altro e a costo di rischiare di perdere l’occasione di lavorare ad un testo di Eduardo\, seguendo l’istinto che mi aveva guidato in quella richiesta ho risposto che no\, non avevo altre opzioni. Non in quel momento\, non in questo momento. Fra tutti i testi di Eduardo che posso dire di conoscere a fondo ritengo e sento che La Grande Magia sia quello più necessario oggi per i temi che affronta\, per le relazioni che propone\, perché è una commedia squilibrata\, meno lineare e matematica delle altre\, sospesa e caotica come il tempo in cui viviamo\, infine\, perché come regista sento di poter dare un contributo specifico e personale. La Grande Magia è un testo complesso\, ha l’ampiezza e lo sguardo del gran teatro ed allo stesso tempo offre sfumature nere della nostra umanità\, tratti psicologici addirittura espansi nella nostra società contemporanea rispetto al 1948\, anno in cui La Grande Magia andò in scena per la prima volta suscitando reazioni controverse e per lo più negative\, poiché il testo non fu capito ed apprezzato. Come sappiamo\, per Eduardo quella fu una profonda delusione\, fu accusato di imitare Pirandello o più semplicemente\, ci fu quella resistenza che sempre riscontra un grande artista quando prova ad esplorare nuovi orizzonti. Il fatto che Eduardo stesso abbia vissuto l’amarezza dell’incomprensione del pubblico rivela quanto questo testo sia intriso di profondità e potenzialità per raccontare oggi le nostre emozioni\, le nostre incertezze e le nostre ossessioni. Questa commedia nera\, a tratti drammatica\, così ambigua e scivolosa\, non ristretta al discorso sulla famiglia\, priva di retorica\, sospesa fra realtà e finzione\, fra fede e disillusione\, teatro e vita\, vero e falso. \nCosa è vero? Cosa è falso? \nEppure\, ciò che rende questa commedia ancor più vicina al nostro tempo è il sentimento ossessivo di Calogero Di Spelta\, un uomo smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso. Un uomo che ha bisogno di aggrapparsi a certezze granitiche a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola. E nella scatola è disposto a credere ci sia sua moglie pur di non dubitare\, pur di non vedere\, pur di averla sotto controllo. Un luogo chiuso interpretato da Di Spelta come luogo sicuro\, una seconda prigione come soluzione per la sua relazione\, per sconfiggere le proprie paure\, le proprie incertezze e le ossessioni che permeano la nostra società moderna. Calogero Di Spelta\, marito tradito\, con la sua mania per il controllo e la sua incapacità di amare e fidarsi\, diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell’uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni. \nDall’altro lato\, Otto Marvuglia\, mago e manipolatore\, personaggio meno “dolce” in scrittura di quanto non lo sia in scena quando ammorbidito dall’interpretazione dallo stesso Eduardo. Il Marvuglia/illusione\, il Marvuglia/realtà\, il Marvuglia/impostore sono le facce sempre diverse ed interscambiabili che modificano il contesto e la percezione della realtà di Girolamo Di Spelta\, ne consegue un continuo cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà\, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori. Smarriti i personaggi\, smarriti gli spettatori\, smarriti gli uomini e le donne di oggi\, smarriti nelle relazioni\, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso? \nIl cast \nHo sentito fin da subito di non dover necessariamente scegliere gli attori dentro i confini dialettali poiché questo testo confini non ne ha e la lingua napoletana in questo caso non è corpo così radicato come in altri testi eduardiani. Nella scelta mi ha guidato il desiderio di interrogare il testo da una prospettiva che mi consentisse di ascoltarlo come fosse la prima volta e se è vero che Eduardo fa grandi gli attori\, è altrettanto vero che per recitare le parole di Eduardo ci vogliono grandi attori\, a prescindere dalla provenienza geografica. Ed è a partire da queste considerazioni che sono arrivato a pensare a Natalino Balasso per Calogero Di Spelta e Michele Di Mauro per Otto Marvuglia\, due interpreti straordinari che hanno immediatamente accolto con partecipazione e desiderio il prodigioso confronto che ci attende. Di pari passo\, le stesse direttrici\, guideranno la composizione dell’intera compagnia. \nLa tradizione come trampolino \nIn questo ci interroga ancora oggi questo testo\, che è certamente un classico e come tale da affrontare con attenzione e cura senza farsi ingabbiare dalle trappole della memoria visiva ed uditiva che il teatro di Eduardo porta con sé\, non cancellare la tradizione ma usarla come trampolino\, per non usare Eduardo come vampiri ma per provare a spingere l’analisi sul suo lavoro\, se possibile un passo più avanti\, ad esplorare nuove possibilità all’interno delle trame e dei temi presenti nell’opera e che inevitabilmente ci parlano diversamente settantacinque anni dopo la prima messinscena. D’altra parte fu proprio Eduardo\, rivolgendosi ai più giovani\, ad utilizzare la metafora della tradizione come trampolino e questa metafora sarà oggetto concreto della scena\, il trampolino sarà non solo un elemento fisico\, ma anche un simbolo potente. Rappresenterà il luogo delle visioni e delle sparizioni\, uno spazio sospeso in cui il reale e il fantastico si intrecciano\, le paure si realizzano o svaniscono nel nulla. Sarà il punto di partenza per esplorare nuove prospettive all’interno della storia e dei personaggi\, permettendo così al pubblico di immergersi nell’oggi de La Grande Magia che fu. \nRelazioni – personaggi – autori di riferimento \nIn quest’opera\, tutti i personaggi potrebbero manifestarsi come visioni di un incubo\, riflesso dell’angoscia e dell’ossessione di Di Spelta\, manipolato abilmente dal mago Otto Marvuglia. Gli altri personaggi\, pur essendo inizialmente presentati come burattini nelle mani di Marvuglia\, diventano a loro volta burattinai\, amplificando la complessità e la fluidità delle scene. Questa dinamica trasforma costantemente il quadro della narrazione\, spostando la messa a fuoco e offrendo punti di vista mutevoli e contrastanti\, sottolineando la natura sfuggente e misteriosa della commedia. La messa in scena potrebbe essere concepita come un ping pong continuo fra i personaggi\, con il punto di vista che si ribalta e cambia costantemente. Una dinamica che intensifica la tensione e l’ambiguità dell’intreccio ed è una direttrice sotterranea al testo che mi piace evidenziare. \nInfine\, e se è vero che ci sono notevoli similitudini e riferimenti fra La Grande Magia e le opere di Pirandello\, in particolare l’Enrico IV ma anche\, particolarmente nel terzo atto\, a Sei personaggi in cerca d’autore è anche vero che La Grande Magia mi fa pensare al La Tempesta di Shakespeare per l’omaggio che è al teatro\, alla finzione e all’illusione\, perché ha un carattere testamentario ed esoterico. Perché è magico. Perché è gran teatro. Perché il teatro è una Grande Magia. \nGabriele Russo
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SUMMARY:ASPETTANDO RE LEAR
DESCRIPTION:martedì 19 novembre 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nASPETTANDO RE LEAR\nAlessandro Preziosi\, Nando Paone \n ACQUISTA \n\ndi Tommaso Mattei\nda William Shakespeare \nRe Lear Alessandro Preziosi\nGloucester Nando Paone\nKent Roberto Manzi\nCordelia Arianna Primavera\nEdgar Valerio Ameli \nopere in scena Michelangelo Pistoletto\ncostumi Città dell’arte/Fashion B.E.S.T\nmusiche Giacomo Vezzani\nsupervisione artistica Alessandro Maggi\nregia Alessandro Preziosi\ncoproduzione Pato srl\, TSV Teatro Stabile del Veneto\, Teatro della Toscana \n\nAlessandro Preziosi torna in tournée nei più importanti teatri italiani con lo spettacolo Aspettando Re Lear\, versione contemporanea dell’omonima celebre tragedia scespiriana che si concentra sulle vicende dei personaggi positivi della trama approfondendo con grande attualità il rapporto tra padri e figli scandagliato mirabilmente dalla poesia del Bardo.\nLa regia con immersiva visionarietà si avvale dell’innovativa presenza nello spazio scenico delle opere del maestro Michelangelo Pistoletto\, materiali artistici che rappresentano tutto il percorso del maestro biellese e che si animano magicamente della presenza degli attori definendo la scacchiera onirica e concettuale della messa in scena.\nLe musiche originali rinnovando la lunga collaborazione con Giacomo Vezzani seguono con tensione e pathos tutto il percorso della discesa nella follia del patriarca scespiriano e lo sprofondare nell’oblio della cecità della fidata corte alternando ritmi martellanti a struggenti epiche fino al commovente finale.\nAlessandro Preziosi è affiancato da Nando Paone nel ruolo di Gloucester e da una compagnia affiatata di interpreti : Arianna Primavera nel ruolo di Cordelia\, Roberto Manzi nel ruolo di Kent e Valerio Ameli nel ruolo di Edgar. \nLO SPETTACOLO \n“Ho immaginato un Re non semplicemente arrivato alla fine dei suoi anni\, ad un passo anagraficamente dalla morte\, ma piuttosto spinto dalle circostanze e dalla trama a cercare nella maturità\, e non nell’età\, il tassello conclusivo della propria vita. L’impazienza che accompagna il rocambolesco circolo di eventi in cui Re Lear travolge prima di tutto sé stesso e quindi gli altri\, mi ha suggerito di creare uno spazio mentale teatralmente e scenicamente reso materico dalle opere in scena” – Alessandro Preziosi \nAspettando Re Lear è un adattamento da Shakespeare con un evidente richiamo a Aspettando Godot di Samuel Beckett\, uno spettacolo sul difficile rapporto tra padri e figli\, sulla relazione tra Uomo e Natura e sulla perdita e il ritrovamento dei valori.\nNello spettacolo si parla di follia\, di potere che distrugge\, di solitudine di caos dentro e fuori\, “l’unico ordine possibile” per Michelangelo Pistoletto. E in scena ci sono le opere e i costumi del maestro\, costumi iconici realizzati dal collettivo Fashion B.E.S.T. con materiali sostenibili\, come anche delle musiche composte da Giacomo Vezzani sono ispirate ad opere dell’artista.\nParlando di questa commistione multidisciplinare tra arte contemporanea e teatro\, commenta Alessandro Preziosi in veste di regista: “A teatro ho condiviso la messa in scena dei presupposti del Terzo Paradiso\, la terza fase dell’umanità\, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la Natura. L’uomo deve cercare di non essere debitore alla Natura di ciò che indossa: il senso dell’abito\, del superfluo\, dello stretto necessario sono tematiche di Michelangelo Pistoletto che porto a teatro. L’uomo nella sua nudità trova sé stesso\, e così anche noi attori durante lo spettacolo veniamo privati dei vestiti\, per farci vedere per quello che siamo”\nL’adattamento di Tommaso Mattei\, si concentra sul momento chiave della tragedia shakespeariana\, rappresentato dalla tempesta che colpisce il re proprio mentre vaga alla mercè degli eventi atmosferici dopo disastro combinato con ognuna delle “amate” figlie.\nLear\, accompagnato dal conte di Kent\, sotto le mentite spoglie del servo Caio\, e dal fedele Fool\, a sua volta “interpretato” con arguzia della figlia Cordelia amorevolmente impegnata a farlo rinsavire\, sembra assistere inerme allo sconvolgimento dell’ordine naturale fino all’inaspettato finale. Re Lear è la metafora della condizione umana: caduta e creazione. Ama solo sé stesso\, la mancanza d’amore l’ha portato alla follia e alla solitudine; vaga in una landa di nulla con cui il sovrano senza più corona dovrà fare i conti. È come se Re Lear prevedesse l’inevitabile nulla che ci attende come risultato del fatiscente ordine permanente\, proprio come Aspettando Godot ci rivela quel che accade “dopo che il vecchio cade”.\nA pagare le conseguenze della “cecità” dei padri\, dovranno essere i figli?
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SUMMARY:AMANTI
DESCRIPTION:martedì 9 aprile 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nAMANTI\nMassimiliano Gallo \nAcquista\n\nMassimiliano Gallo\ncon Fabrizia Sacchi\ne con Orsetta de Rossi\, Eleonora Russo\, Diego D’Elia\nuna commedia scritta e diretta da Ivan Cotroneo\nscene Monica Sironi\ncostumi Alberto Moretti\nluci Gianfilippo Corticelli\nproduzione Teatro Diana \n\nClaudia e Giulio si incontrano in un palazzo borghese. L’appartamento al quale sono diretti è lo stesso: scoprono di frequentare lo stesso analista. Due mesi dopo li ritroviamo che sono diventati amanti e si vedono clandestinamente. Amanti segue la loro storia\, intervallando i loro incontri con i dialoghi dallo psicoterapeuta\, ignaro della loro relazione.\nIvan Cotroneo\, regista televisivo e cinematografico\, firma una commedia sull’amore\, sul sesso\, sul tradimento e sul matrimonio\, sulle relazioni di lunga durata e sulle avventure a termine\, sul maschile e sul femminile\, e in definitiva sulla ricerca della felicità che prende sempre strade diverse da quelle previste. Con l’aiuto di straordinari protagonisti\, Massimiliano Gallo e Fabrizia Sacchi\, questi temi prendono forma in un racconto spassoso e moderno\, pieno di tenerezza e verità.
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SUMMARY:MOULIN ROUGE. IL TRIBUTO
DESCRIPTION:FUORI ABBONAMENTO\ndomenica 7 aprile 2024\, ore 18.30\nTeatro della Regina\, Cattolica \nMOULIN ROUGE. IL TRIBUTO\nNuova produzione\nOrchestra Sinfonica G. Rossini \nAcquista\n\nDaniele Rossi\, direttore e arrangiatore\nLaura Mungherli\, regia\nEleonora Mazzotti nel ruolo di Satine\nFrancesco Troilo Di Carlo nel ruolo di Zidler\nOrchestra Sinfonica G. Rossini\nCantanti a cura di RDL Ragazzi del lago di Carlo Tedeschi\nDanzatori a cura di Center Stage di Laura Mungherli \n\nMoulin Rouge il tributo è un progetto di musica\, canto e danza ideato e prodotto da Orchestra Sinfonica G.Rossini in occasione della stagione “Maxi” che festeggia i 30 anni di attività e dedicato all’iconico teatro parigino che fin dal 1889 attira appassionati e turisti da tutto il mondo: dal can-can al musical\, dal canto al ballo\, un tempio della musica che continua ad ispirare compositori e coreografi. \nLa nuova produzione si basa sul grande lavoro svolto dal Maestro Daniele Rossi\, direttore d’orchestra\, che ha arrangiato appositamente per la Rossini tutta la parte musicale\, coinvolgendo le parti sinfoniche di un’orchestra classica (archi\, legni\, ottoni e percussioni) e la classica sezione sezione ritmica (chitarra\, tastiera\, basso elettrico e batteria). Determinante inoltre il lavoro della regista Laura Mungherli\, che a 360° si è occupata della rilettura della parte letteraria dell’opera\, della scenografia e di una coinvolgente regia corredata da coreografie di danza. \nLa cantante e attrice Eleonora Mazzotti\, già conosciuta ed apprezzata dal pubblico della Rossini\, torna ad uno dei suoi primi grandi amori ovvero il musical. E lo fa da protagonista: vestirà infatti i panni di Satine. \nLo spettacolo è un chiaro tributo all’omonimo film-cult di Baz Luhrmann datato 2001\, con protagonisti Nicole Kidman ed Ewan McGregor\, vincitore di due Premi Oscar e di tre Golden Globe. Ispirato all’opera “La traviata” di Giuseppe Verdi il film viene considerato un musical atipico in quanto i brani cantanti non sono originali bensì cover di alcuni celebri hit provenienti dal repertorio pop internazionale firmate da artisti come David Bowie\, Elton John\, Police\, Christina Aguilera\, Pink. \nIn scena anche gli artisti della Compagnia RDL\, formati da Carlo Tedeschi: Francesco Troilo Di Carlo (Zidler)\, Carmine Passaro (Christian)\, e Raffaele Gacioppo (il Duca)\, Riccardo Mei (l’Argentino) e Patrick Rubino (Toulouse)\, oltre a 6 coriste al fianco di Eleonora Mazzotti. La Compagnia RDL\, con i suoi oltre 40 performer e 40 anni di attività alle spalle\,  è storicamente apprezzata in tutta Italia e all’estero per interpretare da decenni musical originali italiani\, prodotti dal Teatro Leo Amici di Rimini-Lago di Monte Colombo\, dove la stessa compagnia ha sede. \n  \nDANIELE ROSSI\ncompie i suoi studi presso il Conservatorio di Musica G. Rossini di Pesaro e G. Verdi di Milano diplomandosi in Direzione d’Orchestra\, Composizione\, Fisarmonica\, Strumentazione per Banda e Didattica della Musica.\nHa suonato in Italia e all’Estero in formazioni orchestrali e cameristiche con direttori quali D. Jurowskj\, S. Gorli\, D. Garegnani\, R. Molinelli e collaborato con compositori come Y. Avital\, L. Donati\, A. Talmelli e Fabio Masini.\nCon il Sinequanon Akkordeon Ensemble” ha inciso in cd l’opera omnia di Luciano Fancelli con la collaborazione di RTSI Rete 2 (Radio Svizzera Italiana – Lugano) e dell’A.I.F. (associazione internazionale fisarmonicisti). Ha diretto l’orchestra Sinfonica Rossini\, Collegium Tiberinum\, Orchestra e coro del Conservatorio G. Rossini di Pesaro\, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana\, Orchestra A. Corelli di Ravenna\, l’Orchestra del Tirolerfestspiele di Erl e collaborato con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo\, l’Orchestra della Magna Grecia e l’Orchestra LaBarocca di Milano. E’ docente del Conservatorio di Musica A. Buzzolal di Adria. \nLAURA MUNGHERLI\nDirettrice di Center Stage dall’anno 2007\, è maestro d’Arte con specializzazione in Disegno Animato presso la Scuola del Libro di Urbino. Nel 2013\, inoltre\, si è diplomata presso la Royal Academy of Dance di Londra in danza classica.\nCaratteristica del suo lavoro è l’ecletticità\, data dalle diverse esperienze formative\, tra cui\, oltre alle sopracitate\, 4 anni di frequentazione al Conservatorio G. Rossini di Pesaro (flauto traverso e pianoforte) ed esperienze in ambito musicale e canoro. Coreografa per l’Orchestra Sinfonica Rossini dal 2018 (Pulcinella\, Cenerentola\, Le 4 Stagioni di Vivaldi\, Carmen\, Chez Rossini\, Il Carnevale degli Animali\, Mamma Mia\, ecc…)\nDal 2015 lavora per FIESTALONIA MILENIO (Spagna)\, JASKRAVA KRAINA (Ucraina)\, WAVE IDEAS (Bielorussia) come giudice di concorso e Maestra di danza.\nHa diretto interamente più di 20 spettacoli (Carmen\, The Nightmare Before Christmas\, Across The Universe\, Oz\, The Lion King\, Rent\, La Bottega Fantastica\, Turandot\, La Divina Commedia\, Shrek\, La Piccola Bottega degli Orrori\, Hair\, Cats\, Maleficent\, Cruella\, ecc…) \nORCHESTRA SINFONICA G.ROSSINI\nL’OSR è riconosciuta dal Ministero della Cultura\, dalla Regione Marche\, dal Comune di Pesaro e dal Comune di Fano. È ideatrice\, organizzatrice ed interprete di Sinfonica 3.0\, stagione concertistica di ambito nazionale. Buona parte della produzione si svolge nei teatri storici delle Marche a partire dal Teatro Rossini di Pesaro e dal Teatro della Fortuna di Fano. Nel periodo estivo organizza il Symphony Pop Festival a Fano\, I Concerti Xanitalia a Pesaro e Il Belcanto ritrovato in diversi luoghi della Regione Marche. L’OSR porge molta attenzione alla formazione; organizza progetti come La Scuola va a Teatro\, Festival Giovani per la Musica e il concorso Giovani in Crescendo\, per cui ha ottenuto il riconoscimento di eccellenza culturale dal Ministero dell’Istruzione\, dell’Università e della Ricerca (Miur).\nDi pregio artistico la presenza per oltre 20 edizioni al Rossini Opera Festival\, il ruolo di orchestra principale per il Teatro della Fortuna\, l’appartenenza alla Rete Lirica delle Marche e la presenza costante nella stagione lirica del Teatro della Muse di Ancona.\nDal 2022 è stata riconosciuta Istituzione Concertistica Orchestrale dal MIC (Ministero della Cultura).\nPresidente e Sovrintendente è il M° Saul Salucci. \nBiglietto intero 15 € – ridotto 12 € + diritti di prevendita\nPosto numerato
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SUMMARY:UNA NOCHE CON SERGIO BERNAL
DESCRIPTION:mercoledì 27 marzo 2024\, ore 21\nTeatro della Regina \nUNA NOCHE CON SERGIO BERNAL\nSergio Bernal \nAcquista\n\nSergio Bernal ballerino\nCristina Cazorla e José Manuel Benitez ballerini\nDaniel Jurado chitarra\nPaz de Manuel cantaora\nJavier Valdunciel percussioni \nQuando nella penombra appare la sua silhouette\, un brivido attraversa il pubblico\, che al primo balzo felino è già completamente ipnotizzato e sa che quel danzatore\, flessuoso come un gatto e scattante come una pantera\, è il protagonista assoluto della danza spagnola di oggi. Sergio Bernal è considerato il re del flamenco\, già primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna\, vera star internazionale del balletto classico e del classico spagnolo. Il suo spettacolo è ispirato alla cultura iberica e allo spirito gitano tra vertiginosi assoli e raffinati pas de deux e pas de trois con la direzione artistica di Ricardo Cue\, che ha firmato alcune coreografie originali come The Last Encounter di Ricardo Cue\, sulle note di Hable con ella di Alberto Iglesias e l’assolo The Swan con musica di Camille Saint-Saëns. Bernal danzerà anche un’inedita versione del Bolero di Maurice Ravel e il celebre Zapateado di Antonio Ruiz Soler sulla musica di Pablo de Sarasate per un visionario racconto per quadri in cui si fondono la tradizione spagnola\, l’eleganza della danza classica e il fuoco e la passione del flamenco\, espressione e simbolo della cultura gitana. \nSERGIO BERNAL\nSergio Bernal è considerato il Re del flamenco\, già primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna\, vera star internazionale del balletto classico e del classico spagnolo che è presente nei più importanti gala di danza di tutto il mondo\, da New York a Londra\, da Mosca a Dubai\, da Madrid a Roma. In questi ultimi mesi ospite nei maggiori programmi tv in Italia (tra i quali: Domenica In con Mara Venier Rai 1\, I Soliti Ignoti con Amadeus Rai 1\, Amici di Maria de Filippi Canale 5\, Viva Rai 2 con Fiorello\, Vita in Diretta Rai 1 con Matano\, Premio Bellisario Rai 1\, Uno Mattina Rai 1 con Serena Autieri e Gigi Marzullo ecc…). Osannato recentemente a Madrid al termine del suo spettacolo dal famoso regista Pedro Almodòvar. Roberto Capucci\, il maestro dell’alta moda ha voluto creare per lui un costume\, ispirato ai toreador di Spagna. Tanto intenso il suo carisma che Sergio Bernal ha persino ispirato il profumo “Sergio” della creatrice di fragranze\, Laura Bosetti Tonatto. \nNato a Madrid nel 1990\, Sergio Bernal viene ammesso nel 2002 al Real Conservatorio de Madrid “Mariemma”. Danza sin da giovanissimo con diverse compagnie e nel 2008 entra a far parte\, con il ruolo di primo ballerino\, della Compañía de Rafael Aguilar. Da allora collabora con grandi artisti internazionali\, come Aída Gomez\, Antonio Najarro\, Carlos Saura\, oltre che con il Nuevo Ballet Espanol\, e danza nello spettacolo “Mudanzas Boleras”\, girando tutto il mondo. Il suo repertorio include lavori di celebri coreografi spagnoli\, come Il cappello a tre punte – Farruca e Puerta de Tierra di Antonio Ruiz Soler\, Bolero 1830 di Mariemma\, il ruolo di Don José in Carmen e il Bolero di Rafael Aguilar\, Niña de Fuego di Angel Rodriguez\, Bolero di Paco Pozo\, El último encuentro e Concierto Andaluz di Ricardo Cue\, entrambi con la danzatrice Lola Greco. Ha vinto la Maratón de Danza de Madrid. Nel settembre 2012 entra a far parte del Ballet Nacional de España\, dove nel 2016 viene nominato primo ballerino. Nel 2019 fonda con Ricardo Cue la Sergio Bernal Dance Company in procinto di iniziare un tour internazionale nella prossima stagione. È regolarmente ospite di gala internazionali di danza “Les Étoiles” di Daniele Cipriani\, diventando vero beniamino del pubblico. \n  \nPROGRAMMA \nORGIA\nMusica Joaquin Turina\nCoreografia Sergio Bernal\ndanzano Sergio Bernal\, Cristina Cazorla\, José Manuel Benítez \nFARRUCA DEL MOLINERO\nmusica Manuel De Falla\ncoreografia Antonio Ruiz Soler\ndanza Sergio Bernal \nVIVA NAVARRA\nmusica Albeniz\ncoreografía Cristina Cazorla\ndanza Cristina Cazorla \nOBERTURA\nmusica Coetus\ncoreografia Sergio Bernal\ndanza Sergio Bernal \nRACHEO\nmusica Raul Dominguez\ncoreografia Sergio Bernal – José Manuel Benítez\ndanzano Sergio Bernal\, José Manuel Benítez \nSIEMPRE LORCA\nmusica Daniel Jurado\nchitarra Daniel Jurado\,\nvoci Paz de Manuel\npercussioni Javier Valdunciel \nEL ULTIMO ENCUENTRO\nmusica Alberto Iglesias\ncoreografia Ricardo Cue\ndanzano Cristina Cazorla\, Sergio Bernal \nZAPATEADO SARASATE\nmusica Pablo Sarasate\ncoreografia Antonio Ruiz Soler\ndanza José Manuel Benítez \nSOLEA X BULERIAS\nmusica Daniel Jurado\nchitarra Daniel Jurado\,\nvoci Paz de Manuel\npercussioni Javier Valdunciel\ncoreografia José Manuel Álvarez\ndanza Sergio Bernal \nEL CISNE\nmusica Camile Saint-Saens\ncoreografia Ricardo Cue\ndanza Sergio Bernal \nBOLERO\nmusica Maurice Ravel\ncoreografia Sergio Bernal\ndanzano Sergio Bernal\, Cristina Cazorla\, José Manuel Benítez
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CATEGORIES:Danza,Stagione completa 2025/2026,Teatro della Regina
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